domenica 31 agosto 2014

Oggi siamo in GB



Finalmente siamo ritornati nel Regno Unito (direte voi!) per ascoltare questa band di musica psichedelica progressiva chiamatasi Graphite che negli anni ’70, ’71, ’72 e ’74 incisero prima dei singoli e poi questo album intitolato Chestnut Loke. Purtroppo per i soliti motivi d’interesse commerciale esso non uscì mai anche perché nel frattempo la band si sciolse. Solo nel 1996 i nastri vennero recuperati e trasferiti su supporto digitale e così oggi lo possiamo sentire. La loro musica scivola via in maniera gradevole aiutata in questo da una bella chitarra distorta (fuzzy come dicono là) e dal sapiente uso del mellotron e delle altre tastiere, piacevoli (ma nulla più) anche le voci. Banale la copertina.
Voto:   + + +

sabato 30 agosto 2014

La prima rock opera americana



Sembrerebbe strano ma la prima rock opera “made in USA” è questo disco del 1971 (pensato però l’anno prima) ed intitolato The Survival Of St. Joan, il tutto per iniziativa degli Smoke Rise, gruppo capitanato dai tre fratelli Ruffin. Musicalmente parlando risulta come un mix fra certe sonorità proprie dei, per esempio, C.S.N. & Y e la musica psichedelica (ma con certe sonorità prog) tipica degli States di quegl’anni. Il tutto comunque è piacevole ed anche originale (del resto furono i primi!) sebbene non possiamo certo parlare di un capolavoro. Particolare la copertina che mi ricorda quelle dei Grateful Dead anche se la musica no . E’ una riproduzione da vinile.
Voto:   + + + +

venerdì 29 agosto 2014

Rimembranze...musicali


Ricordo il mio primo lp e quando entrai nel negozio dopo averlo visto in vetrina e titubante (ero molto giovane) ne chiesi una copia. In realtà era un doppio (povere le mie finanze di adolescente!) ma lo presi “a scatola chiusa”, era Ummagumma. Del resto avevo già sentito da amici i Pink Floyd negli album precedenti e mi erano piaciuti tantissimo. Da quel momento in poi passavo davanti alle vetrine di quei 3 (non erano di più!) negozi di dischi della città ed appena vedevo una copertina che mi ispirava ecco che entravo a sentire il disco (allora lo facevano fare) e nel caso l’acquistavo. Rammento i tuffi al cuore quando comparivano le nuove opere dei King Crimson o dei V.d.G.G. piuttosto che dei Genesis o dei Jefferson Airplane. Allora (ma anche oggi purtroppo!) la “mia” musica non passava mai per i media nazionali e c’era solo una o due pubblicazioni (molto di parte) che potevano aiutarti nella scelta. Tanti artisti li ho poi scoperti in un secondo tempo e tantissimi in tempi relativamente recenti. Rievoco quando da ragazzo mi prese la “fissa” del krautrock e passai anni ad ascoltare solo Tangerine Dream, Klaus Schulze, Popol Vuh e via enumerando. Rimembro ancora vivamente l’odore del cellophane che copriva l’album e che io stavo attento a tagliare giusto da un lato per far uscire il disco e così la copertina si sarebbe conservata più a lungo. Nonostante ciò, quando essi erano a libretto, con dispiacere, ero costretto a toglierlo, ma ero compensato dal fatto di poter ammirare per intero l’album (tipo lo stupendo disegno di In The Court) e poi all’interno c’erano, il più delle volte, i nomi degli artisti impegnati e che io mandavo a memoria e poi facevo a gara con gli amici a ricordarli. Era veramente un piacere tenerlo e rigirarsi quel cartoncino in mano. Mi sovviene poi il profumo (ebbene sì!) del vinile e con quanta cura lo maneggiavo neanche fosse un antico vaso etrusco e con le dovute (a volta anche eccessive) attenzioni lo ponevo sul piatto e delicatissimamente appoggiavo la puntina. Mi viene in mente il suo suono pieno e vitale (altra cosa dal freddo cd moderno) e mi dava un brivido anche il fruscio, fra un brano e l’altro, della puntina e gli inevitabili tok della polvere e dell’energia elettrostatica. Rievoco il ricordo di come mi incazzavo quando “delinquenti” di amici a cui avevo imprestato un lp me lo ridavano, nonostante le mie raccomandazioni, come se ci avessero mangiato su una pizza. Infine provo ancora piacere nel rammentare quando orgogliosamente andavo in giro nelle vie del passeggio con dischi rari (o rarissimi) sotto braccio che fortunosamente, il più delle volte, mi ero procurato e così attiravo le occhiate d’invidia di altri estimatori (invero non tantissimi) neanche avessi avuto con me Laura Antonelli. Ah bei tempi!

