sabato 31 marzo 2012

Monti e soci


All'inizio il governo Monti sembrava avere tutte le caratteristiche necessarie per poter traghettare l'Italietta fuori dalle perigliose acque del fallimento. Questo, lo si era intuito, avrebbe comportato una serie di "sacrifici", ma a detta sua e dei suoi collaboratori equamente ripartiti fra tutti i cittadini (come per altro dice la nostra Costituzione). Così mi sarei aspettato una patrimoniale seria, una stretta sulle banche (e finanziarie), un taglio netto sulle spese e sprechi di Stato. Per ora nulla di tutto questo. Aumento delle accise (l'iva l'aveva già aumentata il Berlusca cialtrone) così da tappare i primi buchi, post pensionamento dei lavoratori e dichiarata "Tobin Tax"  (che cazzo vuol dire? Perché non usare l'italiano?) quasi del tutto naufragata nel momento che le Banche hanno levato gli scudi. In compenso stipendi dei lavoratori decurtati o quantomeno cristalizzati e aumenti (ingiustificati) di bollette alla porta. Va da se che l'economia, già alla canna del gas prima, ora sarà del tutto immobile. Non capisco proprio una cosa che a me pare lapalissiana: da una parte aumento dell'uno/due % l'iva (così sembrerebbe che farà ad ottobre) dalla'altra so che gli italiani spenderanno di meno e quindi dove sta sto' guadagno? Senza contare l'ingiustizia... così facendo colpisco molto di più le classi meno agiate e molto meno quelle più ricche.
Detto questo e nonostante i dubbi sempre più numerosi mantengo ancora un po' di fiducia nel "Supermario" anche perché ritengo che certe politiche siano spinte avanti dalla vecchia maggioranza in autoreggenti che sparita non è, anzi. Poi e se non altro, gli amici tedeschi, francesi ed inglesi l'hanno smessa di prendermi in giro con il Berlusca e i suoi Bunga-bunga. Per la verità ora si sono buttati sullo scandalo Costa Crociere. Ultimamente mi è arrivata un'e-mail con su in sequenza: Valentino Rossi in piega a sinistra, poi Biaggi in piega a destra, quindi Dovizioso a sinistra e alla fine la nave di Schettino "in piega" da un alto. Umorismo triste ma che dire... con un fondo di verità.

martedì 20 marzo 2012

Ancora sulla musica progressiva...



Cari amici, quand’è che possiamo parlare di capolavoro e di conseguenza dei migliori artisti nel panorama della musica progressiva?
Secondo il mo parere un capolavoro è quando un album ha influenzato moti artisti a lui contemporanei o futuri e/o ha venduto molte copie nel mondo e/o è arcinoto anche ai non addetti ai lavori. Premesso questo, quali sono allora i migliori artisti dal punto di vista oggettivo? A mio parere ecco una lista: King Crimson (con 5 capolavori assoluti: In the court, Lizard, Islands, Larks, Reds ed altrettanti eccellenti incisioni). Pink Floyd (con 5 capolavori: A Saucerful, Ummagumma, Athom, Meedle, The Dark Side e tre ottimi album: The Piper Gates, More e The Wall). ELP con tre masterpice (come dicono in Inghilterra): The first, Tarkus e Picture (più un ottimo lp Brian). I Genesis con 3: Nursery Crime, Foxtrot, Selling e due eccellenze Trespass e The Lamb. Jethro Tull con 2 super dischi: Aqualung e Thick as a Brick e altrettanti ottimi lavori tipo Stand Up. Gli Yes con uno solo: Fragile (e se vogliamo anche il triplo live: Yessongs). Per noi italiani i V.d.G.G. con due capolavori: H to He e Pawn Hearts più altrettanti eccellenti dischi. A questa lista aggiungerei anche i Soft Machine con The Third, uscito purtroppo nell’edizione italiana su pista 8 e perciò inudibile; quando venni in possesso del vinile inglese (16 piste) il livello migliorò, ma non di molto. Questo doppio album è stato digitalizzato ma che io sappia non rimasterizzato (sic!). Ah dimenticavo nella lista: i Gong con la loro trilogia (sebbene a questo gruppo il termine prog gli va molto stretto).  C’è poi una plettora di altri musicisti prog che pur avendo influenzato le generazioni future difficilmente vengono messi nella lista dei migliori. Di certo molti dell’avanguardia tedesca; dagli Amon Dull ai Tangerine Dream, dai Faust ai Popol Vuh. Anche se qui le radici in parte vengono dagli USA. Fra quelli di matrice anglofona un po’ dimenticati o sottovalutati, a mio giudizio, sono i Renaissance (come pure i Curved Air, per esempio). Se siete curiosi potete ascoltare il primo lavoro (databile 1969) di questa band sinfonico-prog collegandovi al sito dell’amico Edulms:

