martedì 18 dicembre 2012

De Auguribus Alterque




Cari lettori,
Si stanno avvicinando le festività natalizie (sempre che il mondo esista ancora dopo il 21 c.m.) e come ogni anno il mio blog si prende una pausa. Insomma ci rivediamo con l’anno nuovo.
Per l’occasione ho voluto donarvi questo quadruplo CD @ 320 kbps riferentesi alle mitiche registrazioni presso il PERRO Studio. Infatti l’album è PERRO Sessions by David Crosby databile 1971. In quel periodo numerosi e noti artisti della West Coast improvvisarono, su una base ideata da Crosby, dei pezzi che furono lì registrati. Grazie al passaggio da analogico a digitale la qualità del suono è migliorata ma occorrerebbe però una migliore e moderna rimasterizzazione e remixaggio dei brani. Anche così l’album è stupendo. A queste sessions parteciparono molti dei Jefferson Airplane (che proprio qui presero il nome di Jefferson Starship), Graham Nash e molti dei Grateful Dead.
BUON NATALE !!! e FELICE ANNO NUOVO !!!
AUGURI!
Voto: + + + + +
 CD1
 CD2
 CD3
 CD4


venerdì 14 dicembre 2012

Creta ultima tappa





No cari lettori non mi sono dimenticato di finire il”nostro” viaggio nell’isola di Creta, è stato solo che in questo periodo sono avvenute tante e tante novità da lasciare in secondo piano l’isola di Candia.
Eravamo rimasti, se ricordo bene, dalle parti di Ierapetra. Da lì la strada ci obbliga a lasciare il mare e a dirigersi o verso l’iperturistica Aghios Nikoalos oppure verso la meno deturpata Sitia che può essere un buon punto di appoggio per visitare l’estremo Est dell’isola. Infatti prima di riveder il Mar Libico possiamo scegliere se continuare verso oriente o se procedere verso Sud; dove troviamo le rovine di un antichissimo insediamento minoico coevo di Festos e Knossos: Zakros (vedi foto) posto sulle pendici di una collina prospicente il mare. Lì vicino conviene visitare uno dei rarissimi esempi di porto marittimo minoico nella località di Kato Zakros. A questo punto è d’uopo ritornare sui nostri passi e dirigersi verso la pittoresca e notissima spiaggia di Vai (vedi foto) baia fra le più belle di Creta e specchiantesi su un mar cristallino con alle spalle un bosco di palme che la leggenda vuole nate dai semi sputati lì dai pirati saraceni. Se si procede ancora più a Est si arriva al punto più stretto di Creta (vedi foto) dove da una parte c’è l’Egeo e dall’altra il Mar Libico. Più oltre non si può andare perché zona militare. Tornando verso il capoluogo Iraklio e “sorvolando” la zona più deturpata (resorts, albergoni, villagi vacanze ecc ecc) val la pena far sosta in un’altra città minoica spazzata via dal tsunami del 15° sec a.C: Matala costruita a pochi passi dal mare e che conserva ancora interessanti reperti. Gli abitanti di allora dopo le devastazioni si rifugiarono sui monti e sugli altopiani, il più noto è quello di Lasithi nel cui centro si eleva una piccola montagna che a metà costa presenta una caverna. Nell’antichità essa era luogo di culto perché si riteneva che da lì nacque Zeus e che essa era la vagina della madre terra (Gea), detto antro a forma di apparato riproduttivo femminile (vagina+utero +ovaie) è visitabile dopo un breve salita o a piedi o a dorso d’asino (come feci io). Il fertile altopiano è punteggiato qui e là da vecchi e nuovi mulini a vento (vedi foto), e da una delle più belle e strane chiese ortodosse che abbia mai visto (vedi foto).


