lunedì 30 novembre 2015

Altri due dei J.T.



Nel 1995 i Jethro Tull rientrarono in studio per registrare un nuovo album che intitolarono: Roots To Branches in cui il duo storico superstite: Ian Anderson e Martin Barre coadiuvati da altri bravi strumentisti (i nomi li troverete in una copertina allegata al file) sono in ottima forma. Le canzoni sono tutte opera del talentuoso flautista e la band come l’opera sembra nel suo insieme più ispirata rispetto a esibizioni precedenti. Intendiamoci, i capolavori degl’anni 70 sono un passato (seppure assai piacevole) ma nella rinascita globale del prog anche questo disco dice la sua. Ve lo presento qui a 320 kbps. Sul finire del millennio riecco il gruppo alle prese con un altro nuovo album, siamo nel 1999 e l’opera si intitola: J-Tull Dot Com. Il disco in questione ricalca le orme del precedente seppure, a mio modesto parere, ne sia leggermente inferiore. In tutto il mondo si era in pieno rifiorire della musica prog e quest’album si adegua risultando un lavoro progressivo propriamente detto. Bello ma non certo un capolavoro. E’ qui a 320 kbps.
Voto Roots:  + + + + …e qualcosina in più…
Voto Dot Com:  + + + +

domenica 29 novembre 2015

Un po' di fumo di Stato

Cappello Pashtun Afghano
In questo giorni ho avuto l’occasione, purtroppo, di osservare alcuni programmi televisivi di formato giornalistico. Mi è apparso del tutto evidente che il tema imperante è il terrorismo islamico e che sia le varie testate sia i giornalisti ci hanno inzuppato ben bene il pane. Anzi a tratti mi sembravano “gongolare” per l’eventuale share che avrebbero ottenuto. Credo che a loro importasse poco o nulla di aumentare, così facendo, il senso d’insicurezza dei telespettatori. (Il mio no, in quanto, come già dissi, reputo molto più pericoloso prendere l’auto ogni mattina, stante i troppi incidenti stradali che accadono). Ho così assistito ad un profluvio di cazzate sparate (queste sì) a destra e a manca. Hanno dato aria ai denti politici ignoranti, ninfe di regime minigonnate e taccute stravaccate sui divani e con le cosce al vento, benpensanti e giornalisti proni al sistema (e magari messi lì proprio da esso), generali in pensione e altri col cervello in pensione perenne. Non bastasse tutto questo, ogni trasmissione aveva il suo bel imam (ormai la loro presenza è come il prezzemolo) e tanto per far audience primi piani sulla mussulmana di turno imbacuccata nel velo. Tempo fa al loro posto erano presenti (ed inquadrati) uomini di colore, ma allora il problema (???) era l’immigrazione e l’accoglienza. A quanto mi risulta non si parla d’altro che di terrorismo. Spariti i morti nel mare, i problemi delle nostre periferie, gli sfrattati, i 5 milioni d’italiani poveri, la disoccupazione, la corruzione, il degrado delle nostre città, il taglio alla sanità, la legge elettorale e quella di stabilità, la riforma del senato e tanto altro. Tutto ottenebrato dalla questione (che a molti fa comodo) del terrorismo. Oppio al popolo! La mia condanna per le stragi siano esse parigine, tunisine o libanesi rimane ovvia, ma chiedere un po’ di equità no? Il risultato di tutto questo è che si sta instaurando, anche per colpa loro, una paura immotivata per chi non è né veste come noi (almeno a sentire le interviste fatte dai giornalisti). Credete che se fossi un terrorista e volessi fare un attentato andrei in giro con il burqa o con il cartello che spieghi chi e cosa sono? Ma siamo seri! Mi travestirei allora da occidentale magari con tailleur o giacca e cravatta, ovviamente. Detto questo mi viene voglia di mascherarmi e vedere poi l’effetto che fa… (come in una nota canzone). Nel cassetto ho ancora un cappello da talebano afghano (il pashtun, vedi foto) e una galabia presa in Egitto un po’ di anni fa e credo che in una scatola ci sia pure un bel barbone finto, retaggio di un passato carnevale. Sono convinto che così agghindato, quando e se dovrò fare una coda, avrei senz’altro il vuoto intorno a me… Un consiglio, buttate la tv nel cesso e usate il cell (o lo smartphone) solo lo stretto necessario.