Indovinate da dove arrivano?




Ormai ci ho fatto il callo… Non mi sposto più dagli Stati Uniti (musicalmente parlando)…ehm scherzo, non vi preoccupate! Infatti questi Rod St. James da lì provengono ed incisero questo interessante album nel lontano 1972, intitolato Has Anybody Seen The Superstar. L’ottima musica che scaturisce da questo disco è certamente ascrivibile al genere acid psichedelic rock tipico degli States ma anche con una buona dose di originalità. Questo tipo di suono, si può dire, fu il genitore del futuro garage sound. Gli artisti che qui si esibiscono danno bella mostra di se.
Voto:  + + + +

giovedì 28 agosto 2014

Un live dalle Hawaii


Da come si legge nelle esaurienti note in una copertina dell’album (compresa nel file) un gruppo di musicisti americani si riunirono per la prima volta nel 1972 nello Spring Crater, Oahu alle Hawaii e realizzarono questo splendido disco live. Certamente prima avranno provato ma resta la bellezza genuina di questa “quasi” jam session estemporanea. La band lì formatasi si chiama Cosmic Travelers e l’opera, ovviamente, Live At Hawaii. Quasi tutti i brani sono originali e provenienti dalla mente creativa del leader del complesso: McGhee (chitarra) a parte Look at you look at me di D. Mason e J. Capaldi. Musica in puro stile californiano dell’epoca con lunghi ed interessanti assoli. Stupendo! Album imperdibile per gli amanti del genere. Credo sia una riproduzione vinilica ma il suono è ottimo.
Voto:  + + + + e forse anche qualcosina in più…
Già che avevo tempo ho fatto l’upload anche con un altro server.

mercoledì 27 agosto 2014

Siamo sempre lì



Qualcuno dirà: ma perché posti più artisti americani che britannici o tedeschi, forse che li preferisci? Il fatto è invece che vige la legge dei grandi numeri. Sono senz’altro più numerosi quelli d’oltre oceano che gli europei, quanto poi alle mie preferenze per me sono paritari. Ecco spiegato perché anche oggi vi propongo questi Odyssey provenienti dal Nuovo Mondo che realizzarono forse il loro unico lp nel remoto 1969  e lo intitolarono: Setting Forth. Musicalmente parlando il sound dell’album si snoda in un movimentato hard-rock-blues di ottima fattura con un bel organo hammond che arricchisce il tutto. Trattasi di una riproduzione vinilica.
Voto:  + + + +

Avvelenata n° 2:


Ancora sulle truffaldine società telefoniche e relative conseguenze: Da un po’ di tempo il mio lettore mp3 portatile è kaputt (grrrr! Del resto era però un “made in China”) e così mi sono deciso di recarmi presso un vicino mega-rivenditore (Unieuro) per vedere di acquistarne uno nuovo, magari migliore. Un gentile commesso mi disse che l’avevano esauriti ma che non contavano più (forse) di ordinarne di nuovi poiché ormai obsoleti (sic!) data la diffusione degli smartphones che, fra le altre cose, potevano farne le veci. Insomma, secondo questo pazzo mondo consumistico, per ascoltare un po’ di musica mentre ho le mani impegnate (e senza disturbare altri) dovrei, a parer loro, acquistare quel inutile (per me) “grossa scatola di sigari” che appesantirebbe le mie tasche e prosciugherebbe inutilmente il mio portafogli. Mi trovo così bene con il mio “antico” telefonino che occupa il posto di poco più di una scatola di fiammiferi e con cui sento bene le telefonate e mando i miei rarissimi sms. Col mio lavoro ricevo chiamate ma ne faccio pochissime (due o tre alla settimana, giusto per ordinare della pizza) tanto che con 10€ di ricarica vado avanti mesi (sarò un pessimo consumatore, ma chissenefrega!); del resto, per altre evenienze, ho quello fisso dell’ufficio. Se poi voglio scattare delle foto mi porto dietro o una compatta tascabile o una macchina professionale con ottime ottiche e non è detto che prima o poi non ritorni a quella mia vecchia cara Canon analogica. Se voglio ascoltare musica, a parte in casa o in auto, avevo il mio minuscolo lettore mp3 (grande poco più di un dado da brodo) e se mai voglio trovare una via o un posto ho il navigatore in macchina o il pc a casa. Perché mai dovrei sobbarcarmi la spesa e il peso nonché l’ingombro per uno smartphone con quelle batterie sempre esaurite? Per moda? Per quelle inutili up? Per far piacere alla Nokia e a Vodafone (per esempio)? Manco pa’ capa! Cercherò un buon lettore su e-bay o in un altro negozio e a fan culo tutto il resto (parafrasando Guccini)…Già che ci siamo facciamo anche un po’ di storia al riguardo, giusto per ricordare: tanti anni fa ci hanno fatto acquistare dei cotechini giganti che spacciavano per telefonini, poi quelli così minuscoli che facevi fatica a riconoscere i numeri, poi quelli (un flop!) che inviavano immagini come una minitelecamera, poi questi ingombranti smart (vorrei sapere dov’è il divertimento, per le compagnie forse…) unitamente ai voluminosi tablets e il futuro? Consumo consumo consumo, rifiuti rifiuti rifiuti fino a quando il Pianeta lo potrà sopportare?

