sabato 7 giugno 2014

Torino e il Museo Egizio

Torino Panorama con la Mole Antonelliana
Porta Romana
Palazzo Reale
Palazzo Carignano

Piazza S. Carlo
Quest’oggi riprendo il discorso, che interruppi alcune settimane fa causa impegni, sui principali musei italiani a proposito dei quali il buon Edulms mi chiese di parlargli mesi orsono. Siamo quindi adesso passati in Piemonte ed esattamente a Torino città che, almeno relativamente ai suoi monumenti (nel tempo non dovrebbero essere mutati), conosco bene non fosse altro che ere fa ci passai quasi un anno di naja (il C.A.R. lo feci invece ad Asti). Per prima cosa parliamo un po’ della sua storia. Posta com’è (il centro storico) nella confluenza quasi ad angolo retto fra due fiumi: il Po e la Dora e su una specie di sperone rialzato fu fin dall’antichità sito facilmente difendibile e quindi abitato. Le prime popolazioni furono i Liguri-celti con una tribù chiamata (dai Romani) Taurinia (forse perché adoravano un toro o forse perché la confluenza dei 2 fiumi ricorda le corna di quell’animale) e che lì edificarono una città. Fedele fin dal III sec a.C. a Roma, fu distrutta da Annibale nella sua discesa in Italia per non aver collaborato coi Punici. Dopo qualche secolo Giulio Cesare, che con le sue mire espansionistiche era interessato alla vicina Gallia, fece lì un suo campo militare. Detto sito divenne ben presto un castrum (nome latino da cui deriva la parola castello) e fu poi sotto Augusto che si tramutò in città col nome di Julia Augusta Taurinorum divenendo colonia romana. Dopo il crollo del’Impero di Occidente nel V sec fu prima Ostrogota, poi Longobarda e quindi dei Franchi. Sul finire del primo millennio fece parte di un marchesato al cui comando era Umberto Biancamano (fondatore della dinastia dei Savoia). Da quel momento seguì tutte le sorti prima del Piemonte e poi dell’Italia. Dell’epoca romana rimangono cospicui resti visitabili e quelli scomparsi (tipo l’anfiteatro) rimangono nei toponomi nella città. Ovviamente, essendo stata prima capitale del Regno Sabaudo e poi per un breve periodo dell’Italia, non mancano i monumenti come la Reggia Sabauda, vari palazzi, il Duomo, chiese e il simbolo della città: la Mole Antonelliana. Anche i dintorni sono interessanti a cominciare dalla basilica di Superga, dalla Reggia di Venaria e dal capanno di caccia reale di Stuppinigi Come musei è ovviamente fornitissima a cominciare da quello dell’auto (la FIAT è torinese, almeno di nascita) ma qui vorrei consigliare la visita del Museo Egizio il più fornito al mondo di reperti di quella civiltà dopo quello del Cairo (non c’è Louvre, nè British Museum che tenga); per maggiori informazioni cliccate qui. 
Da assaggiare, se volete pranzare o cenare in un buon ristorante, gli agnolotti, il famoso bollito alla piemontese, il pantagruelico antipasto e il tutto inaffiato dai stupendi vini che fanno da corona alla città: Dal Barolo al Barbaresco, dal Gattinara al Sizzano, dal Dolcetto al Barbera e via dicendo, non dimenticando di gustare un caffè (o a un marocchino) accompagnati magari dai Gianduiotti (cioccolatini tipici della città) in uno dei bar del centro. Come aperitivo non dimentichiamoci dei vermuth nati in un quartiere periferico (Pessone) come il notissimo Martini.
PS: le foto non sono mie dato che non riesco più a trovare quelle che scattai sia quando ero militare che nelle mie visite successive alla città

