venerdì 31 ottobre 2014

Un altro successo



Con questo album intitolato Closer To Home, uscito nel 1970, penso che i Grand Funk Railroad abbiano ottenuto il loro più grande successo (anche commerciale) e siano stati all’apice della loro carriera e notorietà. Come scrissi in un post precedente (riguardo a questa hard rock band americana) la loro fama, almeno negli States, surclassò perfino quella dei Beatles. Credo che questo disco faccia parte di quelli fondamentali che chiunque ami la nostra musica non possa non fare a meno di averlo nella sua discografia.
Voto:  + + + + +

giovedì 30 ottobre 2014

Un salto in Germania



Un buon disco, a tratti anche interessante, dei tedeschi Can, ma lontano dai meravigliosi primi lavori eseguiti da questa band icona del krautrock. Del resto questo Out Of Reach  uscì nel 1978 quando cioè la splendida stagione della musica rock e d’avanguardia germanica volgeva al termine. Il risultato rimane però abbastanza godibile svolgendosi il loro sound in un buon rock fusion elettronico di qualità. Come ripeto, non un capolavoro ma un buon album.
Voto:  + + +

mercoledì 29 ottobre 2014

Il Sizzano doc




In provincia di Novara (Piemonte), non molto distante da Gattinara (vedi mappa), si trova il paese di Sizzano e relativo vino rosso (Doc). Esso viene prodotto dal “solito” Nebbiolo per almeno un 60% (a volte lo si trova anche in purezza, cioè solo lui) e con un’aggiunta di Vespolina e/o Uva Rara per il rimanente 40%. Ha un bel colore rosso rubino e in invecchiamento (che si presta) presenta riflessi granati. Ha almeno un anno di affinamento in botte di legno. L’odore è gradevole, caratteristico, elegante con sentori floreali (la violetta) e speziati, intenso e persistente. Anche in bocca non delude affatto grazie al suo sapore asciutto e armonico, alla sua sapidità, intensità e persistenza gustativa. Di certo è un vino meno impegnativo del cugino Gattinara e si presta ad abbinamenti sui primi della cucina Piemontese e Lombarda, a secondi di carne (anche cacciagione), formaggi stagionati e fonduta. Il grado alcolico (se non ha il Nebbiolo in purezza) si aggira poco oltre i 12,5°.

Ancora "quella Ferrovia"...;-)



Visto quel “certo” interesse nei confronti dei Grand Funk Railroad, (eh buon Edulms?) eccellente band di hard rock made in USA, quest’oggi voglio proprio postarvi un altro loro album, il secondo, uscito nel 1969 ed intitolato: On Time. Anche qui siamo di fronte ad un esemplare lp pieno di carica e molto ben suonato; forse il migliore del gruppo (almeno secondo me). All’interno c’è anche la nota hit: Heartbreaker a lungo in classifica negli States. Il file ha anche due bonus tracks.
Voto:  + + + + +

martedì 28 ottobre 2014

Un rock creativo



Devo confessarvi che non so a che genere in particolare si riferisca questo bel disco dei tedeschi Creative Rock, autori di alcuni lp e che incisero quest’album nel 1972 e lo intitolarono: Gorilla. Infatti, a seconda delle canzoni, sembra un lavoro prog, in altri un classico krautrock, in alcune un rock jazz fusion con sentori di r & b; l’importante è che è certamente godibile e soprattutto ben suonato. Da sentire… Brutta la copertina.
Voto:  + + +

lunedì 27 ottobre 2014

Un sano hard rock



Non mi capacito di spiegare il perché, ma resta il fatto che quando si nominano i grandi dell’hard rock degli anni ’70, giustamente per carità, si fanno i nomi dei Led Zeppelin, dei Deep Purple, financo esagerando dei Black Sabbath e degli Uriah Heep, ma ci si dimentica degli americani Grand Funk Railroad. Eppure dal 1969 al 1971, negli States erano più famosi dei Beatles e vendettero valanghe di dischi. Probabilmente la loro fama allora era esagerata ma rimangono una eccellente rock band. Un esempio è questo loro Grand Funk (conosciuto come il Red Album), uscito nel 1969 e qui riprodotto rimasterizzato e con due bonus tracks. Per chi non li conoscesse ecco l’opportunità di porre rimedio alla lacuna.
Voto:  + + + +

domenica 26 ottobre 2014

Un po' di tedesco...



