domenica 31 maggio 2015

Un album veramente interessante



Questo gruppo britannico nato da quel sottofondo culturale attivo là sul finire dei ’60 e poi nei ’70 ha all’attivo questo interessante omonimo album inciso nel 1973. A quanto ne so è purtroppo l’unico della loro discografia e questo è un peccato dato che i Poliphony (da non confondere con i Polyphony anch’essi inglesi ma di parecchi anni più giovani e poi con y al posto di una i) sono di sicuro una band interessante composta da validi musicisti. Il loro sound spazia dalla musica progressiva al rock jazz con molta maestria ed hanno elaborato una loro particolare “verve”. Insomma bravi ed originali, che cosa chiedere di più? Devo confessarvi che mi è piaciuto assai. Lo potete trovare qui a 320 kbps.
Voto:  + + + + … e anche qualcosina in più…

sabato 30 maggio 2015

Andiamo a votare!


Come sapete domani in alcune Regioni italiane (tra cui la mia Liguria) si vota per l'elezione del Presidente e della Giunta Rgionale ed io con senso civico ed orgoglio mi recherò alle urne. Certo, come quasi tuti noi, sono disgustato da certa politica, ma questo non mi impedisce di fare il mio dovere. Anche perché l'alternativa è l'anarchia. Non spendere quei pochissimi minuti del nostro tempo per andare al seggio è da idioti irriconoscenti. Se qualcuno di quei cretini qualunquisti (che poi sono i primi a lamentarsi dell'andazzo italico)  mi dica, per favore, quale sia l'alternativa. Ogni stato, regione o provincia deve avere un governo e questo sia nel bene che nel male e non conosco modo migliore per darlo se non esprimere il mio voto. Aggiungere che poi "sono tutti uguali e nulla cambia" è una mera idiozia. Alcuni sono più uguali di altri e le diverse decisioni prese si riverbano certamente su di noi. In ultimo è una questione di riconoscenza e rispetto per i nostri padri (o nonni, se preferite) che più di 60 anni fa hanno lottato e sofferto anche per darci questa democratica possibilità.

La mia "strenna" del mese

Der Jesus Pilz
Trips


Per la mia “strenna” di Maggio (cioè 2 album in un unico file) voliamo in Germania con questo duo interessante: Witthüser &  Westrupp che a quanto ne so hanno all’attivo questi due soli album. Il primo è del 1971 e si intitola: Der Jesuspilz – Musik vom Evangelum, che sebbene sappia poco o nulla di tedesco capisco si riferisca a qualche liturgia evangelica messa in musica. Il genere musicale di riferimento è il folk acustico psichedelico tipico di certo kraurock. Il secondo disco è sempre del 1971 (ma verso la fine dell’anno) e si intitola: Trips und Träume. Anch’esso si svolge sulla falsariga del precedente e forse con atmosfere più bucoliche e psichedeliche. Ambedue sono a 320 kbps e in ogni file-album (rimasterizzato) troverete in info notizie sui musicisti impegnati e le copertine dei rispettivi dischi. Lo “scoprite”, se volete, qui.
Voto (per tutte e due):  + + + + forse con una  leggera preferenza a Trips.

venerdì 29 maggio 2015

Si possono ascoltare...



Concordo con l’amico Edulms (che mi scrisse nel mio precedente post su di loro) nel dire che questi Stray non siano poi quei fenomeni che il pubblico (ma non la critica) ha assurto per pochi anni quasi ai massimi livelli. Debbo però aggiungere che non sono affatto malaccio specie l’album che posto oggi, intitolato Saturday Morning Picture e databile al 1972. Credo che esso sia poi l’ultimo della nota band britannica. Musicalmente esibiscono un buon rock avvolgente con vaghe reminescenze progressive. Lo potete trovare qui a 320 kbps (in edizione rimasterizzata e con 5 bonus) e all’interno del file le varie copertine e in info notizie sui componenti del gruppo.
Voto:  + + + +

giovedì 28 maggio 2015

Ancora uno...

Questa “nostra” lunga  cavalcata nell’universo musicale di Robert Fripp volge al termine (e qualcuno di voi forse dirà: finalmente!). Infatti questo di oggi è il “nostro” penultimo appuntamento col genio britannico (a meno di nuove uscite dscografiche…). L’album di cui vi propongo l’ascolto è questo ottimo live intitolato: Love Cannot Bear, Soundscapes, Live In USA uscito nel 2005. Come quasi tutti i suoi precedenti siamo in pieno ambient elettronico. E se qualcuno di voi si chiede: che diavolo sono’ sti soundscapes? Rispondo che è una diavoleria eletronico visiva ideata da Fripp (letteralmente: paesaggi sonori) che l’artista mette in atto durante i suoi concerti unendo così la musica a immagini proiettate realizzando un unicum perfetto. Se volete, lo potete trovare qui a 192 kbps. Ciao!
Voto:  + + + + + Forse il suo più “cremisi”

mercoledì 27 maggio 2015

Ma che voce aveva...?