Si continua col "Barattolo"



La mia “cavalcata” sul gruppo tedesco dei Can continua proponendovi un album che fu registrato ed uscì nel 1976 col titolo di: Flow Motion e alla cui stesura parteciparono soprattutto sia Czukay che Karoli. Musicalmente parlando la band parrebbe sperimentare sonorità che solamente ad un ascolto superficiale potrebbero sembrare commerciali e banali; in realtà si tratta di un’opera assai geniale giocata su ritmi mittel-europei e un tappeto sonoro di assoluta qualità. Più particolare la mini-suite che da il nome all’lp. Il tutto è qui a 320 kbps.
Voto:  + + + + … e anche qualcosina in più…

sabato 28 novembre 2015

E questi sono americani



Rispetto alla band da me postata ieri, quantunque il nome sembrerebbe molto simile (c’è infatti un k al posto di una c), questi Ark provengono dagli Stati Uniti e registrarono il loro (forse) unico album solo nel 1978 e lo intitolarono: Voyages. Il disco qui prospettato è una buona riproduzione da vinile decentemente rimasterizzata. Quanto alla musica proposta siamo di fronte a una sorta di rock psichedelico e folk rock il tutto con forti sentori progressivi. Peccato che ormai il periodo di certa musica fosse allora da un po’ passato e quindi il tutto risulta un tantino banale con sentore di già sentito. Questo non vuol dire che non possiamo apprezzare certi passaggi interessanti insiti nell’opera. E’ qui a 320 kbps. Buon ascolto!
Voto:  + + +

venerdì 27 novembre 2015

Questi son britannici



Piacevole (ma nulla di più) gruppo britannico questi Arc che editarono il loro unico (credo…) album nel 1971 col titolo di: ... At This. Musicalmente parlando siamo di fronte ad una buona band (a livello strumentale) che propone un mix tra hard rock, acid rock con qualche sapore progressivo e psichedelico. Non male e comunque ascoltabile con piacere sebbene i capolavori siano altri. Lo trovate qui a 320 kbps. Come sempre all’interno in info i nomi dei musicisti impegnati nell’opera.
Voto:  + + +

giovedì 26 novembre 2015

Non posso non continuare!



Anche nel nuovo decennio i Jethro Tull quasi con tutti i suoi elementi fondanti ritornò nello studio di registrazione e nel 1991 fece uscire questo disco: Catfish Rising. Album che poco ha da aggiungere alla loro illustre carriera se non arricchendola di un altro discreto lavoro. Quest’opera è quasi un concept album e la band serve ad accompagnare Anderson in veste poco più che cantautorale progressiva. Comunque si fa sentire ed è qui a 320 kbps e con un brano bonus dal vivo. Un anno dopo (siamo nel 1992) uscì questo A Little Light Music che altro non è se un ennesimo buon live della band britannica. In questo album i Jethro dimostrano che la dimensione dal vivo gli era più consona nel relativo momento musicale che stavano attraversando. La registrazione è ottima e lo potete trovare qui a 320 kbps. Ciao!
Voto Catfish:  + + +
Voto A Little:  + + + +

mercoledì 25 novembre 2015

Il Lagrein Doc Trentino

Pergola di Lagrein
Riprendiamo il discorso sui vini della Doc Trentino consigliandovi l’assaggio di uno dei migliori rosè fermi italiani: il Lagrein Kretzer Doc ove Kretzer sta per rosato (mentre rosso si dice Dunkel). Esso deriva da un uvaggio di uva nera il Lagrein vinificata in rosè con aggiunta eventuale anche di Schiava Grigia o Grossa o Teroldego il tutto per un massimo del 30% ma normalmente con un minimo di 95% di Lagrein. L’uva viene coltivata su terreni ad un’altezza inferiore ai 400 m specie sulle colline della Piana Rotaliana. Il vino ha un bel colore rosè tendente al rubino. Ha profumi eleganti, freschi, delicati con sentori floreali e fruttati. In bocca ha buona struttura è fragrante, sapido con una buona acidità e ciò non comporta affatto la mancanza di morbidezza, anzi. Va bevuto giovane e si accompagna a aperitivi, salumi non stagionati, antipasti, pesce in guazzetto. Il Lagrein Dunkel Doc proveniente dalla medesima uva (siamo al 100%) è invece un rosso ben strutturato, robusto, generoso, caldo e dal gusto pieno che si presta anche all’invecchiamento. Notevoli i sentori di frutta. Ha un bel colore rubino carico. Il suo sposalizio è con importanti secondi di carne o primi dal sapore pieno ed intenso. Tempo fa lo assaggiai in un ristorante trentino accompagnato a una bistecca di cervo, mousse di ribes e confettura di mirtilli, ottimo. Entrambi i vini vengono prodotti pure nella Doc Alto Adige.