martedì 26 agosto 2014

Rimaniamo in USA



Altro bel esempio di hard rock blues di stampo americano con questi Liquid Smoke che nel 1970 incisero il loro, forse, unico album con lo stesso nome della band. Musicalmente parlando le radici del loro sound vanno ricercate nel blues ma anche nel rock (tipo gli Animals) e nell’hard rock inglese come i Deep Purple (in misura minore), questo grazie all’uso sapiente delle tastiere. Hanno però saputo mantenere una buona originalità e profluviano una carica emotiva da tutti i pori. Bello!
Voto:  + + + +

lunedì 25 agosto 2014

Un sano christian rock



Qualche volta mi è capitato di ospitare artisti che (da idioti) si riferivano allo sciocco satanismo, ma quello che mi interessava non era la loro tematica (che considero da poveri dementi) ma la musica che a volte, vedi i Led Zeppelin, risulta piacevole. Oggi, per fortuna, è la volta di una band americana che si può tranquillamente ascrivere alla categoria del christian rock: i Latter Rain, nome che possiamo tradurre con L’Ultima (della stagione o del Mondo, chissà?) Pioggia. Questi artisti realizzarono il loro bel album intitolato con lo stesso nome del gruppo nel 1976. Musicalmente parlando, il genere a cui si riferiscono fa capo al hard rock blues ma è ben eseguito e forse, anche per le tematiche, abbastanza originale. Il file è da una riproduzione vinilica.
Voto:  + + + +
PS:  Netkups sembra aver ripreso a funzionare e quindi dal prossimo post riutilizzerò il vecchio server.

La mia "avvelenata"


Fino a poco tempo fa, (povero illuso!) pensavo che gli strozzini, truffatori e ladri legalizzati si trovassero in copioso numero specialmente fra le fila delle banche, assicurazioni e finanziarie varie, a questi emeriti delinquenti e vampiri forse si potevano aggiungere i gestori di autostrade (ormai per fare un viaggio di qualche km bisogna accendere un mutuo e non si capisce perché visto anche lo stato in cui versano molte di queste vie) e quei farabutti di sindaci / amministratori che per rimpinguare le loro esauste (e mal gestite) casse comunali autorizzano gli autovelox-banditi-taglieggiatori  messi, come novelli pistoleros, in posti impensabili e nascosti e in tratti viari in cui vigono (solo a posta è ovvio) assurdi ed anacronistici limiti di velocità. E invece no! A questa poco raccomandabile lista si possono aggiungere tranquillamente i gestori di telefonia (sia fissa che mobile). Infatti e non se ne capisce il motivo, in Italia avere una linea internet (funzionante) presenta prezzi fra i più alti al mondo, le chiavette (care appestate pure loro) operano a ore e giorni alterni, gli sms sono fra i più esosi in Europa (quando a loro non costano quasi nulla); solo di loro iniziativa unilaterale poi ti cambiano i contratti (mi è capitato con Vadafone) e ti ritrovi così tariffe più care con opzioni inutili. Se vuoi allora cambiare gestore ciò comporta, quanto meno, l’acquisto della nuova sim-card (che a loro costa nulla o quasi) più altre spese come contentino però ti lasciano tenere il tuo vecchio numero (sai che sforzo!). Non contenti di far man bassa nelle nostre tasche promuovono, per farci spendere di più, l’acquisto degli smartphones, spesso totalmente inutili ai più ma che si appoggiano a reti vetuste. Recentemente ho poi scoperto che se uno vuole solo un “normale” telefonino (io lo uso unicamente lo stretto necessario e non ho quello fisso di casa) molti operatori hanno solo le offerte per quelli umts e così o bere o affogare. Personalmente, infine, sono contrario ai nuovi social network come Facebook o Twitter dove non compaio né penso mai di comparire, del resto ho questo blog e già mi basta e avanza e forse causa la mia mai sopita mentalità sessantottina sono assolutamente contrario all’inutile consumismo.