A qualche mese dalla scomparsa del grande Joe Cocker mi sembra giusto commemorare la sua figura musicale presentandovi uno dei suoi migliori album (ma non il capolavoro che rimane With A Little Help From My Friends): Something To Say uscito nel 1971.  Al suo interno trovate alcune delle sue notissime hit e la sua inconfondibile voce roca ma bellissima. Se amate, come me, questa icona del rock-blues e monumento al Festival di Woodstock lo trovate qui a 320 kbps. Buon ascolto. Aggiungo che la seconda canzone High Time We Went fu scopiazzata lustri dopo dal nostrano Zucchero… e già!
Voto:  + + + + +

martedì 26 maggio 2015

Franciacorta Docg



Inoltriamoci ora a parlare del più prestigioso Spumante italiano (e fra i migliori al mondo in assoluto) il Franciacorta. Come per lo Champagne o il nostrale Asti si può omettere la dicitura spumante, esso è una DOCG. E’ prodotto con il metodo classico (ve ne parlai nel precedente post enologico) e vi si riconoscono 3 Tipologie: Franciacorta (bianco), Satèn e Rosè ciascuno delle quali ha delle Sottotipologie:  Normale”, Millesimato e Riserva. Qui urge ricordare cosa si intenda per Millesimato: è prodotto da vini provenienti da un’unica annata (cioè il “millesimo”) per almeno 85% e venduto dopo 37 mesi dalla vendemmia di cui 30 in bottiglia sui lieviti che gli conferiscono speciali profumi e aromi. Per Riserva si intende sempre un Millesimato ma dove il vino ha riposato in bottiglia (sempre sui lieviti) per 60 mesi e commercializzato 67 mesi dopo la vendemmia. Le varietà sono quelle che vanno dal demi-sec all’extra brut  (in alcuni casi anche senza residuo zuccherino), non esiste un Franciacorta dolce. Il nome della zona deriva dal tardo latino Francae Curtae che poi divenne nel medioevo Franzacurta e che vuol dire Corte (Vescovile) Franca (quindi = esente) dai tributi e tasse. Comunque la vite era ivi coltivata anche prima che vi giungessero i Romani. La zona dove si produce è posta a Sud del Lago d’Iseo in Lombardia (vedi mappa) su pendici moreniche glaciali e la vite è coltivata fino ad un’altezza massima di 550 ml. Ha un clima e terreno simile allo Champagne francese. I vitigni che concorrono sono il Pinot Nero, lo Chardonnay e il Pinot Bianco (massimo al 50%) così come in Francia (in realtà qui usano il Pinot Meunier al posto del Pinot Bianco). Le uve a bacca nera vengono vinificate in bianco (cioè elimando subito le bucce e i raspi), per il Rosè vengono tenute solo per pochissimo tempo giusto per dare il colore. Esiste un Rosè derivato esclusivamente da Pinot Nero. La produzione dello spumante è relativamente recente (inizio anni ’60). Il vino va servito o in flute o in appositi calici e la temperatura d’esercizio è intorno ai 10-12 gradi.
La prossima volta vi parlerò della Prima Tipologia: Franciacorta Bianco.

Non certo complicati...



Nonostante il loro nome possa trarre in inganno: Lady, stiamo parlando di una band tedesca attiva verso la metà dei ’70 e che a quanto ne so fu autrice di un unico album: questo omonimo al gruppo uscito nel 1976. La musica proposta è un prog con sentori sinfonici ed echi pop che fa un po’ il verso ai Procol Harum ma di sicuro troppi anni dopo. Quasi un easy listening piacevole se si è intenti a fare dell’altro e come sottofondo al nostro vivere quotidiano ma nulla di più e facilmente dimenticabile. Lo trovate qui a 320 kbps.
Voto:  + + + e con una certa generosità….

lunedì 25 maggio 2015

Da sentire...