venerdì 6 giugno 2014

Un ex The Byrds


Di certo uno dei più noti componenti dei The Byrds è senz’altro il bravo Roger McGuinn che nel 1975 insieme alla suo gruppo (diverso da quello storico, ndr.) incise quest’ottimo lp intitolato, per altro con poca fantasia, Roger McGuinn & Band. La musica che fuoriesce dal bel album è un rock folk-psichedelico tipico della West Coast con tanto di steel guitar e rimandi ai classici del periodo (uno per tutti Bob Dylan). Il disco contiene anche degli interessanti brani dal vivo. Il tutto non certo una sorpresa per chi ama quel tipo di musica.
Voto:   + + + +

giovedì 5 giugno 2014

Un Capolavoro Sconosciuto


Questo bel disco (totalmente strumentale) vide la luce nel 1976, periodo in cui ormai e purtroppo la grande musica progressiva era forse in declino; nonostante questo l’album in questione, intitolato: On The Theshold Of Reality è un gran bel lp. Ad incidere questo furono due talentuosi strumentisti britannici: Martin Weaver (chitarre e basso) e Dave “Doc” Wadley (tastiere e percussioni) che chiamarono la “mini-band”  Mind Doctors. La musica che ne scaturisce è un mix di elettronica, cosmic music, progressive con un occhio strizzato anche al krautrock ma del tutto originale e affascinante. Non credo che l’album sia allora che adesso risulti famoso e questo è un peccato perché a mio parere si tratta di un capolavoro ignorato e nascosto. Molto bella anche la copertina. Qui il nuovo link
Voto:  + + + + +

mercoledì 4 giugno 2014

Ancora....?


Per favore rinchiudetelo e buttate la chiave! Ma è mai possibile che quel rincoglionito del Gabibbo di S. Ilario [Ge] (con Malox) non sappia perdere con dignità? Ha preso una meritata batosta data dal nulla della sua proposta politica e dagli improperi e minacce a vanvera ed ora che vuole? Lui insieme ai suoi accoliti più fanatici non trovano niente di meglio, ormai a bocce ferme, di buttare benzina sul fuoco cianciando di presunti brogli elettorali a sfavore del suo Movimento (de panza...). Va detto che, per certi versi, credo che l’Italia sia come una Repubblica Delle Banane ma almeno fino a quel punto non penso sia mai scesa (almeno su vasta scala). Di sicuro non posso mettere la mano sul fuoco se nella circoscrizione di Sassogonfio (una celia, per esempio) non sia successo qualche pasticcio (e non è detto che sia poi a favore del PD) ma da lì a porre in dubbio la valanga di voti che ha visto stravincere Renzi e i suoi candidati in tutta l’Italia (e non solo alle Elezioni Europee) ce ne vuole di fantasia! Continuo a pensare che quel figuro sia aberrante e prima si toglierà dalla scena politica lui e i suoi rincretiniti (e pericolosi) pentastellati meglio sarà per il nostro Paese! Avete poi visto con chi si vuol alleare in Europa? Con un esponente della destra più estrema inglese, allucinante!

martedì 3 giugno 2014

Due interessanti album tedeschi


Quest’oggi vi voglio fare un doppio regalo postanto in un unico file i due album della band tedesca chiamata Emtidi. Il primo lp uscito con lo stesso nome del gruppo nel 1970 è di certo ascrivibile al genere folk psichedelico (con un occhio anche a Dylan) incentrato com’è nel duo (un uomo e una donna, entrambi al canto e alle chitarre acustiche) e che sono poi gli unici componenti del complesso. Due anni dopo ebbero un’evoluzione verso il kraut-rock anche grazie all’aggiunta di tastiere, chitarre elettriche, basso e percussioni e tutto ciò si evince nel bel disco intitolato Saat. Secondo me questo lp è più bello del precedente, abbastanza originale anche se la voce femminile a volte potrebbe ricordare i Renaissance, ma che c'è di male? Li potete trovare tutti qui.
Emtidi 1970 Voto:  + + +
Saat 1972      Voto:  + + + +