domenica 24 agosto 2014

Un po' di vinile



Facciamo quest’oggi un salto negli States per ascoltare questi John T. Leach Band che incisero un discreto disco di rock heavy blues (con certi passaggi prog), intitolato Good Life, nel 1976 proprio mentre stava per finire (purtroppo) la moda di questo tipo di musica e questo infatti si sente. Intendiamoci l’album rimane comunque ben fruibile (e ben suonato) anche se non c’è da aspettarsi voli pindarici ma il sax e altri fiati, spesso impegnati, lo rende, a tratti, assai piacevole. Il file è una riproduzione da vinile.
Voto:  + + +

sabato 23 agosto 2014

Renaissance



E’ giunto il momento di proporvi un altro album della storica band di musica progressiva sinfonica proveniente dal Regno Unito: i Renaissance che hanno, nel 2014, dato alle stampe questo eccellente disco intitolato Symphony Of Light. Va però sottolineato un fatto: detto cd non è altro che Grandine Il Vento già uscito l’anno scorso ma con in più 3 bellissimi brani; quindi chi non avesse fatto il dowload della vecchia opera o chi l’avesse realizzato può implementare la sua collezione con questo stupendo album. Infatti se già era bello il precedente questo lo è ancora di più e si annovera fra i capolavori del 2014. Ricordo infine che in due canzoni (Cry to the world e Blood silver like moonlight) sono presenti rispettivamente Ian Anderson al flauto (ovviamente), e John Wetton al canto.
Voto:  + + + + +

Il Monviso


In una rarissima giornata di bel tempo (ma poi si è subito riannuvolato, non vi preoccupate…) sono riuscito a scattare la foto di cui sopra inerente al Monviso la più alta cima delle Alpi Cozie con i suoi 3842 metri s.l.m. Io ero di stanza a 2000 metri (quasi sempre immerso nelle nuvole e nella pioggia grrrr!), in una valle vicina (Val Maira) che è prossima al confine fra le Alpi Marittime e quelle Cozie. In una adiacente alla “mia” (prima o poi ve ne parlerò) c’è quella di Castelmagno, nota per il suo favoloso formaggio. Ma torniamo al Monviso, in antichità era ritenuto il monte più alto delle Alpi (oggi sappiamo che è il Monte Bianco alto più di 1000 metri rispetto a questo) e ciò fino a quasi in età moderna. Per la sua forma piramidale, era anche considerato sacro dalle popolazioni indigene. Questa falsa convinzione era dovuta probabilmente al fatto che era molto visibile dalla Pianura Padana (e da Torino in particolare) e svettava su tutte le altre cime individuabili. Il suo nome sembrerebbe derivare dal latino Mons (=monte) e Vesulus (=ben visibile) e il perché appare ora chiaro. Inutile ricordare che dalle sue pendici nasce il fiume più lungo d’Italia: il Po. Lasciamo ovviamente perdere le cretinate leghiste sulla ”sacra” fonte e relative idiote ampolle.

venerdì 22 agosto 2014

Siamo in Francia



Come senz’altro avrete scoperto da tempo, le mie preferenze musicali vanno al prog-art-jazz-psichedelic rock e krautrock proposto sul finire degli anni ‘60 e fino a quasi alla fine dei ’70, in particolar modo da artisti britannici, americani e tedeschi. Ciò non vuol dire che non apprezzo la musica italiana di quel periodo che giudico non di molto inferiore ma il fatto che non la posto è che nel passato ho avuto “problemi” e rogne nel farlo (superate comunque alla grande!). Di più vorrei qui aggiungere che ascolto anche il neo prog italiano del III millennio ma la questione è pari pari come sopra (sic!). A tutto questo vorrei sommare il fatto che, ovviamente ogni tanto, mi capita di sentire anche artisti provenienti da altre nazioni (ma molto di rado) come il caso odierno: Jan-Claud Vannier musicista e compositore francese che nel 1972 (ma rimasterizzato nel 2005) incise questo bel album prog intitolato: L’Enfant Assassin Des Mouches, in pratica una lunga e interessante suite. La musica dell’album si snoda in un piacevole miscuglio fra cosmic, prog sinfonico e art rock ben eseguito e anche con una certa originalità. Disturbano solo i troppi effetti di stampo lontanamente pinkfloydiano.
Voto:   + + +

giovedì 21 agosto 2014

Un mago o uno stregone (doppio)?