Il secondo album della band britannica degli Stray è questo Suicide databile al 1971. La musica proposta dal gruppo è un discreto hard rock con sentori di progressive, blues e psichedelia. Il gruppo musicale, secondo me, ha avuto una fama superiore agli effettivi suoi meriti; rimane comunque un sound piacevole, abbastanza oiginale e ben eseguito. Qui ve lo propongo in versione vinilica a 320 kbps e la registrzione è più che buona. Insomma val la pena sentirlo comunque.
Voto:  + + + +

domenica 24 maggio 2015

Un secolo dal 1° Confltto Mondiale



Cento anni fa esattamente oggi iniziava per l’Italia la  Prima Guerra Mondiale (o se preferite IV Guerra d’Indipendenza) contro gli Austriaci e i Tedeschi. Ci furono centinaia di migliaia di morti e il conflitto durò fino al 1918. Un ricordo va ai “nostri” nonni (o bisnonni, nel caso) che partirono per un’altra stupida ed inutile guerra e molti di loro versarono sangue e lacrime.

I Cancelli del Paradiso di Fripp

L’ho già affermato più volte: il genere ambient (nella fattispecie quello elettronico) non è quello da me preferito e così, a dire il vero, non è che ce ne capisca assai. Ciò premesso, se nel precedente post su Robert Fripp avevo detto che quello da me allora postato era fra i migliori sfornati dal noto chitarrista inglese (secondo me), ora con questo The Gates Of Paradise (registrato in studio nel 1998) non posso non dire che è fra quelli che meno mi entusiasmano dato che a tratti lo trovo un po’ “angosciante”. Ciò, beninteso, è solo il mio personale parere e so che forse molti di voi non concordano su questo. Comunque sia rimane un’ opera interessante elaborata a due mani con David Singleton. E' qui a 192 kbps.
Voto:  + + +

sabato 23 maggio 2015

Un grande



Per chi ama il folk del Nord America (spesso permeato di rock e psichedelia) non può fare a meno di ascoltare anche Arlo Guthrie (insieme a Leonard Cohen e Bob Dylan) che ispirò plettore di cantautori futuri: da CSN & Y a Tim Buckley (tanto per fare alcuni nomi), Una delle pietre miliari del genere è questo Alice’s Restaurant del 1967 e recentemente rimasterizzato e qui a 320 kbps. Ricordo che dall’album fu tratto anche un noto film di controkultura underground. La musica scivola via in un piacevole folk psichedelico sia nella lunga suite iniziale (che da il nome al disco) che nei successivi ottimi brani. Imperdibile in ogni discografia che si rispetti.
Voto:  + + + + + +

venerdì 22 maggio 2015

Sugli Spumanti

Il Flute


Bicchiere per Franciacorta
Prima d’inoltrarmi a parlare del più prestigioso degli spumanti italiani: Franciacorta Docg, che per inciso è meglio mediamente del 98% degli Champagne francesi (e non lo dico per campanilismo ma per un dato di fatto, per ora gli sono superiori infatti solo pochissimi, penso al Cristal e via discorrendo e che comunque costano un patrimonio) e dove i produttori nostrani stanno facendo passi da gigante nell’affiancare queste eccellenze. Anche interessante è sia nel Trentino la docg Trento (tra l’altro la prima doc storica italiana di spumante, ve ne parlerò) e sia quelli dell’Oltrepo Pavese (idem). Vorrei qui inizialmente trattare però dello spumante in linea generale. La differenza da un vino frizzante è che qui l’anidride carbonica racchiusa nella bottiglia supera un bar (ma arriva a molto di più). Può essere prodotto o in autoclave (o metodo charmat) o con il metodo classico (così come fanno in Francia nello Champagne). Cioè con una rifermentazione naturale in bottiglia e aggiunta di liquore di tiraggio della spuma e liquore di spedizione (entrambi a base zuccherina, lieviti e derivati dai vini che concorrono al prodotto). A questo si aggiunge un naturale invecchiamento. L’ideatore del metodo classico fu un monaco tale Dom Perignon nel XIX sec ma va detto che trattati in merito sono stati fatti ben prima da italiani (a partire del XVI sec). Detti spumanti secchi vanno serviti o in appositi bicchieri o in flute ma mai in una coppa (detta da champagne). Quest’ultima è riservata solo ai vini spumanti e frizzanti dolci (tipo il Moscato d’Asti). La tradizione (errata oggi) della coppa deriva dal fatto che fino alla Grande Guerra  lo Champagne era un vino dolce, poi la carenza di zucchero a causa del conflitto ha fatto cambiare le preferenze. Quando degustiamo uno spumante per prima cosa dobbiamo ricordarci di non far mai saltare il tappo con il botto. Così facendo, infatti, troppa anidride carbonica fuoriesce in un colpo solo (è lei che da le bollicine e quel gusto particolare amarognolo e pizzicante) e il vino si sgasa, meglio accompagnare il tappo lentamente e prima avvolgerlo in un tovagliolo (questo anche per sicurezza). Nell’analisi organolettica dobbiamo tener conto pure del perlage (cioè delle bollicine di CO2) e quindi valutarne la loro grandezza (più sono minuscole e meglio è), la persistenza e il numero nel tempo. Ricordiamo infine che gli spumanti secchi vengono definiti in base al residuo zuccherino presente nel vino e perciò abbiamo: demi sec (quasi amabile) e quindi a scalare, via via con sempre meno residuo, queste diciture: sec, dry, extra dry, brut, extra brut (secchissimo).