Da sentire... con piacere!



Continuo questo mio breve (ma poi non più di tanto) excursus sul gruppo teutonico dei Can che nel 1975 diedero alle stampe un nuovo album intitolato Landed. La band capitanata da Karoli e Czukay offre alle nostre orecchie un ottimo rock acido venato di krautrock sempre in bilico fra sperimentazione (mai fine a se stessa) e un certo sound mittel-europeo con una spruzzata di elettronica che male certo non fa! A parte l’ultimo brano che in realtà è una minisuite cosmica e avanguardista. Musica interessante affatto commerciale ma fruibile da tutti quelli che almeno hanno un po’ di gusto. E’ qui a 320 kbps.
Voto:  + + + + … e anche qualcosa in più…

martedì 24 novembre 2015

Un degno "erede"



Dato che ieri ho postato un album del grande Frank ed essendomi pervenuto per le mani questo disco di suo figlio ho pensato bene di riunirli (quasi) qui nel mio blog. Ecco spiegato il perché di questa opera di Dweezil Zappa intitolata: Via Zammatà del 2015. Il titolo fa riferimento alla via in Sicilia dove risiede la famiglia Zappa e da dove alcuni di loro (il nonno di Dweezil) migrarono negli States (e a quanto mi risulta è ancora di loro proprietà). Quanto alla musica proposta, il figlio, pur non raggiungendo i sommi vertici del padre (difficilissimo ripetersi! In tutti i campi dallo sport alla musica all’arte alla scienza), ricalca in parte certe sonorità, diciamo, tipiche della famiglia. Siamo così di fronte a un bel album di art-rock fusion ben eseguito e con ottimi spunti originali. Non un capolavoro ma una bella opera sì! E’ qui a 320 kbps.
Voto:  + + + + … e anche qualcosina in più…

lunedì 23 novembre 2015

Un altro Zappa (inedito)



Ormai lo sapete perfettamente, per me è sempre una gioia ospitare un album di Frank Zappa. Così ecco a voi questo disco dal vivo intitolato: Songs Einstein Junior Never Heard relativo a un concerto tenuto dal grande artista nel 1980 a Monaco di Baviera (Germania). Credo si tratti di un bootleg seppure molto bene registrato e dal buon audio e solo marginalmente fa parte della discografia ufficiale del genio. L’unico difetto (se proprio lo vogliamo trovare) è che molti brani sono “troncati” verso la fine, questo perché deriva da una registrazione radiofonica in cui, come certo sapete, è invalso l’uso da parte dei radiocronisti di dire la loro sovrapponendo le loro vociacce alla fantastica musica trasmessa. Chi ha fatto questo cd ha pensato bene di tagliarle e così ecco spiegato “il vuoto”. Comunque sia è un “peccato” assai veniale… il 99% della musica è sublime! Lo trovate qui a 320 kbps. Ciao!

domenica 22 novembre 2015

Indovinate un po? ... i J.T. !



Procedo ancora ad offrirvi altri dischi dei Jethro Tull arrivando al 1989 quando fu registrato ed uscì questo Rock Island. La formazione è leggermente diversa e i nomi degli artisti impegnati li potete leggere in una copertina allegata al file. Per fortuna la band dall’inconfondibile stile, cioè un mix di folk, blues, hard, prog rock, ha abbandonato certe sonorità troppo commerciali e pop di qualche anno prima riappropriandosi e riprendendo sonorità a lei più consone. Intendiamoci non è certo un capolavoro ma un buon lavoro questo sì. E’ qui a 320 kbps e con 3 brani bonus. Nel 1990 il gruppo si prese una pausa di riflessione ma non fu certo silenziosa. Infatti uscì questo Live At Hammersmith ’84 che da come si evince dal titolo è relativo a una registrazione dal vivo di un concerto che il complesso tenne nel 1984 in cui presentò alcuni suoi pezzi famosi. Tenendo presente però che non era certo il “periodo” migliore della band. La registrazione è comunque abbastanza buona. E’ qui a 320 kbps. Arrivederci ai prossimi album… ciao!
Voto Rock Island:  + + + …con qualcosina in più…
Voto Live:  + + +   

sabato 21 novembre 2015

Sempre un interessante "Barattolo"