Questa band inglese che molti (ma non io) ascrivono al genere glamour rock fu fondata da Roy Wood (già E.L.O.) e prese il nome di Wizzard. Il loro primo album uscì nel 1973 (anche come raccolta di svariati singoli). Questo lungo lavoro intitolato Wizzard Brew è un ottimo disco di rock britannico con influenze jazzate e progressive che ne fanno un’eccellente opera, per di più assai originale. La musica non è certo complicata ma molto fruibile e forse anche questo è un suo merito. Qui va aggiunto che nelle copertine del cd (allegate al file) c’è una lunga storia (in inglese) che in maniera più che esauriente soddisfa qualunque curiosità in merito.
Voto: + + + +
PS: Per questo e per il prossimo utilizzerò ancora il server File Dropper poi passerò (in prova) ad un altro: Megafile Upload e, nel caso, ad altri fino a trovare un valido sostituto di Netkups.

La Valle Delle Meraviglie


Il Monte Bego
Un antico graffito
Un "uomo" preistorico
Antiche incisioni
Un pittoresco laghetto
La valle

Nelle Alpi Marittime, nel comune di Tenda, in un territorio di confine fra Italia e Francia (oggigiorno appartiene territorialmente a quest’ultima Nazione dopo l’ultimo conflitto mondiale, ma prima faceva parte della provincia di Cuneo), si apre, incastonata fra i monti, la Valle delle Meraviglie (in francese: Valleè des Merveilles). A parte la bellezza intrinseca del posto è nota nel mondo dell’archeologia per una infinità di stupendi graffiti, molti di carattere sacro, (in tutto circa 50.000) i primi esistenti fino dal neolitico (V millennio a.C.) anche se alcuni fanno risalire la frequentazione del posto già a 10.000 anni fa. Di certo era una valle frequentata da antichi pastori per l’alpeggio estivo. Fu certamente la montagna Bego (svettante e spesso contornata da nuvole, tuoni e fulmini) che domina la valle a richiamare vari fedeli. Infatti era un tempo un monte sacro al popolo dei Liguri che lasciarono la maggior parte dei disegni a partire dalla età del rame (III millennio a.c.) fino all’età del bronzo (II/I millennio a.c.) e poi qualcuno in tempi di Impero Romano. Molti graffiti incisi nella pietra si sono conservati benissimo e sono stati messi pure in risalto da operazioni di restauro mirato. Ovviamente la valle si può visitare ma con un percorso guidato per evitare idioti vandalismi. E’ stata una delle poche gite che ho potuto fare in quest’estate balenga e temporalesca.

mercoledì 20 agosto 2014

Per i "fan" di Zappa



Da come si legge anche in una copertina (inclusa nel file) posta all’interno dell’album, questo disco dei The Fraternity Of Man, uscito nel 1968 con lo stesso nome della band, è il primo del gruppo a cui, nell’anno dopo, ne seguì un altro (che purtroppo non ho…rsssssss!); l’lp è assolutamente imperdibile per tutti i fan del primo Frank Zappa e/o Captain Beefheart dato che a loro la musica qui riprodotta ben si riferisce. Questo anche perché il leader della formazione, tal Elliott Ingber (chitarra), ha fatto parte delle Mother Of Invention nell’album zappiano Freak Out! Inoltre, altri componenti del gruppo entrarono nella sfera del grande Frank. Sempre Ingber collaborò più tardi, nel 1972, con C. Beefheart. Comunque tutto questo è ampiamente spiegato (in inglese) all’interno dell’album. Buon ascolto.
Voto:   + + + +

martedì 19 agosto 2014

Siamo in Baviera



Quest’oggi siamo in Germania per ascoltare questo gruppo, chiamatosi Life, provenienti da Monaco di Baviera, che nel 1971 incisero il loro unico disco intitolato Spring. Da come si legge nelle note di una copertina (inclusa nel file) la band è un miscuglio di tedeschi, americani e perfino indiani (d’America). Le registrazioni per un certo lasso di tempo passarono nel dimenticatoio e sembravano perdute fino a quando, nel 2002, non furono riesumate e trasferite su supporto digitale. La musica dell’album è un buon prog folk psichedelico ben eseguito ma che anche a causa dell’uso dell’inglese (del resto però c’erano membri con quella madrelingua), non da segni di elevata originalità.
Voto:  + + +
PS: Come nel precedente dei Bold ho fatto un doppio upload, magari ditemi se il nuovo server è migliore.