Dalla Germania...



Nella mia rubrica settimanale dedicata alla musica tedesca oggi vi vorrei proporre l’ascolto di questa band chiamatasi Arktis autrice di più che discreti album verso la prima metà degl’anni ’70. Il secondo della loro discografia (credo…) è questo Arktis Tape databile al 1975. Non so se poi se ne aggiunsero degl’altri o se il gruppo si sbandò. Quello che importa e che a musica proposta sia un più che buono krautrock - hard rock permeato anche di blues, qui a 320 kbps e rimasterizzato con due pezzi bonus. All’interno del file le copertine del disco ed in info i nomi dei musicisti impegnati nell’opera. Interessante.
Voto:  + + + +

giovedì 21 maggio 2015

Una storica (ed ottima) band da Canterbury



Dopo un certo perodo di silenzio (in studio ma non dal vivo) una delle migliori band della cosidetta Scena di Canterbury, cioè questi Henry Cow, tornarono in sala di registrazione (cambiando però bassista) e nel 1978 incisero questo bellissimo album che però uscì l’anno successivo: nel 1979 e fu intitolato: Western Culture. All’interno del mio file troverete le relative copertine e in esse i nomi dei componenti del gruppo (tutti eccellenti strumentisti in particolare Fred Frith). Nonostante altri artisti, dato il periodo, abbiano schiacciato, purtroppo, l’occhio al più becero pop commerciale, questi sono rimasti fedeli al loro genere non concedendo nulla al facile ascolto. Li potete trovare qui a 320 kbps. Veramente bello!
Voto:  + + + + +

mercoledì 20 maggio 2015

Indovinate di che Robert parlo?



Di tutta l’ampia produzione ambient – elettronico di Robert Fripp questo disco live, inciso nel 1996 ma uscito un anno dopo e dal chilometrico titolo di: November Suite, Soundscapes Live At Green Park Station, è fino a qui quello che mi è piaciuto di più. Probabilmente perché è quello più sognante e cosmico o forse perché a forza di sentire questo tipo di musica nella “nostra” lunga cavalcata che si protrae da mesi mi sono “abituato” ad ascoltare questo sound. Il chitarrista, more solito, è l’unico strumentista ad esibirsi sul palco. La registrazione è ottima e, se volete, lo potete trovare qui a 192 kbps. Buon ascolto!
Voto:  + + + + +

martedì 19 maggio 2015

Un grande rock-blues britannico



Penso che tutti sappiano che il rock blues ha matrici americane (specie dal Sud degli States) ma ha trovato ampia e qualitativa diffusione anche nel Regno Unito. Una delle più note (e brave) band britanniche del genere fu questa: Family autrice sul finire dei ’60 ed inizio dei ’70 di eccellenti album. Pietre miliari del rock blues internazionale di quei tempi. Nel 1971 incisero questo bellissimo live intitolato Live At Playhouse Theatre dove esibirono quasi tutti i loro noti brani. Oltre alla splendida voce di Roger Chapman va sottolineata la presenza di John Wetton, bassista che più tardi entrò nella corte di Fripp. La registrazione è ottima e rimasterizzata in tempi recenti e ve lo offro qui a 320 kbps.
Voto:  + + + + + +