mercoledì 12 dicembre 2012

Un rientro a Glasgow



Sono del parere che nella vita i “piatti riscaldati” spesso sono una delusione o quasi. Si salvano giusto alcuni cibi o poco più. E’ questo il caso della (scusate se qui uso l’inglese) “reunion” dei vecchi The Nice avvenuta in un teatro di Glasgow nel 2002. Va ovviamente premesso che sia il vecchio batterista che bassista erano e sono nettamente inferiori ai migliori Palmer e Lake e che qui Emerson svolge il suo bel compitino e nulla più. Il risultato è un discreto (ma ben registrato) doppio album che nulla aggiunge nè nulla toglie alla storia del prog britannico ma dove francamente potevano risparmiarci la fiacca interpretazione di Tarkus. Il titolo del doppio CD è: Vivicitas live at Glasgow (The Nice- reunion 2002). Se non avete di meglio per le mani...buon ascolto!
Voto:  + + +


Ma questi sono i moderati?


Bisognerebbe fare un monumento a chi ha usato per la prima volta la parola “moderati” riferendosi a questa destra italiana (per lo più ex fascista o ex socialista italiana). Se infatti cerchiamo nel vocabolario della lingua italiana siffatto termine vedremo che mal si attanaglia a figuri del tipo di: La Russa, Ghedini, Borghezio, Santanché, Giovanardi più il loro “sommo” capo che, dopo l’ultima figuraccia, tenta una nuova improbabile “rientree” sperando nella cortissima memoria degli Italiani. Ma cosa ha di moderato Berlusconi? Sono moderate le sue esternazioni (spesso farneticanti, vedi l’ultima), i suoi Bunga Bunga, le Olgettine e le sue megalomani villoni? Perché siffatto schieramento non lo si chiama per quello che è: destra reazionaria, cazzisuista, volgare, beghina e conservatrice? Tenendo ben presente che poco o nulla ha che spartire con i Conservatori Europei o il Partito Repubblicano USA. Qui, per chiudere il post, vorrei a tutti ricordare che sia l’IMU, sia il Pareggio di Bilancio al 2013, sia l’aumento dell’IVA (ma non dovevano ridurre le tasse?) è stato voluto e firmato dal precedente ridicolo governo Berlusconi. Monti non ha fatto altro che portare avanti (spesso male) quello che altri avevano promesso. Ora spero che sia il primo (sopratutto) che il secondo con le nuove elezioni siano accantonati definitivamente.

sabato 1 dicembre 2012

Fripp e soci




In questi tempi un po’ tristi per tutti sto rimettendo a posto la mia discografia digitalizzata; in questa maniera può succedere che salti fuori un album dimenticato e che erano anni che non lo ascoltavo. E’ successo esattamente con quest’ottimo  Kneeling At The Shrine tabs attribuito ad un non meglio precisato gruppo: Sunday All Over The World figlio del genio assoluto di Robert Fripp il quale, fra una nota e l’altra, “frippeggia” alla grande tanto che, a tratti, gli arpeggi della sua chitarra ricordano l’immenso Islands. Ad aiutarlo nell’impresa c’è la “strana” voce di Toyah Willcox, alle percussioni Paul Beavis, alle non ben imprecisate sticks Trey Gunn che aiuta anche nel canto.
Consiglio, per una valutazione più sincera, più ascolti ravvicinati.

Ancora cemento ?