Curiosità culinarie

Ecco a voi alcune curiosità legate al mondo della cucina. La melanzana, forse molti non sanno che il suo nome deriva da mela strana; infatti le prime che comparvero sui nostri mercati (provenienti dall’Oriente) erano di forma tondeggiante (solo più tardi vi fu quella allungata simile a una banana) tanto da sembrare delle mele ma come le melanzane odierne impossibili a mangiarsi crude, da qui il nome. Il pomodoro che quando fu importato dalle Americhe era quasi giallo, da cui il nome mela (o pomo) d’oro e solo poi con mutazioni e incroci mirati divenne di color rosso come quelli di oggi. Inizialmente era ritenuto nocivo alla salute (sic!) ed erano solo apprezzati i suoi fiori come ornamento. Il cetriolo, ottimo per le molte sue proprietà, considerato da molti (erroneamente) indigesto. E’, in realtà, solo una questione di abitudine a consumarlo, altrimenti non si capirebbe come in certe tavole (vedi quella Greca) è presente sempre nelle insalate e quel popolo non è certo diverso da noi. Fate una prova. Tenetelo in frigo alcuni giorni fino a quando non diventa meno duro, sbucciatelo e fatelo a fette sottili e cominciate a mangiarlo poco i primi 3-4 giorni poi quanto ne volete e senza problemi. Infatti è un po’ come se a un vegetariano di lungo corso gli venga improvvisamente somministrata della carne, sarà dura che la riesca subito a digerirla. La cipolla scalogno, il cui nome non deriva assolutamente dal fatto che porti più o meno fortuna ma dalla città del Medio Oriente, da dove veniva principalmente importata in Europa, da mercanti Veneziani e Genovesi: Ascalona. Per finire, un piccolo trucco legato al basilico: se prima di fare il pesto, buttate le foglie in acqua bollente e poi immediatamente sotto un getto di acqua fredda, questo rimarrà bello verde a lungo, essendo, con questo procedimento, eliminata gran parte della clorofilla responsabile dell’ossidazione e relativo annerimento.

lunedì 18 agosto 2014

Rieccomi!


Rieccomi, dopo le troppo brevi ferie (sigh!) in quest’estate strana e nuvolosa, a riparlarvi di musica con questi americani Bold (gruppo proveniente dal Massachusetts) che nel 1969 incisero questo bel album di musica psichedelica intitolato con lo stesso nome della band. Nonostante vi siano due canzoni di Dylan ed una di Stills (entrambe rivisitate in maniera piacevole ed originale), una dal sapore di Beatles (Friendly Smile) ed una tipica psichedelica ma anche dal sentore di jazz-rock (Christal Chambers), il disco si fa apprezzare assai per la bellezza e freschezza intrinseca e tutto sommato per la sua discreta originalità. Se poi a tutto questo ci possiamo aggiungere lo stupendo (ma breve!) brano intitolato Free Fogue, che sembra uscito dalla mente di un moderno Eno o di un Fripp (nella sfera dell’ambient music, ma cribbio siamo nel 1969 ricordiamocelo!), possiamo parlare quasi di un capolavoro.
Voto:  + + + +
PS: Avevo fatto preparare il link per il dowload da un mio amico su Netkups.com ma ho visto che è (per ora) fuori servizio così ne ho fatto un altro da un’altra parte. ;-)

Sempre in USA



Questi americani Black Pearl nel 1969 realizzarono un buon album di musica acida-psichedelica e lo intitolarono con lo stesso nome della band. I brani contenuti nel disco ci fanno sentire un sound bello ma non poi particolarmente originale sebbene qua e là gli inserimenti di hard rock e blues rock tendono a far migliorare il tutto. Quanto al valore degli strumentisti, impegnati in questo lp, non si discute. Banale la copertina.
Voto:  + + +
PS: Come per i Bold c’è un doppio upload:

mercoledì 6 agosto 2014

Ferie




Ehi gente, ci rivedremo, se ne avrete sempre voglia, o Domenica 17 o Lunedì 18 di questo mese. Per chi può, buone ferie dal Centurione, ciao!

Hi folk, I See you again, if you always want, on Sunday 17th or Monday 18th of this month. For one who can, Centurione says: happy holydays! Bye!

Eire o Ulster?