Spostarci in Germania per ascoltare buona musica (questa volta!) non può non farci che piacere. Oggi è il turno di un bravo gruppo di krautrock prog sinfonico che si chiama Prof. Wolfff che registrarono forse il loro unico album nel 1972 ed invero con poca fantasia lo intitolarono con lo stesso nome della band. Come musicisti sono bravi e la loro musica è anche abbastanza originale, questo acuito dal fatto che cantano nella lingua di Goethe, seppure essa, forse è meno musicale dell’internazionale inglese. Non un capolavoro ma un bel disco. Non male la copertina.
Voto:  + + +

sabato 25 ottobre 2014

Il Carema

Carema
Una collina vitata
Le vigne
Parliamo quest’oggi di un altro ottimo vino rosso piemontese il Carema. Esso viene prodotto nel circondario del piccolo paese omonimo posto al confine con la Val D’Aosta (è sotto all’angolo sud-est di essa), non so se adesso fa parte della provincia di Torino o di Ivrea. Poco importa, quello che a noi interessa è che viene coltivato in terrazze dalle caratteristiche pergole e prodotto dal “solito” vitigno Nebbiolo (quello che da anche il Barolo e il Barbaresco per intenderci) per non meno dell’85% ed eventualmente il restante con l’aggiunta di altre uve a bacca rossa. Deve essere affinato per 36 mesi di cui in botte (di legno) per non meno di 24. La Riserva ha altri 12 mesi in più di cui almeno 30 in botte. Come sempre accade è il particolare terreno che lo rende caratteristico dagli altri Nebbioli (in Francia dicono terroir) così si presenta di un bel colore rosso rubino con riflessi granati, odore ampio, intenso e persistente, etereo (nella riserva), elegante, speziato e con un caratteristico profumo di rosa macerata. Anche in bocca le sensazioni sono ottime: alcolico, di corpo, caldo e vellutato, morbido, intenso e persistente. Gli abbinamenti sono per i piatti sia valdostani che della cucina piemontese (penso ai famosi bolliti), alle carni rosse e alla selvaggina da pelo; ottimo anche con i formaggi a pasta dura e stagionati. 
Come arrivarci

Non male...



Siamo di fronte ad un cosiddetto concept album con questo Creation A Child, registrato nel 1971 ad opera di un bravo gruppo americano composto da reduci dalla guerra del Vietnam: Corpus. Musicalmente parlando si tratta di un godibile rock blues psichedelico ben suonato e con interessanti spunti. La registrazione con tutta evidenza è stata, per fortuna, rimasterizzata. Note sufficientemente esplicative si trovano nelle copertine incluse nel mio file. Buon ascolto!
Voto:  + + +

venerdì 24 ottobre 2014

C'è musica e musica



Con tutta evidenza, ogni tanto, un amico mi allunga un file musicale elogiandomelo apertamente ma con probabilità ridacchiando sotto i baffi. In pratica mi ha passato una grossa mattonata nei cosiddetti. E’ questo il caso del post di oggi. Infatti i qui presenti tedeschi Gregor Cürten & Anselm Rogmans con il loro disco del 1974 intitolato Planes sono a me sinceramente indigesti. Forse a qualcuno dei mie lettori, che ama l’avanguardia elettronica estrema, potrebbe anche piacere a me invece oggi stanca e basta. Fate conto che il primo brano dura circa 18 minuti e qualcosa e si tratta di variazioni di tono su una nota sola. Avete presente il film Odissea Nello Spazio e la musica che c’è mentre compare il monolite? Beh se sì moltiplicatela per il tempo sopra detto. Una noia infinita (ah già che ci sono se lo sentite non abbiate paura, non si tratta di un difetto del vostro stereo, il fischio è proprio così). Il secondo e ultimo brano, su per giù della medesima durata, va leggermente meglio, anche se per buoni 10 minuti sembrerebbe di avere un moscone che gira per la stanza. Ma a suo tempo quanti album hanno mai venduto questi signori? L’avranno acquistato loro due, il produttore (che ancora oggi, se vivo, si mangia le mani), le fidanzate (obbligate) e le rispettive mamme, più due o tre fuggiti dal manicomio, stop
Voto:  +

giovedì 23 ottobre 2014

Vi ricordate di costui?