lunedì 18 maggio 2015

Un'altra Doc lombarda



Nella medesima zona del noto Franciacorta Docg (di cui poi vi parlerò) insiste parallelamente anche la Curtefranca Doc suddivisa in rosso e bianco ambedue vini fermi (cioè non frizzanti né spumanti). Una volta questa zona era chiamata Terre di Franciacorta Doc ma ha cambiato denominazione a partire dal 2008. Tutta la Doc è compresa nella provincia di Brescia (a Sud del lago d’Iseo). Iniziamo con il rosso doc. Esso viene vinificato in uvaggio: Cabernet Franc e Cabernet Sauvignon e Merlot (il cosidetto uvaggio bordolese dato che è tipico ed originale della Francia nella zona del Bordeaux) cioè dai “vitigni internazionali”. Ha un bel colore rosso rubino vivo, quasi brillante, ottima trasparenza. Ha profumi ampi, eleganti , intensi e persistenti, con sentori di erbaceo e peperoni. In bocca è come al naso con in più un buon retrogusto vinoso. Si presta ad essere accompagnato a risotti o paste ai formaggi (tipo il Gorgonzola), a secondi di carne di manzo (tipo il filetto al pepe verde). Ha almeno un anno d’invecchiamento e si presta ad essere conservato nella nostra cantina per alcuni anni.
Il bianco doc è fatto con le stesse uve del Franciacorta Docg e cioè: Chardonnay (al 50%), Pinot Bianco e Pinot Grigio (tutti vitigni internazionali e provenienti dalla Francia). In certi casi ha un leggero passaggio in barrique. Ha un bel colore giallo paglierino vivo con riflessi verdolini ed ottima trasparenza. Al naso è persistente ed intenso, ampio, con sentori floreali ed erbaceo, profumo delicato me elegante. In bocca è intenso e persistente, armonico, avvolgente con buona sapidità e acidità ben svolta. Lo vedo bene insieme a piatti di carni bianche, risotto con i funghi (in bianco e a chi non ama lo spumante), piatti vegetariani (sia secondi che primi), pesce di mare delicato e pesce di fiume.

Un eccellente disco tedesco

Copertina dell'lp
Fra i “monumenti” del krautrock e di certo ai primi posti figurano i noti Popol Vuh che negl’anni seppero incidere meravigliosi album. Uno di questi, recentemente, mi è capitato per le mani e si intitola Bruder Des Schattens – Sohne Des Lichts e quello che più è incredibile è che fu ideato e registrato nel 1978. Anni in cui (specie quelli a venire) famose e note band (e non solo tedesche) sfornarono impresentabili opere. Qui siamo di fronte ad un eccellente ambient sinfonico -  elettronico che non schiaccia affatto l’occhiolino al commerciale. Imperdibile e qui a 320 kbps. All’interno del file troverete sia le copertine dell’lp che quelle del cd rimasterizzato recentemente. Aggiungo che (ma nel cd non compare la scritta) esso fu la colonna sonora del film Nosferatu The Vampyre del regista Werner Herzogs.
Voto:  + + + + +

domenica 17 maggio 2015

Il "folletto" britannico



Oggi è venuto il momento di parlarvi di quell’autentico genietto della musica britannica e che per certi versi accosto al talento di Robert Fripp e financo alla fantasia e genialità di Frank Zappa.  Sto parlando del bravo Daevid Allen che negl’anni ha attraversato numerosi e noti gruppi britannici e non. Nel 2014 è uscito questo suo doppio cd intitolato Stoned Innocent Frankestein che altro non è che una raccolta di suoi antichi brani qui in edizione alternativa e con un diverso mixaggio e mai incisi su disco. L’album d’origine è stato soprattutto Bananamoon e ad aiutarlo nell’impresa spiccano i nomi di Robert Wyatt e Pip Pyle. Comunque gli artisti li potete trovare in note insieme ad una lunga critica in inglese la quale vi toglierà ogni qualsiasi curiosità in merito. Se volete è qui (con un nuovo link - by a new link) a 320 kbps.
Voto:  + + + + +

sabato 16 maggio 2015

Già... ancora Fripp!



Ennesimo album ambient elettronico (ma quanti ne ha fatti?!) per Robert Fripp, registrato dal vivo nel 1995 e uscito con questo titolo: That Witch Passes, Soundscapes Vol. 3. Come negl’altri precedenti lavori del grande chitarrista britannico lui è l’unico a cimentarsi sul palco con la sua chitarra elettrica dalle mille distorsioni. La sua musica onirica scivola via in un disco non certamente lungo (circa 40 minuti) e se vi piace il genere lo potete trovare qui a 192 kbps. La registrazione è ottima.
Voto:  + + + +

venerdì 15 maggio 2015

Un ottimo album!