Questa volta è il turno di “recarsi” in Irlanda (non so se Eire o Ulster, propendo per quest’ultima regione e così nel file ho messo UK, nel caso non me ne vogliano gli amici dell’altro Stato) per ascoltare un buon disco di folk-rock, permeato anche di prog, ad opera di questi Loudest Whisper che nel 1973 registrarono codesto The Children Of Lir (con 4 brani bonus). Il più che onesto album si denota per la qualità sonora delle canzoni mai banali né fini a se stesse e che mostrano nondimeno un’eccellente originalità seppure nei limiti del genere.
Spero che questo vi faccia compagnia nei giorni che ci separano dal mio rientro dalle “meritate” (e purtroppo brevi) ferie. Ciao!
Voto:  + + + +

martedì 5 agosto 2014

Rieccoci in USA


Premetto subito che il rock suonato da questi americani 6680 Lexington (che presumo sia la città d’origine) permeato com’è di rhythm & blues non è certo fra i miei preferiti. L’album uscito nel 1971 con lo stesso nome della band non è però tutto da buttare sebbene risulti, a mio giudizio, un po’ troppo commerciale e i nove brani non vanno mai oltre la canzonetta (a parte forse due). Insomma dei Doobie Brothers molto edulcorati. Da sentire, questo disco, come musica di sottofondo alle nostre faccende va benissimo.
Voto:   + + + …con qualche “sforzo”…
 PS: qualcuno potrebbe obiettare, nonostante la mia battaglia contro l’uso spesso inutile dell’inglese da parte di certa stampa, che io predichi bene ma razzoli male nei miei post musicali. Il fatto è che certi termini anglofili, limitatamente alla musica rock, sono molto più esaustivi di certe traduzioni. Faccio qualche esempio: sound tradurre con suono è di certo limitativo dato che con esso si intende un insieme di emozioni e peculiarità, oppure band con banda non è certo la stessa cosa per non parlare di lp (lungo suono? Certo che no!). Del resto nella musica classica si usa l’italiano con termini come allegro, con moto e via dicendo. Basta però non esagerare…

lunedì 4 agosto 2014

4 Agosto 2014 89° Palio del Golfo

Palio La partenza

Ieri si è svolto l'ottantanovesimo Palio Del Golfo della Spezia fra le 13 borgate marinare che lo compongono con la meritata (e secondo previsioni) vittoria di Le Grazie. Erano decenni che non vincevano e ieri sono stati bravi dato che non ci fu storia con i rivali. Onore al merito anche se purtroppo (ma lo sapevo) i miei non hanno trionfato. La gara consiste in una tenzone fra barche (omologate) con sedile fisso. Durante l'ultima Guerra Mondiale il Palio non fu disputato. Per chi non lo sa prima del Palio senior si corre anche un Palio per equipaggi femminili e uno per equipaggi junior, entrambi su percorsi ridotti mentre quello principale è sulla distanza di 2000 metri con 3 virate alle boe. Il tutto nacque quasi un secolo fa come gioco di rivalità fra alcune imbarcazioni (gozzi) per chi arrivava prima ad una nave che era alla fonda. C'è chi sostiene invece che già prima nel XIX sec vi fosse una gara fra muscolai (allevatori di cozze) per chi arrivasse prima alla banchina spezzina con la barca e quindi accapparrarsi il posto migliore per il mercato. Il venerdì sera antecedente il Palio si svolge per le 2 principali via cittadine (c.rso Cavour e v. Chiodo) fino al Comune, una sfilata in costume, al termine della quale viene lanciata la sfida (ovverosia il trofeo del Palio) fra il vincitore dell'anno pracedente e le borgate pretendenti. Anche quest'anno c'è stata grande affluenza di pubblico sia per la sfilata del venerdì sia per il Palio vero e proprio. Per ultimo ricordo che, secondo tradizione, esso si svolge sempre la prima domenica di Agosto.

L'armo vincente

Nacquero a Baltimora



Siamo di fronte a una discreta band proveniente da Baltimora (USA) con questi The Maypole e il loro secondo album intitolato Falling Angels uscito nel 1974. La musica espressa dal gruppo è un discreto (ma nulla più) rock tipico della costa est americana. Meglio certamente i testi della varie canzoni contenute nel disco (non sono un mostro traduttore, li ho semplicemente letti su internet) che la musica qui prodotta. Comunque sia non è certo da buttare via anche se le mie preferenze vanno ad altri tipi di sound. Una breve loro storia è contenuta in una delle copertine allegate al file.
Voto:  + + + … e con una certa generosità

