venerdì 11 settembre 2015

Panigacci e Testaroli

I testi di terracotta
Il canestrino di Panigacci


La fila di testi
Nati, con tutta probabilità, sulle colline a Nord di Aulla e a Est di Bolano nel comune di Podenzana (Lunigiana, MS, Toscana) si sono diffusi in tutta la provincia di La Spezia e a Nord di quella di Massa Carrara. Parlo dei Panigacci (o Panigazzi) che sono delle sottili focaccette non lievitate larghe circa 15 cm fatte di sola farina di grano, sale e acqua (c’è sempre qui il “solito discorso sul tipo di farina”, come per la pizza, che vi raccontai qualche post fa) ma talvolta, in famiglia, preparate anche con quella di mais o di castagne. L’impasto quasi liquido viene rigorosamente e meticolosamente suddiviso dentro testi di terracotta (vedi foto) arroventati sul fuoco vivo e prima di essere riempiti tolti da esso. Detto fuoco viene fatto con sola legnetta secca e talora di recupero (penso a quella delle cassette della frutta) ponendo anche dei rami d’ulivo che gli conferiscono un particolare profumo. La vampa è accesa o all’aperto o in un caminetto capiente. Con quella legna se ne fa una pira e in mezzo vengono posti i testi (vengono i più prodotti da speciali argille nel comune di Podenzana o di Sestri Levante), quando essi divengono quasi rossi con delle pinze si tolgono dalla brace e dopo poco vi si mette un po’ d’impasto in ciascuno. Si formano così delle file verticali (un testo sopra l’altro, vedi foto) e il panigaccio cuoce in essi e fra essi. Dopo qualche minuto si prende con guanti termici ciascun testo e aiutati da un raschietto si toglie la relativa focaccetta. Vengono serviti ancora belli caldi e piegati in due si mangiano con dentro o stracchino (o altri formaggi a pasta molle), o affettati, o salsiccia, o lardo o anche come dolce con la “nota” crema di nocciole e cioccolato. A me piacciono anche così: sfregare uno spicchio d’aglio (spellato) su una sua parte, coprirlo di Parmigiano Reggiano grattugiato e un po’ di olio evo e via! Ottimi anche con l’uovo fritto. Se rimangono lì freddi non vengono consumati ma posti poi in acqua salata bollente e cotti (magari il giorno dopo) come della pasta con cui prima però se ne fanno delle larghe losanghe, quindi conditi con pesto o sugo di funghi. Come sapore vagamente assomigliano alla piadina romagnola (che però ha dentro anche o olio d’oliva o strutto ed è più sottile) ma a mio giudizio sono nettamente più saporiti e particolari anche per la diversa tipologia di cottura. Infine attenzione a non confonderli con i Testaroli (tipici di Pontremoli e dintorni) che sono di impasto uguale ma di grandi dimensioni (40 cm) e cotti in forno in teglie circolari di ghisa. Essi vanno consumati esclusivamente bolliti, dopo averne fatto delle lasagnette e poi conditi con sughi o pesto. In uso fin dai tempi dei Romani è forse la più “antica” pasta d’Italia. Il vino consigliato sia per i Panigacci che per i Testaroli è ovviamente un rosso di medio corpo e beverino, meglio se di quelle parti. Numerosi sono in zona i ristoranti che si dedicano solo ad essi e il pasto completo con formaggi e affettati (vino della casa, caffé e coperto compreso) difficilmente supera i 25€ e spesso anche meno e varia dalla qualità dei “ripieni”. Solitamente portano panigacci a iosa (il loro numero non incide nel prezzo finale) in piccoli canestrini (mentre i “ripieni” sono nei vassoi e questi sì che sono contingentati ma sempre abbondanti) e una persona “normale” ne può consumare circa 5-6 più uno dolce. Io, invero, molti di più… Quando ero giovane il mio record fu di ben 28 e poi uscì il cuoco che disse che voleva chiudere la cucina…e io avrei continuato…;-) La tradizione del Panigaccio si ricollega a quelle molto simili presenti in varie culture del Mediterraneo: Le focacce d’orzo egiziane, il pane azzimo ebraico, il gyropita (alcuni dicono greco altri turco), le piadine e i testaroli e di sicuro me ne sono dimenticati molti altri.

Un buon krautrock



Questa band tedesca chiamatasi Virgin’s Dream a quanto ne sappia fu autrice di un unico album intitolato The X - Tapes le cui registrazioni (live e non di qualità eccezionale, ma buone sì) furono fatte sul finire del 1971 e in tempi recenti recuperate e rimasterizzate. All’interno del file i nomi dei musicisti impegnati e se sapete il tedesco anche una breve storia del gruppo in una copertina allegata. Comunque sia anche da come si evince, pur non sapendo io quella lingua, da ciò che c’è scritto su quella copertina i gruppi d’ispirazione furono i Soft Machine (i primi, quelli più psichedelici) e i Clessidra a cui aggiungerei i Matching Mole. Resta in ogni caso un bel album interessante e ben suonato. Purtroppo ve lo posso offrire “solo” a 192 kbps qui (che comunque è sempre meglio di niente…).
Voto :  + + + + tutti meritati…