Questo cantautore americano noto come Jackson Browne fu autore sul finire degli anni ’70 di un certo successo anche commerciale. Oggi ritorna con un bel disco intitolato: Standing In The Breach in cui conferma le sue doti compositive. Nelle 10 ballate che compongono l’album la sua musica si snoda in maniera intimistica ma piacevole supportata anche da interessanti testi. Insomma un bel lavoro da sentire e risentire con piacere.
Voto:  + + + +

mercoledì 22 ottobre 2014

Il Castello D'Arco (o Arc)

Il Fortilizio
Il Maschio-torre


Ogni volta che percorrevo l’autostrada del Brennero direzione Trentino Alto Adige, passata la Franciacorta (terra di eccellenti spumanti, al pari dei migliori Champagne francesi), superati i primi contrafforti delle Alpi, ecco che sulla mia sinistra, arrampicato su uno sperone roccioso, si stagliava a dominare il primo tratto della valle dell’Adige la suggestiva mole del Castello D’Arco ai piedi del quale era adagiato l’omonimo e caratteristico (in gran parte ancora medioevale) paese. Qualche anno fa decisi di uscire e andare a vedere di cosa si trattava. Al mio ritorno pensavo di postare le foto ma poi me ne sono scordato. Oggi pongo rimedio anche perché il buon Edulms mi ha chiesto in un’e-mail di parlare di castelli (del tutto sconosciuti in Brasile ovviamente). Devo dire che a discapito della suggestione panoramica il fortilizio in se per se non è poi un granché (a parte la stupenda visita che si domina da lassù) anche perché dell’intero complesso si è conservato solo discretamente il Maschio (all’interno spoglio) e l’intera cinta muraria turrita. Ciò a causa delle ripetute guerre che si sono succedute data l’importanza strategica del sito. Non sto qui a tediarvi sulla sua storia voglio solo sottolineare il fatto che comunque merita una visita (in fondo non è una scarpinata eccessiva) perché dai suoi spalti l’occhio arriva, se la giornata è serena, fino anche al vicino Lago di Garda.
Le foto sono diapositive.

Un po' d'oro tedesco



Rieccoci in Germania per ascoltare una specie di super gruppo chiamatosi 18 Karat Gold che nel remoto 1973 incisero questo album intitolato; All Bumm. Della band, non so se nota ai più, fecero parte: Lothar Meid (già Motherhood, Embryo e Amon Dull II), Jorg Evers (Embryo), Klaus Ebert (Arkansas, un complesso americano germanico), Keith Forsey (inglese ma suonò anche con i Motherhood e Amon Dull II). Il loro sound è un krautrock molto prog, a volte anche un po’ heavy psichedelico ma che fa trasparire qualche traccia di pop. Nonostante gli altisonanti nomi lascia leggermente l’amaro in bocca perché ci si sarebbe aspettati qualcosa di più. Non è comunque certamente da buttare, tutt’altro!
Voto:  + + +

martedì 21 ottobre 2014

Un grande della chitarra



Siamo di fronte ad un eccellente doppio album live del noto e talentuoso chitarrista inglese: Jeff Beck che durante una sua tournee negli USA, nel 1975, registrò questo This Blows, rimasterizzato molto bene in tempi recenti. Se proprio vogliamo trovarci un difetto è che le esibizioni furono un giorno appresso all’altro e che quindi il cd potrebbe essere un po’ troppo ripetitivo (io personalmente ne avrei ricavato solo uno fenomenale). A discapito di questo contiene una chicca: nell’ultima canzone del secondo cd compare lo straordinario John McLaughlin che duetta con il nostro eroe.
La registrazione, come ho detto, è molto buona (siamo quasi al livello di quelli moderni) e soprassedendo senza troppi sforzi alla sua monumentalità possiamo dire che è uno dei migliori dischi dell’artista. Imperdibile per chi ama il suo rock blues.
Voto:  + + + + +

lunedì 20 ottobre 2014

Ri-Germania...