lunedì 2 giugno 2014

Perché non seguirò i Mondiali di Calcio


Non so a chi possa interessare, ma a proposito del vicino inizo dei Mondiali di Calcio in Brasile ho deciso, senza affatto aver alcunché per quel popolo, di non seguirli. I motivi, che per alcuni versi a molti potrebbero sembrare strani, sono questi (e non necessariamente in questo ordine d’importanza):
  • Non ho il televisore e dato gli orari per me troppo tardi (non sono un nottambulo) avrò pochissima voglia di recarmi al vicino “bar dello sport” per vedere le partite (forse con l’esclusione della Finale a prescindere dai concorrenti che vi parteciperanno).
  • Da un po’ di tempo il Calcio mi annoia sempre di più e assai raramente (per non dire mai) riesco a seguire per intero un match (qualsiasi sia la squadra impegnata).
  • Ormai, specie in Italia, il Calcio è meta di idioti violenti, fanatici rincretiniti ed interessi che troppo hanno pochissimo a vedere con esso.
  • Quasi nessuno si ricorda che alla fine è un gioco e nulla di più.
  • Ho sempre odiato lo stupido campanilismo, il becero nazionalismo da 3 soldi, l’enfasi falso patriottica con cui si accompagna l’evento (a cominciare dagli inni nazionali). Posto che sia giusto gloriarsi del proprio Paese (ed io ritengo che sia cosa sciocca) non c’è paragone fra gli idoli del pallone e l’aver dato i natali a un Leonardo, a un Michelangelo, a un Dante o a una Rita Levi di Montalcino (per esempio), tutti enormemente più importanti per l’Umanità che un Baggio, un Rivera o un Totti.
  • Di questo Mondiale si sa già chi sarà il vincitore (con o senza aiuti) dato che il Brasile non farà certo l’errore di decenni fa quando “permise” all’Uruguay di vincere lì e quindi è come leggere un libro giallo di cui si conosce già la trama e l’assassino: inutile.
  • E’ chiaro che non potrei non esimermi dal sostenere gli Azzurri, ma perché allora farmi del sangue marcio? Credo che l’Italia, a stento, non andrà oltre gli ottavi (posto che ci arrivi grazie al cervellotico girone dove in 4 squadre ci sono 6 Coppe del Mondo). Ormai sono anni che il vivaio nostrale da pochissimo e la causa la si conosce: troppi stranieri (molti di questi dei bidoni) e scuole calcio improntate alla fisicità piuttosto che alla tecnica.
  • Meglio dell’Italia ci sono almeno 3 squadre Sud-Americane e 4/5 Europee.
  • Rimango poi del mio vecchio parere. Ricordate il caso Battisti (il terrorista condannato all’ergastolo qui)? Il Brasile, con l’allora presidente Lula, si comportò in maniera scorrettissima con l’Italia (diede la grazia all’ultimo giorno del suo mandato), così come ora sta facendo l’India con i “marò”. Fossi stato io a comandare per ripicca avrei almeno vietato alla Nazionale di andarci come dimostrazione lampante al Mondo del nostro sdegno (in fondo si tratta solo di partite di un gioco). Ma cosa volete farci, qui i nostri politici gonfiano il petto a parole ma prestissimo si dimenticano dei fatti e poi non osano, per paura di perder consensi, andare contro al modus pensandi popolare.

domenica 1 giugno 2014

Grande band tedesca


Di certo nell’ambito del krautrock e cosmic music, dopo i grandi tipo i Faust, gli Amon Düül (anche i II), i Tangerine Dream e gli Ash Ra Temple venivano questi Agitation Free sia per la bontà delle loro esecuzioni sia per l’originalità della loro musica. Orbene nel 2014 hanno dato alle stampe questo stupendo Shibuya Nights Live In Tokio, album che secondo me si colloca fra i capolavori usciti quest’anno (almeno sino adesso). Musica per palati fini per altro ottimamente registrata tanto che non sembrerebbe un disco dal vivo. Da non perdere!
Voto:   + + + + +