Alcuni giorni addietro mi è capitato di leggere un articolo su la cronaca locale di un quotidiano ben presente nella mia regione. Detto pezzo giornalistico evidenziava la possibilità che il “solito” consorzio di costruttori avrebbe edificato un “bel” resort (solita idiota parola straniera) sopra la spiaggia del Guvano. Ora detta piccola spiaggia sassosa è posta nel cuore del Parco Nazionale 5 Terre fra i notissimi paesi di Corniglia e Vernazza. Dovete sapere che giustamente in detto parco si viene multati se si butta una cicca (anche in mare) ed ora non riesco a capire come solo possa essere passato per la testa di fare un’ennesima colata di cemento. A questa spiaggia tengo tantissimo perché da giovane mi recavo là con amici e amiche a fare campeggio in assoluta libertà. Bastava portarsi la tenda, chitarra, viveri (all’acqua provvedeva un ruscello piccino piccino) e si era “fuori dal mondo”. Questo perché ancora oggi o ci si accede dal mare, o per un impervio sentiero o attraverso la vecchia galleria del treno. Quanti fuochi si erano accesi sulla spiaggia e noi accucciati lì intorno dopo l’imbrunire a cantare canzoni di Bob Dylan, C.S.N. & Y. ma anche di Battisti, Guccini e qualcosa del vecchio San Remo. Finito di stare lì si ripuliva il tutto e magari ci si ritornava un mese dopo. In tempi più moderni era divenuta una spiaggia per nudisti, cosa che a me non ha mai turbato anche se a farlo si tratta di persone un po’ in là con gli anni; ma ciò deve aver dato prurito ai soliti Ben-pensanti. Ovvio che la scusa sarà: in questa maniera daremo del lavoro ai giovani locali. Detto lavoro sono sicuro che sparirà in brevissimo tempo preferendo i capi assumere (magari in nero) extracomunitari che si accontentino però di salari più bassi e che per la loro natura clandestina o quasi sono facilmente ricattabili.
Vi terrò informato e nel caso datemi una mano a far piovere nella Direzione del Parco valanghe di lettere “incazzate”.

martedì 27 novembre 2012

Ancora jazz (di quello buono!)



Anche per allentare la tensione elettorale (almeno per chi la pensa come il sottoscritto...) andare a casa e sentirsi questo ottimo album di Pat Metheny (in realtà del Pat Metheny Group) intitolato Watercolors uscito nel lontano 1977 e seconda fatica del "nostro eroe". Con lui suonano:  Lyle Mays - piano; Eberhard Weber - bass e Danny Gottlieb - drums.
Voto: + + + +

Primarie Centro Sinistra II Turno




L’altro ieri mi sono recato a votare per le Primarie del Centro Sinistra e sia lì che poi nei dibattiti televisi ho sentito alcuni discorsi che dire assurdi è dire poco. Infatti degli elettori (ovviamente volontari e pochissimi, ndr) là e dei presunti tali in tv hanno tirato fuori le tematiche più idiote e qualunquiste che abbia mai sentito. Tutto sui 2,00 Euro di contributo minimo volontario per le Primarie. Alcuni ebeti hanno infatti fatto “i conti della serva”: 3.100.000 elettori (e forse più) moltiplicato 2 fanno la cifra di 6 milioni e duecentomila Euro (e anche qui di certo di più) lamentando pertanto la “solita litania” di moda oggi in Italia: sono tutti ladri e che se ne fanno di altri soldi sti' partiti? A questi idioti integrali va ricordato che i 9.000 e passa seggi elettorali sono a carico del Centro-sinistra senza alcun rimborso elettorale da parte dello Stato e che, come nel mio caso, oltre alla spesa delle schede ed altre scartoffie indispensabili, penne e matite copiative, vi era pure l’affitto del fondo (dato da un’associazione esterna ai partiti), l’onere della corrente elettrica (dalle 7 di mattina alle 22 di sera), del relativo riscaldamento e che infine il tutto andrà ripetuto domenica prossima per il ballottaggio (senza chiedere ulteriori esborsi) a fronte di un paese di circa 1000 anime (compresi i bambini). Senza contare che la settimana prima la sezione locale è stata aperta per la pre-iscrizione e che lo risarà mercoledì e giovedì prossimo. Del resto da noi non c’è certo un mecenate straricco come il Berlusca o Montezemolo, ma nepppure ricco il Grillo milionario pronti a finanziare tambur battente.

mercoledì 21 novembre 2012

Ri-jazzando...