I teutonici Neuschwanstain sono stati autori anche di questo interessante album, intitolato Alice In Wonderland databile al 1976 e dalla bella copertina.  Bravi musicisti, il loro genere di riferimento è un originale prog sinfonico (con certi riferimenti a Wagner) che si snoda in belle canzoni e supportato anche, nella sua originalità, dal fatto che i brani sono cantati in tedesco sebbene i titoli di essi no. Se proprio vogliamo trovare una band di riferimento bisogna rivolgersi alla PFM o ad altre simili e coeve di stampo italico. Un’atmosfera fatata e bucolica (ma del resto dal titolo non poteva essere altrimenti) permea tutto il disco.
Voto:  + + + +

domenica 19 ottobre 2014

Il Gattinara

Gattinara


Rimaniamo sempre in Piemonte ma nella provincia di Vercelli dove nei pressi del paese di Gattinara si produce sulle circostanti colline un eccellente vino rosso DOCG omonimo. Al contrario dei cugini Barolo e Barbaresco oltre al vitigno (e sue uve) Nebbiolo il disciplinare di produzione prevede anche l’aggiunta (ma non è obbligatorio) di altre uve a bacca rossa per un max del 10%. Queste possono essere o di Vespolina e/o Bonarda. L’affinamento deve essere di almeno 36 mesi di cui 2 anni in botte. Per la Riserva un anno di più anche per la botte. Il grado va da un minimo di 12,5° per quello “normale” a un minimo di 13° per la Riserva. A volte viene commercializzato in caratteristiche bottiglie.
Il colore è di un bel rosso rubino tendente al granato che nella riserva si fa granato tendente all’aranciato.
Il profumo è ampio, intenso e persistente, floreale (si riconosce la viola), fruttato e speziato.
Al gusto si presenta persistente, intenso, pieno, caldo e armonico con un retrogusto amarognolo peculiare. Personalmente lo trovo meno “impegnativo” dei suoi cugini e pertanto come valida alternativa al Nebbiolo d’Alba. Lo si può tranquillamente abbinare a primi piatti della cucina piemontese (tipico con il risotto al Gattinara), arrosti, brasati, e cacciagione tipo la lepre. Va bene anche con i formaggi a pasta dura ma stagionati.

I Licantropi ;-)



Anche oggi vi presento una riproduzione da vinile ma proveniente dagli USA. La band autrice di questo discreto album si chiamava The Werewolves e il disco in questione, uscito nel 1978, ha per titolo: lo stesso nome del gruppo. La musica che esce dai solchi è un buon (ma nulla di più) rock blues classico e di stampo americano. A volte fa capolino anche un po’ di country e una velatura di pop ma tutto sommato lo si può ascoltare con piacere. Da preferirsi, secondo me, le ballate semiacustiche.
Voto:  + + + e con “manica larga”…

sabato 18 ottobre 2014

Un po' una delusione...



Con tutta evidenza ormai la carriera musicale e le idee della band tedesca degli Eloy volgeva al termine e inoltre gli anni ’80 (quelli del disimpegno e della musicaccia commerciale) erano lì prossimi a venire. Così non c’è da stupirsi se il gruppo germanico con questo album, uscito nel 1979 ed intitolato: Silent Cries And Mighty Echoes abbia preso a piene mani dai Pink Floyd (quelli non certo eccelsi di I Wish You Were Here) e ai Genesis (di Foxtrot e Selling) tanto da sembrare, a tratti, di aver fatto un copia ed incolla. Nonostante questo anche grazie alla bravura (che è rimasta) degli strumentisti impegnati nell’impresa e a certe qualità originali che spuntano qui e là, l’album si fa sentire con piacere.
Voto:  + + +

venerdì 17 ottobre 2014

Un ottimo "live"