Senz’altro l’avrò già detto ma credo sia utile ripeterlo: una delle migliori band di krautrock è stata senza dubbio i Can che nella loro lunga e onorevole carriera musicale hanno sfornato autentici capolavori. La loro discografia è ampia e da oggi (per qualche settimana) vi proporrò l’ascolto di alcuni loro album che a suo tempo mi dimenticai di postare. Iniziamo con questo Soon Over Babaluma del 1974. I nomi dei bravi musicisti impegnati li trovate in info more solito… Come quasi tutti i tedeschi hanno un’innata passione per l’Italia e ciò si vede anche qui con una canzone dal titolo inequivocabile. Detto ciò, dico che l’album (per altro non molto lungo) è interessante ed appassionante seppure non certo un capolavoro quantunque ben suonato. E’ qui a 320 kbps.
Voto:  + + + +

venerdì 20 novembre 2015

Un anglo-australiano



Ritornando nel Regno Unito ascoltiamo questi Creepy John Thomas e il loro album databile al 1970 e dal titolo di Brother Bat Bone. La band in questione prende il nome da un chitarrista australiano tale John Toma trapiantato musicalmente in Inghilterra; quanto ai suoi componenti non ho trovato altre informazioni. Posso però aggiungere che questo è il secondo disco dell’artista (il primo uscì nel 1969 e dal titolo omonimo al gruppo) e che inizialmente ne furono realizzate solo 1000 copie in vinile da una casa musicale tedesca; questa è un’ottima rimasterizzazione digitale. Questo secondo album propone un hard rock blues con leggeri spunti progressivi e con una voce che ricorda in certi punti quella di Jimi Hendrix. Se vi piace il genere lo trovate qui a 320 kbps.
Voto:  + + +

giovedì 19 novembre 2015

Ragioniamoci su un po'

Un fastidioso disturbo allo stomaco mi ha alettato alcuni giorni e l’unica cosa che potevo fare oltre a tenermi la borsa dell’acqua calda proprio lì fu di ascoltare musica o leggere. Grazie ad un’amica che ha un’edicola mi sono fatto portare svariati quotidiani così per farmi un’idea di quello che succedeva e soprattutto di quello che la gente (o i giornalisti) pensano sui tristi fatti recenti. Oltre ai due più diffusi quotidiani nazionali ho letto anche quelli di parte come il Fatto Quotidiano, Il Giornale, l’Unità e altri. La prima cosa evidente è che la stampa sui delittuosi fatti di Parigi ci ha inzuppato ben bene il pane (e chissà quelli televisivi poi…) coadiuvati dai soliti benpensanti e politici nostrali. La destra è per l’intervento armato contro l’Isis subito e senza ma né se evitando però di dire che nel caso dobbiamo essere pronti a piangere i nostri soldati che cadranno nell’impresa e quanto ci costerà (in tasse). La sinistra (o quello che ne rimane) è sul tipo di “armiamoci e partite” e sta lì a vedere cosa succederà. I pentastellati boh? L’opinione pubblica è preoccupata se non terrorizzata. Qui non capisco il perché se non sobillata artatamente dai media. Se volessi andare a Milano a vedere una partita di calcio non avrei certo paura dei terroristi (nel caso) per questi motivi. Su, diciamo, 60.000 spettatori, nello sciagurato caso si avrebbero si e no 100-200 morti (cioè una percentuale risibile). E poi in Italia, solo in serie A ci sono decine di altri stadi. Sarei molto più preoccupato nel prendere l’auto e recarmi là. In Italia (e nel Mondo penso uguale) ci sono assai molti più morti in incidenti stradali che in tutti gli attentati mondiali. Forse che la morte fra le lamiere è diversa? Eppure ogni giorno saliamo in macchina sperando che un imbecille ubriaco non prenda l’autostrada in senso contrario. Altra cosa. Sento beceri discorsi sull’aprire o no una moschea qui o là. A parte il fatto che la nostra Costituzione sancisce la libertà di culto personalmente non avrei problemi se la facessero davanti a casa mia. Basta certo che il muezzin non si metta a cantare le lodi di Allah 5 volte nelle 24 ore (specie di notte) e che tutto si svolga là al chiuso (così come accade nelle nostre chiese) ed educatamente. Ma per questo esiste certo una legge, basta farla rispettare (per tutti!). Tra l’altro se fossi un terrorista islamico non farei certo casini nei pressi della moschea. Il tutto penso sia nella nostra innata paura del diverso. Vorrei sapere che differenza c’è fra una donna musulmana che porta il velo e una nostra suora. Certo rimane il fatto che essa non sia stata costretta dai suoi famigliari ma ciò accadeva non tanti anni fa anche qui da noi (ricordate la Monaca di Monza?). Cerchiamo di non istigare il popolino tanto per far cassa. Così facendo, anche se, forse, inconsapevolmente, facciamo il gioco di quei bastardi terroristi. Io non cambio né cambierò di una virgola le mie abitudini.