domenica 18 marzo 2012

Risotto al nero di seppia


Mi sono venute per le mani delle belle seppie di media grandezza e così ho deciso di farmi un Risotto al Nero di Seppia (ma va benissimo lo stesso se al suo posto usassimo degli spaghetti).  Ho anche avuto la fortuna di avere delle acciughe che ho utilizzato in due maniere: la testa per farci un brodo di pesce e il corpo, sfilettato, aperto e messo sotto limone per un dì, da usare come antipasto.
La ricetta che ho usato è questa:  Pulire in acqua corrente le seppie freschissime, togliendo la pelle, gli occhi, estraendo l'osso, ma curandosi di lasciare intatti i sacchetti contenenti il nero, che ho messo da parte in una tazzina da caffè. Preparare quindi un soffritto con tre cucchiai d'olio, la cipolla tritata e lo spicchio d'aglio, sale e pepe macinato al momento. Dopo un po’ aggiungere le seppie tagliate a listarelle e il prezzemolo. Bagnare il tutto con mezzo bicchiere di vino bianco. Lasciare cuocere a fuoco lento per circa quaranta minuti, mescolando di tanto in tanto. Aggiungere alla base così ottenuta il riso. Proseguire normalmente la cottura del risotto (come per un normale risotto), mescolandolo continuamente e aggiungendo, all'occorrenza, un mestolino per volta, del brodo vegetale (o preferibilmente derivato dalla cottura di pesci di piccola taglia, come ho fatto io). A meno di metà cottura aggiungere il nero e rimescolare. Il risotto sarà pronto in circa venti minuti. Dieci minuti se usate gli spaghetti. Tolta la pentola dal fuoco, rimescolare energicamente un'altra volta e servire guarnendo con del prezzemolo fresco. Vino consigliato: Solopaca Bianco.

domenica 11 marzo 2012

Scusate...



 Per motivi personali non sono stato in grado di aggiornare il blog. E sì che di fatti interessanti e importanti in questo lasso di tempo ne sono avvenuti: dalla cattura della nave italiana e dei due soldati del battaglione S.Marco, oppure del blitz (mal riuscito) dei reparti speciali inglesi e uccisione dell’ingegnere italiano che a tutt’oggi non si sa ancora se per mano dei terroristi o del volume di “fuoco amico”. Comunque per farmi perdonare ecco a voi un album live quasi ufficiale dei Pink Floyd, databile 1969 e registrato ad Amsterdam. Il doppio disco è centrato su Ummagumma (sezione studio) che era da poco uscito. Che io sappia è una delle poche volte che i Floyd hanno dato alle stampe ufficiosamente la versione live di quel capolavoro. Sentitevi al stupenda The Narrow Way! Il risultato non può non essere che fantastico e forse con questo disco hanno raggiunto il loro vertice sperimentale. Ascoltandolo si capisce il loro enorme contributo a tutta la musica moderna (almeno quella che piace a noi). In particolare è notevolissimo l’happening centrato sui “rumori” del pezzo Tea Time oppure quello del brano The Labirinths of Auximeness; non mancano certo riferimenti musicali ai lavori precedenti, magari qui eseguiti (ma è una caratteristica dei P. Floyd) sotto titoli diversi.
Disco imperdibile, voto: + + + + +
Se vi interessa:

sabato 3 marzo 2012

Che casino con questa TAV


Quei pochi lettori che seguono il mio blog si saranno accorti da tempo che il sottoscritto è solito pubblicare quello che pensa senza se e senza ma. Oggi, di conseguenza, vorrei parlarvi di questa" benedetta" TAV (= treni ad alta velocità) che ha avuto di recente una recrudescenza nei toni sia di chi è a favore sia di chi è invece contrario. Così a questo proposito dico la mia: il progetto, sebbene rettificato da quello esposto anni fa, è una cazzata; meglio sarebbe stato, se proprio la si doveva fare, riadattare la linea ferroviaria già esistente. In linea di massima quei soldi (15 miliardi di Euro circa... oggi... ma domani chissa?) li avrei spesi, per esempio, per mettere in sicurezza il territorio italiano da alluvioni e le case (o almeno le scuole, asili, monumenti), nelle zone sismiche, dai terremoti; anche perché non capisco la necessità nè il guadagno che una tal merce (per esempio una scatoletta di pomodoro) ci metta un'ora e mezzo di meno ad arrivare a Lione da Torino.
Devo però ora essere dalla parte di Monti che si trova la patata bollente in mano. Infatti questa idiota decisione fu presa (insieme con il governo francese) molti anni fa e da allora, sia da una parte che dall'altra sono stati fatti lavori, spesi soldi, firmati contratti. Come venirne fuori? O, insieme con la Francia, rinunciare a quest'opera buttando nel cesso i soldi già spesi, oppure andare avanti. Di mio, pur non sapendo nè conoscendo a fondo il problema, direi che sarebbe cosa giusta andare avanti ma con gli occhi spalancatissimi. Mafia, porcherie, sprechi, lavori alla cazzo di cane sono subito dietro l'angolo...