giovedì 10 settembre 2015

Un bel Grifone



Nel vasto e movimentato panorama della musica britannica degl’anni ’70 fra le band migliori ma al tempo stesso meno considerate, sono senz’altro da annoverarsi i Gryphon, autori di interessanti ed originali album seppure mai dei capolavori. Nel corso della loro carriera (iniziata nel 1973 con il disco omonimo) sono riusciti a coniugare il folk con il prog (a volta anche sinfonico) con altre esperienze musicali rimanendo sempre su ottimi livelli qualitativi. La loro quinta fatica è questo Treason del 1977. Qui la loro musica si rivolge senz’altro al prog schiacciando l’occhio ai Genesis agli Yes e in parte ai Gentle Giant che imperversavano con successo in quel periodo e sono però riusciti a mantenere una certa originalità compositiva. E’ qui a 320 kbps.
Voto:  + + + +

mercoledì 9 settembre 2015

2 album 2 generi diversi




Doppio appuntamento con una band britannica di nome Trapeze che realizzarono due album sul finire dei ’60 e inizio dei ’70. Il primo si intitola con lo stesso nome del gruppo ed è databile al 1969, mentre l’altro uscì nel 1970 col nome di Medusa. Musicalmente parlando il genere del primo risulta un bel mix di prog-folk psichedelico con aspetti originali ed interessanti e per di più ben suonato. Il secondo album abbandona certe sonorità folk divenendo assai più rock per sconfinare quasi nell’hard rock ma perdendo, seppure era la moda del periodo, in peculiarità e per certi versi pure in tipicità, rimane però intatta la bravura strumentale della band, quantunque ridotta ad un terzetto (scomparse le tastiere e fiati). Entrambi li trovate qui riuniti in un unico file (ma poi in due separati dischi) a 320 kbps.
Voto Trapeze:  + + + +
Voto Medusa:  + + +

martedì 8 settembre 2015

Un sano rock blues



Tempo fa, se la memoria non m’inganna, io e l’amico Edulms, nei rispettivi blog, postammo dischi dei Family, nota band britannica di rock-blues. Dato che ogni tanto rimetto a posto la mia discografia ecco che spunta fuori quest’album messo (da me) fra quelli mai postati. Era urgente porvi rimedio! Il titolo dell’opera è Bandstand ed è databile al 1972. Nella formazione musicale militava ancora John Wetton (basso e voci) prima di passare alla corte cremisi di Fripp. Ve lo propongo qui a 320 kbps e con un brano bonus. Personalmente non lo ritengo fra le loro opere migliori ma rimane, comunque, un disco godibile e fruibile da tutti.
Voto:  + + + +

lunedì 7 settembre 2015

Val di Sole (Trentino) Lago dei Caprioli

Il Lago dei Caprioli
Bucolico panorama
La malga superiore
Uno "gnomo"
Un’altra interessante escursione che feci (essendo di stanza in Val Di Sole, Trentino) fu al Lago Dei Caprioli piccolo bacino ma assai suggestivo e pittoresco posto a circa 1400 slm. Per arrivarci si può prendere un (a tratti) erto sentiero chiamato “degli Gnomi” (per via di graziose statuette di legno disseminate lungo il tragitto, vedi foto) e che dopo circa 2,3 km arriva alla meta, oppure una strada asfaltata (3,5 km) che termina a pochissime centinaia di metri dal lago in vari ampi parcheggi (a pagamento). Entrambi gli itinerari iniziano da Pellizzano (fronte al Passo del Tonale, sulla sx del paese). Sia nei pressi dello specchio d’acqua che davanti ai parcheggi ci sono due posti dove rifocillarsi. Da lì iniziano vari percorsi e sentieri di cui uno porta alla “malga alta” (vedi foto) a circa 1650 slm. Io feci quest’ultimo, però da sciocco dopo pranzo e dopo essermi rimpinzato a dovere e bevuto di conseguenza. Arrivato alla malga, dopo averla visitata, fu d’obbligo (per riprendere le forze) una sosta, un generoso panino al formaggio (lì prodotto) e una birra. Poi, lungo la discesa, nel folto del bosco, lontano da occhi e orecchi indiscreti, un bel “ricambio idrico” e un “ruttone libero”…;-)

Rock tedesco anni '80



Ogni tanto mi capita per le mani un lavoro databile agl’anni ’80 e questo lo si sente subito, purtroppo, fin dalle prime note. E’ il caso di questo discreto (e basta) gruppo di prog e heavy prog tedesco (ma talora con certe sonorità un po’ troppo commerciali) chiamatosi Nautilus (già! Come il sommergibile di Verne memoria) ed autore di almeno un album (questo) intitolato: Space Storm editato nel 1980 e poi riprodotto in digitale ma partendo però dal vinile. Ascoltabile ma nulla di più e in aggiunta con una brutta e banale copertina. Ve lo propongo a 224 kbps qui.
Voto:  + + +