Ascoltabile



Parafrasando un noto passo manzoniano… Condello chi era costui? L’artista in questione (dal cognome di chiare origini italiane) al secolo è Mike Condello autore e pluristrumentista americano che realizzò quest’album chiamato Phase I nel 1968 (a dire il vero non so se poi ci furono anche altre Phase) dal sound di rock psichedelico ma con certi aspetti di proto hard rock non dimenticando neppure echi di beat (come è logico aspettarsi dato il periodo). I nomi degl’altri strumentisti impegnati li potete trovare in una copertina allegata al file. Piacevolmente ascoltabile. Lo trovate qui a 320 kbps.
Voto:  + + +

mercoledì 18 novembre 2015

Si procede con i J.T.



Continuando nella discografia dei Jethro Tull devo, per forza, entrare nel peggior periodo della band. Credo che questo Under Wraps del 1984 sia di gran lunga il più brutto disco della loro lunga carriera. Siamo di fronte ad un tipico prodotto degl’anni ’80 e il loro sound rispecchia tutto questo. Un quasi pop commerciale che se prodotto, per esempio, dai Spandau Ballet o Depeche Mode lo potevamo, al limite, accettare ma da loro no. Penso che sarebbe anche peggiore se qui e là non spuntasse un po’ di flauto di Anderson. Perché ridursi così? Ok bisogna mangiare ma questo non giustifica ‘sta roba… E poi non sembrano neppure loro. Se proprio volete è qui a 320 kbps. Quando si raggiunge il fondo credo che poi rimane solo di risalire (seppure lentamente) la china. Così nel 1987 uscì questo Crest Of A Knave che, seppure abbia fra i suoi solchi ampie “scorie” degli ’80, riesce almeno a non annoiare. Anzi qui e là traspare la “vecchia gloria” e ha momenti certamente più rock. Si saranno forse vergognati dell’opera precedente? Che lascino il pop commerciale a chi lo sa fare (anche se a me non piace) e che i Jethro suonino quello di cui, nei decenni, ci hanno abituato a sentire! E’ qui a 320 kbps con un brano bonus. Ciao…
Voto Under Wraps:  + +
Voto Crest Of:  + + +… e pensando al periodo anche qualcosina in più…

martedì 17 novembre 2015

Sperimetale sì... ma non troppo...



Questa band tedesca dei Liliental (ricordo che nella loro lingua tal significa valle) deriva quasi direttamente sia dai Cluster che dagli Harmonia, questo per la presenza di quel genietto della musica elettronica germanica noto come Dieter Moebius. Pur non raggiungendo i vertici sperimentali (ma di difficile comprensione) delle succitate band, questo disco omonimo al gruppo del 1978 ricalca le sonorità tipiche (ma più fruibili) della musica elettronica e cosmica tipica di certe band tedesche con un mix anche di contaminazioni varie. Più simile forse talora a certe opere dei Tangerne Dream più recenti. Comunque all’interno del mio file troverete in una copertina un ampio resoconto (in inglese) della sua storia. Assai interessante ed è qui a 320 kbps rimasterizzato. La copertina frontale, purtroppo, è un po’ “tristanzuola”…
Voto:  + + + + … e forse anche qualcosina in più…