Dopo gli incubi provenienti dalla Zerodimension (inascoltabili! Specie quello postato sul suo blog) ripigliamo un po’ di conforto con questo gruppo storico del rock d’oltre-oceano: i Vanilla Fudge che hanno, da sempre, esibito un ottimo ed originale sound fatto di heavy prog, hard rock ed anche con una certa sperimentazione sonora. Ottimi strumentisti (fra tutti l’italo-americano Appice e Bogert, che più tardi insieme a Beck dettero vita ad un favoloso trio) nel 1969 incisero quest’album intitolato Rock & Roll. Di certo ebbero una certa influenza pure sul rock britannico (penso ai Deep Purple) specie nell’uso delle tastiere unite a un rock duro. Oggi ve lo propongo qui a 320 kbps e in versione con tre pezzi bonus.
Voto:  + + + + +

giovedì 14 maggio 2015

Altra ciofeca dalla Zero-dimension


Il buon (???) Zero mi e ci invita all'ascolto di un'altra perla da incastonare nel Ciofeca Contest dicendo: Cari amici ed ascoltatori del centurione, rieccomi a voi con un altro orrore sono gli Echoexperimentaldream: Indefinibili... Per chi vuole conservare il file (perché?) aggiungo che al suo interno non c'è la copertina quindi tiratevela giù dalla mia pagina del blog...;-) Triste pure la copertina! Se volete lo trovate qui a160 kbps... Ciao!

Il controllo delle nascite teutonico



La band germanica dei Birth Control, dalla nutrita e decennale discografia, nel 1980 fece uscire questo loro disco intitolato: Count On Dracula. Come è logico aspettarsi dal periodo, il prodotto è un coacervo di generi (rock, heavy prog) spesso anche commerciali (addirittura c’è una fastidiosa eco di disco) che credo, faranno storcere un po’ il naso agli amanti del krautrock crudo e puro, giusto come il sottoscritto. Non dico che sia una schifezza ma di certo è il più deludente della loro discografia. Ha di sicuro, comunque, una sua qualche importanza, almeno nell’ambito della musica germanica e per il prestigio del gruppo. Se volete lo trovate qui a 320 kbps e all’interno del file in info i nomi dei musicisti impegnati (che, in ogni caso, rimangono bravi). La cosa migliore, per me, è la simpatica copertina frontale.
Voto:  + +

mercoledì 13 maggio 2015

Il Giro D'Italia a Spezia

Il percorso
L'arrivo
Ieri il Giro D’Italia è arrivato dalle mie parti. Infatti è partito da Chiavari poi si è diretto verso l’interno (Casarza Ligure) e svalicato un erboso e boscoso passo (Colle di Velva) sono arrivati nella Provincia di Spezia a S. Pietro Vara. Da lì, via Sesta Godano, Brugnato e Borghetto Vara, hanno preso per il Passo del Bracco (notissimo a tutti gli amanti della moto come il sottoscritto). Arrivati quasi in cima sono scesi per Deiva e poi sono risaliti per imboccare quasi subito, dopo il Santuario di Soviore, la strada panoramica che dall’alto passa sopra le 5 Terre. Fatta l’ultima galleria (dopo Rio Maggiore) il Giro ha preso la discesa per la città di La Spezia. Lì è iniziato un mini-circuito che attraverso la città (v.le Fieschi, v.le Amendola, v.le Italia, v.Chiodo, c.so Cavour) li ha portati nel rione di Pegazzano da dove è iniziata l’ultima salita per il borgo antico di Biassa (che fa parte sempre del comune di Spezia). Quindi sono ridiscesi verso la città e il traguardo era n v.le Italia quasi davanti al Comune. Io, sebbene non sia un ciclo-fanatico, mi sono recato ad assistere all’arrivo. Oggi per la successiva tappa partono sempre dalla mia città.

Una rock band psichedelica britannica



Questa buona band britannica nominatasi Gracious fu autrice nei primissimi anni ’70 di ottimi album (poi non so se continuò l’opera). Il primo della loro discografia è questo Gracious! Uscito nel 1970. All’interno del file in info ci sono le notizie sul gruppo e in artwork le relative copertine. Musicalmente propongono un interessante rock psichedelico con profumi di progressive a tratti sinfonico. Il tutto è frutto di una masterizzazione ottima e fatta recentemente. L’album contiene anche tre bonus (che stranamente danno valore all’opera) e lo trovate qui a 320 kbps.
Voto:  + + + +

martedì 12 maggio 2015

Il paesaggio sonoro di Fripp



Non so se Robert Fripp verrà ricordato dai posteri più come musicista ambient elettrico (data la sua vasta produzione) oppure come fondatore dei King Crimson e autore eclettico e progressivo (in realtà spererei così…). Infatti a fronte di una cospicua produzione del Re Cremisi si contrappone una forse più ampia incisione di dischi ambient. Quello che vi propongo oggi appartiene a quest’ultima categoria e si intitola: A Blessing Of Tears, Soundscapes Vol. 2 Live In California ed è databile al 1995. La registrazione è ottima e lui è l’unico strumentista presente sul palco più un suo piccolo entourage (i cui nomi li trovate in info) ad aiutarlo a gestire le sue diavolerie elettroniche. Lo potete trovare qui a 192 kbps.
Voto:  + + + +

lunedì 11 maggio 2015

Steppenwolf



La nota band d’oltre oceano chiamatasi Steppenwolf nel 1971 fece uscire un nuovo disco (dopo il successo planetario di Born To Be Wild) e lo intitolò: For Ladies Only ed oggi ve lo propongo a 320 kbps. Seppure assai interessante, devo dirvi che non raggiunge purtroppo le vette eccelse del precedente lavoro; rimane comunque un album godibile e ben eseguito. All’interno del file oltre alle varie copertine potete trovare in info notizie della band. Buon ascolto!
Voto:  + + + +