Questo gruppo inglese nato a Liverpool e chiamatosi Steamhammer a dire il vero non ebbe gran successo di vendite con i loro lp in studio (il primo fu Mountains del 1970 e che io non ho), ma fu molto più apprezzato per le loro esibizioni live. Anche per questo fecero un tour in Belgio e Germania (e via via cambiarono pure formazione, mantenendo però sempre alto il livello esecutivo) e questo album, intitolato Live Germany (1969 -70), ne è il resoconto con 3 cd: Live in Francoforte (69), Live in Colonia (70) e Live in Essen (70). Ritornati in patria realizzarono un altro lp: Speech (anche questo non ce l’ho). La musica suonata dalla band è un bellissimo blues rock e la qualità sonora, pur provenendo da vinile, è buona. Se fosse stata migliore potremmo ora parlare di un capolavoro, ma anche così è un godimento.
Voto:  + + + +

giovedì 16 ottobre 2014

Krautrock



Facciamo oggi un bel santo in Germania per ascoltare il primo lp degli Eloy che uscirono nel 1971 con il loro omonimo disco. Di sicuro la band dopo i grandi nomi del krautrock (Can, Tangerine Dream, Amon Dull, tanto per citarne alcuni) fa parte di quella bella seconda schiera che fu autrice di eccellenti album nella prima metà degli anni ’70. L’unico problema fu la forte colonizzazione dell’inglese nella musica tedesca, questo anche perché avvennero amicizie fra i numerosi soldati americani che prestavano là il loro servizio militare e i giovani musicisti teutonici e così spesso si ebbero dei gruppi misti (anglo-americani-tedeschi), anche se non è questo il caso. Tornando al disco di oggi esso è un bell’esempio di krautrock con tutto quello che c’è da aspettarsi da questo genere musicale: originalità, buone esecuzioni, bravi strumentisti. Questo sarà il primo di una lunga lista che conto, via via, di postarvi. Sempre che poi interessi…
Voto:  + + + + e forse anche qualcosa in più…

mercoledì 15 ottobre 2014

Grillo? Ma va a fan culo!


Grillo a Genova

Sì ma vai a quel paese Mr. Grillo! Sei comparso tutto fighetto a Genova dopo 5 giorni dall’alluvione insieme con un pugno dei tuoi deputati a farti bello. Quanto agli onorevoli potevano risparmiarci la kermesse delle loro magliette sporche di fango. Solo e unico spot elettorale! Il compito dei politici non è quello (solo ruffianeria!) ma di stare a Roma e promuovere leggi, o aiutare la maggioranza pungolandola e nel caso anche scendere a compromessi affinché fatti simili non succedano mai più (meglio se fossero stati prevenuti). L’opposizione può molto invece di ritirarsi puntualmente con alterigia sull’Aventino. Siete stati eletti (per fortuna non da me) per fare i politici non per farvi belli davanti ai media. Troppo facile ora fare i te l’avevo detto…Vale molto di più la tonaca sporca di fango del cardinale genovese che da subito scese fra i disperati a portar conforto ( e da subito soldi dalla curia) che 1000 grilli canterecci.
Mentre sto scrivendo queste poche righe fuori sta diluviando, speriamo bene per la mia amata Liguria.

Una bella "fattoria"


Devo ammetterlo: era un po’ di tempo che andavo cercando album della band americana proveniente dal Tennessee attiva agli inizi degli anni ’70 e chiamata The Farm Band. In questa mia ricerca avevo interessato anche il buon Edulms ed ora anche in suo onore posso postarvi il II e il III lp del gruppo in un unico file (mi manca sempre il primo). Di certo, almeno in riferimento a quanto possiamo ascoltare in Up Your Thing, uscito nel 1973 sotto il nome di Stephen & The Farm Band, siamo di fronte a un capolavoro, uno dei più bei dischi di quel periodo. La musica si snoda in stupende minisuite che ricordano un mix fra i Jefferson Airplane e i Grateful Dead con bellissimi assolo di violino e flauto. La band faceva parte di una comunità hippie e molti parteciparono alle registrazioni. Riguardo al secondo (il terzo della loro discografia) intitolato High On The Rim Of The Nashville Bacin, registrato nel 1975, la qualità è di certo inferiore pur rimanendo su alti livelli. Qui nelle prime canzoni siamo di fronte ad un eccellente country rock psichedelico con tanto di steel guitar (un po’ come facevano anche i Grateful Dead) ma a partire dal # 5  brano la band sembra ritornare agli antichi fasti ed all’antico sound; anch’esso assai bello.
Entrambi sono riproduzioni da vinile.
Voto (per Up Yuor Thing):  + + + + + +
Voto (per High On The Rim):  + + + + 

martedì 14 ottobre 2014

Considerazioni...