Ho visto che interessa il primo rock-jazz e così ho deciso di postarvi un altroalbum di Larry Coryell uscito un anno dopo Spaces e di conseguenza ristampato anch’esso un anno dopo il precedente. A mio parere è leggermente meno bello anche perché il contributo dei vari John McLaughlin (qui già “Mahavìshnu”), Billy Cobham, Cick Corea, Miroslav Vitous è meno sostanzioso che in Spaces; essi infatti sono rimpiazzati, a volte, da altri meno dotati strumentisti. Va detto che comunque questo Planet End rimane un disco più che godibile.
Voto: + + +

Primarie Centro-sinistra




Domenica prossima andrò con convinzione a votare alle Primarie del Partito Democratico (per chi è ovvio un mio segreto) certo che così facendo mi avvicinerò quanto più possibile al mio concetto di democrazia. Come più volte ho detto non serve per l’Italia un “Unto da Dio” nè un “Messiah nuotatore” ma semplicemente una persona seria con buone e fattibili idee che, all’interno di un partito politico (indispensabile in una democrazia) e quindi di un’idea di società , porti avanti delle sue differenze, a volte sostanziali, dagli altri amici-competitori. Se vincerà il “mio cavallo” sarà lui quello che si dovrà battere nelle elezioni nazionali di primavera contro gli altri avversari.
Cosa c’è di più democratico di questo? Infatti all’interno del centrosinistra le varie “correnti” hanno trovato i loro capi che se anche non dovessero vincere porteranno certamente in futuro un loro contributo d’idee quanto più pesante quanti più voti prenderanno.
Qualcuno (forse molti) diranno: ma basta con i partiti, fanno tutti schifo! Ciò è sbagliato in quanto non è il partito a fare ribrezzo ma la percentuale di mele marce che in esso è presente e in questo le destre sono leader assolute.

domenica 18 novembre 2012

Rifacciamoci le orecchie




Credo che ogni tanto una scivolata su un buon jazz (specie se si tratta di rock-jazz) faccia bene all’udito (dato il periodo di musicaccia) ed all’animo. Così oggi voglio farvi il regalo di quest’ottimo album: Spaces uscito nel 1970 e quindi ristampato nel 1974 e poi rimasterizzato su supporto digitale. L’opera è di Larry Coryell valente musicista di quegl’anni e il disco risulta uno dei primi tentativi di cercare nuovi suoni coniugando il jazz classico a contaminazioni rock. A dare una mano alla chitarra di  Coryell sono intervenuti quelli che poi sarebbero diventati famosissimi esecutori-compositori nell’ambito del rock-jazz. I nomi sono da far temar le vene ai polsi: al basso Miroslav Vitous, alla batteria Billy Cobham, al piano elettrico Chick Corea e all’altra chitarra il bravissimo John McLaughlin. Intendiamo l’album non è un capolavoro ma rimane un’ eccellente prova di tutti i musicisti sopracitati.
Voto: + + + +

venerdì 16 novembre 2012

Ho molti dubbi...




Ci deve essere qualcosa nel sangue di noi latini (per noi intendo: Italiani, Francesi, Spagnoli e Portoghesi e relative ex colonie) che ci fa sperare, nei momenti di difficoltà, l’arrivo di un “demiurgo”, di un “salvatore della patria”, di un “ghe pensi mì”. Fin dai tempi di Coriolano, quando Roma era in ambasce, veniva eletto un Dittatore a capo dello Stato, il quale, finito il pericolo, riemetteva il suo mandato. Ciò avvenne, più o meno, fino a Caio Giulio Cesare che però pensò bene di tenerselo finchè non fu eliminato alle idi di Marzo. Da lì in poi ecco un fiorire di emuli fino ai recenti Mussolini, Franco, De Gaulle (per certi versi lo era...) più vari Generalissimi, Colonellissimi ecc ecc dalla punta della Terra del Fuoco al confine degli USA. E’ vero la Germania ha avuto il suo Hitler, ma, come si dice, una rondine, non fa primavera. Certo adesso il potere è diverso; oggi la dittatura può essere mediatica: vedi Berlusconi e il suo partito di plastica o subdola vedi Grillo. Sì certo proprio lui. Più ne sento parlare  e meno mi piace. Non mi va giù il fatto che sia l’unico padrone del marchio 5 Stelle, che sia l’unico a dettare i diktat ai suoi sottoposti e men che meno quella sua aria di “so tutto io e mo ve lo spiego”, odio la sua visone antifemmista ed il suo egocentrismo. Ammetto che mi piaceva (e qualche volta ero pure andato a vederlo) nei sui spettacoli live e nelle sue frecciate verso la società corrotta, ma da qui a farne il mio futro leader ce ne corre. Qualche volta mi sono imbattuto nei suoi discepoli più fanatici (i così detti “grillini”) ed ogni volta la sensazione è stata sempre sgradevole. Tipi con una certa luce esaltata negli occhi ed un’aria di supponenza se non di alterigia poco rassicurante. Spero che il suo bluff sia scoperto presto se no credo che cadremo dalla padella alla brace.