Valcalepio Doc (seconda parte)



Sempre nell’ambito della Valcalepio DOC oltre ai rossi di cui vi parlai nell’ultimo mio post enologico ci sono anche: Valcalepio Bianco Doc ricavato dall’uvaggio di tre noti vitigni internazionali: Pinot Bianco, Pinot Grigio e Chardonnay. Ha anche un affinamento in barrique che gli conferisce un particolare (e leggero) tannino con un gusto vanigliato e poi un invecchiamento di qualche mese in bottiglia.. Ha un bel colore giallo paglierino carico, con buona trasparenza. Ha profumo ampio, persistente e intenso (questo relativamente a un bianco) ma pure delicato, elegante e con sentori fruttati e leggermente erbaceo. Il sapore è secco, importante, elegante, intenso e persistente e retrogusto appena mandorlato. La gradazione è di poco superiore ai 12 gradi. Lo consiglierei in abbinamento ad antipasti di mare, primi a base di carni bianche, con pesci di fiume magari anche un po’ elaborati e pasticci a base di verdura.
Oltre al bianco si produce pure un buon Valcalepio Moscato Passito Doc che presenta un bel color giallo carico tendente all’ambrato con buona trasparenza. E’ ricavato da uve di moscato appassite naturalmente. Al naso è ampio, intenso e persistente, floreale e fruttato (con sentoiri di miele d’acacia e mandorle), delicato ed elegante. In bocca è dolce, gradevole, armonico, intenso e molto persistente con retrogusto di mandorla. Ha una gradazione superiore ai 14 gradi. E’ vino da meditazione, da dessert (dolci a pasta secca o ripieni di crema pasticcera), da fine pasto.

domenica 10 maggio 2015

Un rock pschedelico tedesco



Gruppo tedesco di buona caratura questi Siloah che a quanto ne so furono artefici di due buoni dischi a partire dal 1970. Il secondo (non so se ce ne sono altri in giro) è questo uscito nel 1972 ed intitolato Sukram Gurk. All’interno del file, come da mia abitudine (quando me lo ricordo invero, dato che con l’avanzare dell’età la memoria latita un pochino…) potete trovare i nomi dei componenti della band in info. Qui mi preme sottolineare che siamo di fronte ad un buon prog rock psichedelico ma con certi aspetti propri del miglior krautrock. Ottimi strumentisti lo potete trovare qui a 320 kbps. Ciao!
Voto:  + + + +

sabato 9 maggio 2015

Il Generatore Van Der Graaf "dal vivo"



Ogni uscita discografica dei Van Der Graaf Generator è di per sè un evento e così è infatti per questo doppio album live intitolato Merlin Atmos editato sul finire del 2013. Il glorioso ( e noto, spero) gruppo progressivo e di art rock britannico si è ridotto di un’unità. Troverete infatti Hammill, Evans e Banton ma mancano purtroppo i fiati di Jackson e purtroppo questa mancanza si sente e non riempie il vuoto nonostante l’impegno e la bravura degl’altri tre. Rimane comunque un assai valido lavoro impostato però più verso il fronte prog grazie all’ampio uso delle tastiere. Per una volta preferisco (di pochissimo, invero) i pezzi bonus (tutti nel secondo disco) a parte la stupenda suite nel primo: A Plague Of Lighthouse-keepers. Imperdibile e qui in versione deluxe a 320 kbps. La registrazione è perfetta.
Voto:  + + + + +

venerdì 8 maggio 2015

Si continua... ;-)