Non molto tempo fa un amico che segue questo blog mi chiese perché non postassi mai file musicali in formato flac o wav o ape (o simili) che sicuramente sono qualitativamente superiori al “mio” mp3, seppure spesso a 320 kbps. Ecco cosa gli risposi: sappiamo tutti (io compreso) che postare musica e scaricarla non è esattamente legale. Io lo faccio perché penso che l’arte (musica compresa, ovvio) debba essere fruibile a tutti anche a chi non ha soldi per acquistare esosi cd. Basta che abbia un modesto pc ed una banale connessione internet e il gioco è fatto. D’altro canto capisco che un artista o una band debbano sostenere delle spese per incidere gli album e quindi, tolte queste, ricavarne degli utili; così mi “limito” a postare soprattutto lp vecchi o vecchiotti (anni ’60 e ’70 i più) dove ritengo (so che non è così e non lo trovo giusto) che non si debba più applicare il copyright. Evito così di presentare album di nuovi artisti italiani e/o stranieri (di cui però ne ho molti nella mia discografia) con l’eccezione di nuovi dischi di musicisti affermati (tipo, che so, Led Zeppelin, The Who o Yes per intenderci) che certo problemi finanziari non hanno, ma aspettando comunque prima un certo lasso di tempo. C’è però anche il dilemma dei costi delle case musicali che a volte fanno delle ricerche certosine (vedi l’Akarma) e un ricavato (se vogliamo che continuino) glielo dobbiamo pur lasciare; pertanto mi astengo dal postare in altissima qualità. Del resto se a uno poi piace tanto il disco da doverselo sentire e risentire magari su un eccellente stereo, se può, vada in un negozio (fisico o via web) e lì lo acquisti. Non capisco né scuso quei bloggers che postano solo flac o wav o giù di lì con in più fotocopie di copertine e cd (con la conseguenza di poter stampare dei falsi); non credo che questi signori facciano bene alla “nostra” musica. Infine e non ultimo, questi file sono pesanti per cui occorre molto tempo a fare sia l’upload che il download (non ho una connessione iperveloce) e bisogna anche dotarsi di grandi hard disk per contenerli. Io mi accontento. Ho quasi un terabyte di musica (mp3) e non possedendo uno stereo della madonna mi soddisfo di ascoltarla anche sul normale impianto dell’auto o con un lettore mp3, magari mentre mi vango l’orto e questo mi basta e avanza. Credo che con l’aver sottolineato queste cose di non passare da ipocrita rispetto ai miei pochi o tanti lettori.

Ancora un po' di "spirito"



Devo ammetterlo, riguardo a quest’album degli Spirit, intitolato California Blues, so poco se non le note esplicative incluse nel file. La copertina dice che è uscito nel 1996 ma con probabilità contiene anche canzoni più vecchie sebbene tutte rimasterizzate. Aggiungo che andare surfando per il web a ricerca di notizie al momento non fa per me. Alcune evidenti curiosità: ci sono brani anche di Hendrix e questo non ci deve stupire più di tanto visto che il grande Jimi era amico di Randy California, anzi fu proprio lui a soprannominare Randy con il nome dello stato da cui proveniva visto che agli esordi suonava con Hendrix anche un altro musicista con lo stesso nome. Ma ritorniamo al disco che contiene anche brani live (e già solo questo è da apprezzare), qui la musica si snoda in un buon rock blues con a volta excursus in altri generi (vedi una specie di country). Da sentire e risentire. Bello.
Voto:  + + + +

lunedì 13 ottobre 2014

Vi piace il rock jazz fusion?



Penso che ogni tanto sentire un buon disco di rock jazz fusion non possa che far piacere allo spirito e alle nostre orecchie, spesso bombardate da quell’insulsa musicaccia pop che va così tanto di moda adesso (ma non è che anni fa poi la situazione fosse di molto migliore…). Pertanto ascoltiamo con vero interesse questa The Stanley Clarke Band che giusto quest’anno è uscita con il loro nuovo album intitolato: Up. Oltre che alla presenza del notissimo bassista, di un bravo tastierista (tale Sirota) e di un più che dotato batterista (di nome Bruner Jr.) il disco è nobilitato dalla presenza anche di prestigiosi strumentisti su cui spicca la figura di Chick Corea (piano acustico).
Voto:  + + + +

domenica 12 ottobre 2014

Si fa ascoltare...