lunedì 16 novembre 2015

Una nota band dal vivo



Ho iniziato qualche giorno fa proponendovi un album live dei J. Tull, ho proseguito con quello (stupendo) dei Taste e oggi è venuto il momento di proporvi questo The Joker Live In The Concert del 1973 ad opera di uno dei più noti e bravi chitarristi americani Steve Miller e la sua Band. La musica proposta, come senz’altro sapete, è un eccellente rock blues con certi aspetti di folk rock. Detto strumentista partecipò al Monterrey pop festival e per un buon quinquennio fu uno dei rockers più noti negli States (e non solo) raggiungendo meritatamente anche un discreto successo commerciale. Lo trovate qui a 320 kbps. E’ una versione vinilica rimasterizzata molto bene.
Voto:  + + + + +

domenica 15 novembre 2015

Signori... I Taste!



Finalmente quest’anno è uscito rimasterizzato l’intero stupendo concerto (quindi con brani bonus) che il compianto, bravissimo e sanguigno Rory Gallagher e i suoi Taste tennero in quel memorabile rock festival là nell’isola di Wight. A differenza di quello che uscì su vinile tanti anni fa questo What’s Going On Isle Of Wight Festival 1970 contiene l’intero concerto che il talentuoso chitarrista (e la sua dotata band) suonò là e per giunta con un ottimo audio. Aggiungo che siamo di fronte ad uno dei migliori live di rock blues di tutti i tempi, pietra miliare di un certo tipo di musica. E’ qui, imperdibile, a 320 kbps rimasterizzato.
Voto:  + + + + + +

sabato 14 novembre 2015

Je suis Parisien...

Oggi, in memoria e per il cordoglio delle decine di vittime di Parigi, non me la sento di postare musica. Questo momentaneo stop al blog non è certo per darla vinta a quegl’imbecilli di terroristi ma solo per solidarietà ai tanti troppi caduti.
Personalmente credo che una risposta a quei fanatici va data dura e seria. Del tipo: “caro terrorista islamico del cazzo se ti becco vivo ti sbatto in galera vita natural durante. Ti tratterò bene… mangerai solo maiale, crostacei e serpenti, berrai alcol ogni giorno e quando morirai ti seppelliremo nudo dentro a un budello di porco. Se invece morirai come “martire del tubo”i tuoi resti di merda (anche se ti farai esplodere qualcosa rimarrà) faranno la stessa fine descritta sopra…infine spero che invece di 100 vergini il tuo dio Allah ti faccia trovare 100 nerboruti che ti inchiappettino per l’etenità…Ah una cosa… di te non ho né avrò paura mai!

venerdì 13 novembre 2015

Riprendiamo il "discorso"...



Grazie ad un amico che mi ha “allungato” dei file posso da oggi posso iprendere il discorso sui Jethro Tull che interruppi quasi un mese fa per mancanza di materiale… purtroppo! Rinizio questa serie (che continuerà nelle successive settimane per un bel po’) proponendovi l’ascolto di questo ottimo doppio album live, intitolato: Bursting Out databile al 1978 e rimasterizzato assai bene recentemente. La band, in ottima forma, ripropone dal vivo (ovviamente!) alcuni dei suoi capolavori quali Thick As A Brick, Aqualung, Locomotive Breath ed altri. Fra i migliori dischi live di quell’anno. Se vi piace la band lo trovate qui a 320 kbps.
Voto:  + + + + +

giovedì 12 novembre 2015

Moscato Giallo e Rosa Doc Trentino

Uva Moscato Giallo
Uva Moscato Nera


Altri due interessanti vini, prodotti in purezza all’interno della Doc Trentino, sono due tipologie interessanti di uva Moscato: Moscato Giallo Doc e Moscato Rosa Doc. Ambedue assai differenti dal più noto Moscato Spumante Docg prodotto nell’Astigiano (Piemonte). Questi due sono vini fermi ed entrambi si possono trovare anche nelle versioni liquoroso (cioè con un aggiunta di estratto alcolico, sempre dal suo vino, che ne eleva il tasso alcolico) e da me non molto apprezzato e da vendemmia tardiva (da me preferito e che ne eleva sempre il tasso alcolico ma in maniera naturale grazie ad un maggior sviluppo di zuccheri, che poi si trasformeranno in alcol, là dove è naturale che sia: sulla pianta). Il primo ha un colore giallo intenso (più deciso nella vendemmia tardiva) e di una certa brillantezza; profumi ampi e generosi con sentori tipici del vitigno e anche di pera e fiori di campo; sapore dolce ed equilibrato, leggermente vanigliato nella vendemmia tardiva. Va bene con pasticceria e torte di frutta o stuzzichini sempre a base di frutta. La temperatura d’esercizio è sui 12°. Il secondo (vinificato in rosè da uve Moscato a bacca nera, una peculiarità della zona) ha un bel colore rosa carico (più deciso nella vendemmia tardiva); profumi ampi, eleganti, intensi con sentori di rosa e frutti di bosco, confetture nella vendemmia tardiva; ha sapore dolce e rotondo e deciso; si abbina splendidamente a formaggi erborinati, dolci a pasta secca e anche come vino da meditazione (cioè lontano dai pasti). La sua temperatura d’esercizio è sui 18°.