Questo da me proposto oggi è un disco live ufficiale di Robert Fripp inciso nel  1995 (ed uscito nel medesimo anno) dal titolo di: Radiophonics Soundscapes Vol 1 Live in Argentina. Esso vede come unico strumentista lì impegnato il leader dei King Crimson che, grazie alla sua chitarra distorta dall’elettronica, ci catapulta in una dimensione onirica spaziale propria della sua musica ambient. A questi album ne sono, negl’anni, seguiti altri che conto di postarvi in futuro. Secondo me è leggermente migliore del precedente da me proposto in un recente post. Resta però il fatto che io non sia poi quel “gran” appassionato di siffatto tipo di musica e questo, in una maniera o nell’altra, influenza il mio giudizio finale. Se volete è qui a 192 kbps. La registrazione è eccellente.
Voto:  + + + +

giovedì 7 maggio 2015

Un' ottima band



Questo gruppo bitannico dal nome ben augurante: Freedom a quanto ne so è stato autore di ottimi album a partire dal 1969 e arrivando sino al  1971. Il loro secondo lavoro, forse il migliore della loro discografia, è questo dallo stesso nome della band registrato nel 1970. Detto complesso fu formato inizialmente da due ex Procol Harum: Bobby Harrison e Roger Saunders a cui si aggiunse Walter Monagham. Comunque all’interno del file, nelle copertine allegate, in inglese, troverete note molto più esaurienti. Musicalmente siamo di fronte ad un bel rock-blues psichedelico ed anche ben eseguito. Lo trovate qui a 320 kbps. Simpatica la copertina.
Voto:  + + + + e anche qualcosina in più…

Doc Lombardia - Valcalepio



Con il post di oggi inizierò a parlarvi dei vini della Lombardia regione che con l’Expo Universale è assurta alle cronache mondiali. Molti, forse, non sanno o non pensano che detta regione è anche importante non solo a livello industriale (senza dimnticare le opere d’arte e le bellezze paesaggistiche) ma pure dal punto di vista enologico. Una delle sue Doc (forse la meno conosciuta) è questa: Valcalepio DOC. Essa si trova nella regione delle dolci colline moreniche che si sviluppano a Sud del Lago d’Iseo e nella parte orientale della Provincia di Bergamo e confina con l’importante Docg della Franciacorta (e questo si vede anche dai vitigni usati). Il nome sembrerebbe derivare dall’antico greco Kalòs-Epìas (Kalos - Epias) che tradotto suona circa così: buona terra. Comunque sia è evidente che fin dall’antichità vi si coltivava la vite ed oggi in suddetta zona si riconoscono all’interno della Doc queste 4 tipologie di vino:
Valcalepio Rosso Doc prodotto da vitigni “francesi” quali il Cabernet Sauvignon e il Merlot (chiaramente impiantati relativamente di recente). Come nella tradizione d’oltralpe il vino viene affinato in botti di rovere per circa 6 mesi e poi in bottiglia per altrettanto tempo e quindi commercializzato. Alla vista ha colore rosso rubino carico con eventuali riflessi granati (accentuati con l’invecchiamento), buona trasparenza. Al naso è ampio, etereo con note speziate e fruttate (bacche rosse), caratteristico. Si presenta sia inteso che abbastanza persistente. In bocca è avvolgente, più persistente che intenso, armonico e con sentore di amarena e tannini svolti con cura. Ha una gradazione superiore ai 12,5 gradi e si accompagna bene con Polenta al sugo (magari di cacciagione), carni rosse e primi al ragù (anche di funghi).
A fianco di questo rosso si commercializza pure un Valcalepio Rosso Riserva Doc prodotto dagli stessi vitigni del Rosso ma con una scelta però più oculata delle uve e con un invecchiamento ulteriore e conseguente maggior ampiezza olfattiva e gustativa, questo anche grazie alla maturazione dei profumi secondari e terziari. Ha una gradazione leggermente maggiore e un colore più tendente al granato (e riflessi aranciati con l’invecchiamento) e si presta ad essere accompagnato a secondi importanti come carni rosse o cacciagione.
La prossima volta vi parlerò degli altri due vini della Doc: Bianco Doc e Moscato Passito Doc.

mercoledì 6 maggio 2015

Sempre sulla breccia

Fra i grandi e degni di nota nomi del cosidetto krautrock (ma anche della musica sperimentale e d’avanguardia) vanno certamente annoverati i germanici Faust che, anche a detta della critica, diedero vita nei primi anni ’70 a splendidi capolavori unici nel loro genere. L’ultimo loro album fu Faust IV (del 1973) e poi più niente per un bel pezzo. Rientrarono nella prima metà degl’anni ’90 sulle scene musicali e a quanto ne so sono attivi ancora oggi, seppure rimasti in due e quindi con una diversa formazione (all’interno del file in info notizie più esaurienti). Nel 2014 diedero alle stampe la loro ultima fatica: jUSt (scritta proprio così) e va detto che nulla concedono al commerciale e al banale producendo uno dei miglori lavori di quell’anno di tutto il panorama musicale mondiale. Lo potete trovare qui a 320 kbps.
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