Rimaniamo anche quest’oggi negli USA ed ascoltiamo con un certo interesse questo gruppo chiamatosi The Glitterhouse che nel 1968 (mamma quanti anni fa!) diede alle stampe un egregio disco di rock psichedelico intitolato Color Blind. Pur non essendo certo un capolavoro, grazie anche alla più che buona riproduzione da vinile, si fa apprezzare alquanto. Va poi aggiunto che il sound mi sembra anche abbastanza originale sebbene qui e là certe sonorità beat fanno capolino, ma in fondo che c’è di male?
Voto:  + + +

sabato 11 ottobre 2014

Genova e la Liguria sotto l'acqua (di nuovo!)

Genova Stazione Ferroviaria di Brignole
Una via del centro
Un'altra via

“Grazie” alla solita burocrazia italica non si è potuto spendere i 35 milioni d’Euro già stanziati per cercare di mettere in sicurezza il Bisagno ed altri rii di Genova e dintorni più altre opere inderogabili e cosi, di nuovo dopo 3 anni, la città della Lanterna ha avuto la sua bella alluvione che ha portato più di 300 milioni di Euro di danni, un morto, e tanto pianto.
Ora
Basta!
Mai Più!

Un "Privileggio"



Siamo di fronte ad un buon disco di hard rock (ma lo potremmo anche chiamare heavy psichedelic rock) con questi americani Privilege che nel 1973 uscirono con il loro omonimo album. Avendo una formazione composta anche da un tastierista viene subito in mente il riferimento ai Deep Purple e così è, ma hanno anche saputo abbastanza mantenere una loro originalità sia esecutiva che compositiva grazie anche a certi riferimenti al sound “made in USA”. Buoni strumentisti (ma nulla di più) l’album si fa apprezzare per la sua carica rock. Ottima la qualità della registrazione.
Voto:  + + +

venerdì 10 ottobre 2014

Usciamo dalle tenebre?



Oggi rimaniamo sempre nel Regno Unito per ascoltare questo gruppo che si chiama Out Of Darkness, ascrivibile in parte (ma non forse per tutte le canzoni dell’ lp) al genere Rock Cristiano che andava abbastanza di moda sul finire degli anni ’60 ed inizio dei ’70 (basta pensare alla nota rock opera Jesus Christ Superstar). La band fu autrice nel 1970 di questo omonimo album che come sound possiamo ascriverlo al genere rock blues psichedelico mantenendo comunque una buona originalità compositiva ed esecutiva. Ottimamente registrato ed anche ben suonato. Molto interessante, fra i migliori del genere.
Voto:  + + + +

Il Barbaresco

Barbaresco e le sue colline
Il paese di Barbaresco

Qualche post fa, nella rubrica dedicata ai vini italiani, quando parlai del Barolo, accennai anche al “quasi” gemello Barbaresco. Esso è infatti fatto da uve Nebbiolo in purezza e la sua zona di produzione non è poi molto distante da Barolo. Le uve devono essere coltivate solo nei comuni di Barbaresco, Treiso, Neive e una piccola porzione del comune di Alba. Dette colline sono un Patrimonio tutelato dall’Unesco. Il vino è una Docg. Deve avere un invecchiamento obbligatorio in botte di almeno 9 mesi e in bottiglia per i restanti 17 mesi. La Riserva 9 mesi in botte e 41 mesi in bottiglia. Le sue caratteristiche organolettiche sono simili al barolo ma io lo ritengo più “gentile”. Insomma se il Barbaresco, pur nella sua complessità, lo possiamo forse dire femmina il Barolo è certamente maschio. Comunque sia, ha un bel colore rosso rubino scuro (con riflessi granati nella Riserva). Profumo molto intenso e persistente, elegante, aromatico, etereo e speziato, ampio e caratteristico. Il sapore è piacevolmente asciutto con tannini bene svolti che danno una sensazione vellutata seppure calda al palato, austero e pieno. Anche qui molto persistente ed intenso. Gli abbinamenti sono più o meno gli stessi del Barolo, quindi il classico Bollito misto alla Piemontese, arrosti, selvaggina e formaggi a pasta dura e molto saporiti. Ovviamente è anche da meditazione.