Ottima band teutonica



Riprendiamo in mano in questa “mini-serie” il discorso sui Guru Guru, band tedesca, postandovi oggi due loro album relativi uno al 1974 e dal titolo di Dance Of The Flames qui proposto a 320 kbps e con un brano bonus live. Personalmente lo trovo assai bello e ha sonorità sì di krautrock ma a volte mi ricorda pure Zappa e altre un ottimo e originale prog. Fra i loro migliori lavori in assoluto. Un bellissimo art rock fusion. L’altro è il successivo, è quindi del 1975 e si intitola Mani Und Seine Freunde. Esso vede la collaborazione pure di esponenti sia dei Kraan sia dei Carthago che degli Harmonia (tutte band germaniche). La musica proposta verte più su un jazz rock fusion sempre assai ben eseguito ed interessante. Ve lo propongo qui a 320 kbps anch’esso con un brano bonus live. Entrambi imperdibili.
Voto Dance:  + + + + +
Voto Mani:   + + + +… e forse anche qualcosa in più…

mercoledì 11 novembre 2015

A. P. Band



Tanto per continuare in qualche maniera il discorso sugli Yes ho pensato, spero bene, di postarvi quest’album uscito recentemente. La formazione in questione si chiama Anderson Ponty Band e come avrete senz’altro capito dal nome è formata da Jon Anderson fuoriuscito (almeno per ora) dal notissimo gruppo prog che contribuì a fondare e unitosi qui a J. Luc Ponty e il suo favoloso violino per dare vita ad un nuovo esperimento musicale. Non hanno certo dimenticato le loro radici infatti troviamo anche brani assai famosi degli Yes qui splendidamente rivisitati (specie per la presenza del violino). Ad aiutarli nell’impresa bravi musicisti i cui nomi troverete, come sempre, in Info. Il disco in questione si intitola Better Late Than Never e come ho scritto sopra è del 2015. Un quasi capolavoro moderno da non perdere! E’ qui a 320 kbps.
Voto:  + + + +… e anche qualcosina in più…

martedì 10 novembre 2015

SRC (un altro)



Questa band americana, gli SRC, furono autori, a partire dal primo album (omonimo e da me già postato tempo fa e databile al 1968), di tre ottimi dischi. Il secondo della loro discografia è questo Milestones del 1969 a cui seguirà Traveler’s Tale del 1970 (questo lo potete trovare ora su Do Alto Das Vertentes II link qui a lato destro del blog). Musicalmente propongono un buon ed originale rock psichedelico con forti connotati hard il tutto ben suonato. In Info notizie sui componenti del gruppo. E’ qui a 320 kbps. Da sentire!
Voto:  + + + +

lunedì 9 novembre 2015

Fine serie...;-)



Dopo tutti i molteplici dischi della loro pluriennale carriera si sentiva proprio il bisogno di un altro album live? Penso di no se non per celebrare una volta di più uno dei più rappresentativi gruppi progressivi inglesi: gli Yes. Così abbiamo questo doppio cd intitolato: Like It Is – Yes At The Bristol Hippodrome uscito nel 2014 e con una formazione diversa da quella classica. Infatti qui non sono presenti né Anderson (soppiantato da un altro cantante dalla timbrica molto simile: Davinson) né Wakeman (qui sostituito da un più che discreto Downes). Detto questo, l’album non è malaccio anche se non accresce né diminuisce la storia del complesso britannico. Fra i due cd preferisco il n° 1 anche perché il n° 2 è una ripresentazione già sentita più volte (e Yessongs è un’altra cosa) dei cavalli di battaglia della band. Giusto per completare una lunga (e gloriosa) discografia ed è qui a 320 kbps. Bella, more solito, la copertina.
Voto:  + + + +

Lorenzo - Marquez - Pedrosa

 
La 
Banda Dei 
Dis-onesti 
++++

domenica 8 novembre 2015

Ma ancora?