domenica 3 agosto 2014

Ritorniamo in GB


Una formazione degli anni ’70 composta da chitarra, basso e batteria cosa vi fa pensare? A una band di rock o di hard rock, di sicuro. Pensando questo non potete sbagliarvi di sicuro. Infatti questi britannici Possessed sono un buon gruppo di hard rock che uscirono nel 1971 con il loro, probabile, unico album intitolato Exploration. Buoni strumentisti difettano però in originalità anche a causa della voce solista che fa il verso ai Led Zeppelin (e non solo con essa…). Comunque sia, specie per chi ama il genere, il disco si fa amare specie per la sua carica emotiva che trasmette.
Voto:  + + +

sabato 2 agosto 2014

Milano e i suoi musei (parte seconda e ultima)



Cortile Pinacoteca Brera

Pinacoteca Ambrosiana
La dominazione spagnola durò fino al XVIII sec. quando subentrarono gli Austriaci. Fu poi occupata da Napoleone (che si incoronò re d’Italia con la Corona Ferrea custodita nella vicina Monza). Dopo di lui tornò austriaca fino a quando nel 1859, con la seconda guerra d’indipendenza, fu annessa (con la Lombardia) al Regno di Sardegna che nel 1861 divenne Regno d’Italia, sempre sotto i Savoia. Vi fu anche una Esposizione Universale nel 1906 (un’altra poi nel dopoguerra) e purtroppo fu in questa città che nacque il Fascismo. Durante l’ultima guerra mondiale venne pesantemente bombardata dagli Alleati. Fu una delle ultime città italiane liberate dall’occupazione nazista (il 25 Aprile 1945).
Cosa vedere a Milano? Prima di tutto il suo Duomo (la più grande chiesa gotica d’Europa), il Castello Sforzesco (al cui interno fra le altre opere d’arte è custodita la Pietà Rondanini di Michelangelo), la basilica di S. Ambrogio (splendida costruzione romanica), la chiesa di S. Maria delle Grazie e il vicino Cenacolo (famosissimo affresco di Leonardo da Vinci), la basilica di S. Lorenzo, bizantina, con vicino le antiche colonne romane del decumano massimo (oggi v. Nerino ecc) che costituivano un’entrata da Porta Ticinese della città, un altra era lungo il cardo massimo (oggi prolungamento del Corso di Porta Romana), entrambe portavano al foro (situato pressa a poco dove oggi c’è la Pinacoteca, la Libreria Ambrosiana e la chiesa Di S. Sepolcro), la basilica di S. Eustorgio con la bellissima Cappella Portinari (fra i capolavori del Rinascimento), più altre interessanti chiese, il centro storico e la nota Galleria, le vie della moda, La Scala.
Fra i tanti suoi interessanti musei vorrei qui segnalarne almeno due:
la Pinacoteca Brera:
( http://www.brera.beniculturali.it/ ) con importantissimi e notissimi dipinti e
la già nominata Pinacoteca Ambrosiana:
( http://www.ambrosiana.eu/jsp/index.jsp ), con il famoso Codice Atlantico di Leonardo.
Come cucina da assaggiare: il risotto alla milanese, la cotoletta (sempre alla milanese), la cassoela, gli ossibuchi, il salame (milano) e i formaggi come la gorgonzola e il taleggio prodotti nei pressi (almeno relativamente) della città. Per i vini direi che un Valpolicella o un Bardolino sono fra i più indicati (entrambi DOC).


venerdì 1 agosto 2014

Ancora in Germania



Siamo sempre in Germania con questi My Solid Ground ad ascoltare uno splendido disco, intitolato Swf Session 1971 (+ Bonus 2001) purtroppo limitatamente solo ai primi 4 brani (quelli eseguiti da tutta la band nel 1971 dal vivo nello studio radio) che facevano parte di quelle stupende registrazioni underground di krautrock fatte agli inizi degli anni ’70. Purtroppo la freschezza e la bontà esecutiva (notevole!) di allora si è, secondo me, totalmente persa nelle nuove 7 registrazioni che completano come bonus l’ album. Queste ultime sono state fatte da un solo elemento superstite del vecchio gruppo: Bernhard Rendel e la differenza balza subito all’udito. Dopo trenta anni siamo purtroppo di fronte ad una banale musica elettronica e soft prog molto fine a se stessa e a tratti persino commerciale. Indi per cui devo fare una media: la prima parte è un 4+ (pieno!) mentre la seconda un 2+ (con una certa generosità) e la risultanza è questa:
Voto:   + + +  Bella la copertina.