Penso che chi mi segue su questo blog ormai lo sa che io non possiedo né televisore né antenne sul tetto e quindi mi astengo con gioia nel guardare la tv. Però possiedo ancora sia la vista che l’udito e così mi capita quando sono là al “mio” bar o in casa di amici (e amiche) di porgere attenzione a quel diabolico strumento. Specie, devo ammetterlo, se trasmettano i telegiornali. Ho notato ultimamente lì un profluvio di inutili parole anglofone. Se la memoria non mi inganna, specie nell’ambito della politica, ogni volta che si è usato un termine in inglese è stato per metterlo in quel posto a noi italiani (questo fin dalla comparsa della parola ticket invece di tariffa negl’anni ‘70). E così vai con il liscio… e l’idiozia (aggiungo io). Dette parole poi vengono pronunciate da cani latranti (ho udito summit detto sic.. proprio così, non era meglio usare incontro al vertice?). Non contenti di un solo termine ecco che ne sono comparsi altri compositi come hot spot (punto d’interesse strategico) non sapendo forse che una traduzione di spot può essere anche foruncolo (sic!), come stepchild adoption (che brutta parola possibile che non ce ne sia un'altra? Tipo adozione del figlioletto non sarebbe meglio?) oppure question time (non è forse meglio dire: il momento delle domande?). Poi sono comparse anche ben 3 parole forestiere come step by step (vado forse più veloce così che dire gradualmente o un passo alla volta?). Ma il massimo penso sia stato quando vidi un cartello con su questa intestazione: Il Timing. Ma si può? Perché non scrivere La Tempistica oppure The Timing. Probabilmente questi figuri pensano che le parole che finiscono per ing o tion o ty siano più fiche (se fossi come loro direi cool) di quelle italiche… mah? Sorvolo sull’italianizzazione (brutta) del verbo badgiare (talvolta beggiare) e l’uso della parola badge al posto di tesserino (magnetico). Il peggio del peggio poi è dire il mio impegno (lavoro ecc.) è acca 24 (o ore simili). A parte l’iperbole inutile (mi chiedo se il tizio/a non mangia, non caca né dorme mai) penso che sia estremamente più corretto dire il mio impegno è 24 ore su 24, casomai. Acca deriva dall’inglese hour che a sua volte deriva dal latino hora-ae (ora, sostantivo); passi per l’uso di abbreviarlo in h. quando si scrive (tipo sono le h. 15 oppure in 60 km/h) ma dire acca per significare tutto il giorno oltre che grammaticalmente errato è una cretinata colossale. Eppure giornalisti/e e politici e via discorrendo lo usano ignorantemente e spesso. Un’ultima cosa. Ero abituato che chi andava in televisione a dare notizie parlasse un corretto italiano il meno possibile pieno di inflessioni dialettali. Invece non è più così. Me ne sono accorto, per esempio, per lo spropositato uso delle doppie (tipico del dialetto romano e napoletano) sul tipo di: regggioni invece che regione, agggenzia invece che agenzia, libbbro invece che libro e via discorrendo. Possibile che non possano fare un corso di dizione visto che sono pagati/e fior di quattrini per sparare le “solite” cazzate e farsi belli/e in tv? Largo ai raccomandati… more solito… E io non pago!

Art rock tedesco



La mia proposta tedesca di oggi riguarda una discreta band progressiva: gli Anvil che registrarono il loro unico (credo…) disco nel 1979 col titolo di Mr. Music Man e da me postato in versione vinilica dal buon audio. I nomi dei musicisti impegnati nell’opera li potete trovare in una copertina allegata al file. Musicalmente siamo di fronte ad un tardivo prog e art rock (per quel periodo) ben eseguito seppure non particolarmente originale. Come band di riferimento mi vengono in mente i Caravan, la PFM (quella degli inizi) e certo krautrock influenzato dal jazz. Non male ma i capolavori sono altri. E’ qui a 320 kbps. Buon ascolto!
Voto:  + + +