Una torta per Edulms




Anche se non è ancora la stagione delle fragole, il caro amico brasiliano Edulms mi chiese, alcuni giorni fa, una ricetta nuova su come utilizzare le Fragole Del resto da lui, essendo nell’altro emisfero, si sta avvicinando l’estate e quindi... vedo accontentarlo oggi con:

Torta di Fragole e Cioccolato Bianco

Occorrente:
alcuni biscotti al burro (tipo quelli danesi), 2 fogli di gelatina, 200 gr di fragole (se di bosco è meglio...), 10 cl di latte intero, 30 gr circa di burro, 180 gr. di cioccolato bianco ed un 250 gr di ricotta fresca (che ricordo ai più non essere un formaggio ma un latticinio), alcune foglie di menta.
Preparazione:
Prima si riducono in polvere i biscotti (metterli in uno strofinaccio pulito e poi batterli), far fondere il burro e mescolare la polvere dei biscotti con esso. Fatto ciò mettere il composto sul fondo di una tortiera che prima avevamo ricoperto con pellicola alimentare adatta. A questo punto si fa fondere il cioccolato bianco (va bene anche nel micro-onde) e si fa scaldare il latte (in una pentola adatta) che servirà per far sciogliere la gelatina (che prima avevamo un po’ ammorbidito in acqua fredda). Quando la gelatina si è sciolta del tutto si unisce (sempre nella stessa pentola) il cioccolato bianco fuso e la ricotta e quindi si mescola bene. Finito di far ciò si versa il composto sopra ai biscotti sbriciolati della tortiera. Finito questo si distribuiscono le fragole (o i pezzi di esse) sopra la torta e se ne avete tante anche agffogate in essa. Prima di riporla in frigo per almeno 12 ore date una spolverata leggera di zucchero sopra le fragole.
Quando verrà servita bisogna far attenzione toglierla con delicatezza (dalla pellicola alimentare); prima di servirla in tavola la si può decorare con foglie di menta.
Vino consigliato: Brachetto d’Acqui DOCG non spumante, oppure un Barbera dolce Piemonte DOC.; insomma un vino rosso dolce ma non spumante nè frizzante.

domenica 11 novembre 2012

Saliamo sull'aereoplano di Jefferson




Quando avevo nettamente meno anni sul groppone di oggi, appesi sui muri, per altro spogli, della mia cameretta, spiccavano (quasi a grandezza naturale) le foto (allora si chiamavano poster) delle mie “cantanti” preferite; questo non solo per le loro indubbie capacità vocali (almeno due di loro), ma certamente per la loro avvenenza. Una era Sonja Christina (dei Curved Air), un’altra la francesina Françoise Hardy ed infine la grande Grace Slick (Jefferson Airplane). Ricordando così i bei tempi ho pensato di postare questo stupendo album: Surrealistic Pillow di certo fra i migliori della band, al suo interno c’è quel gioiello assoluto di White Rabbit una delle canzoni simbolo dell’epoca. L’lp è databile 1967 ma a sentirlo sembra ancora “freschissimo”.
Voto: + + + + +
PS: Riguardo a come archivierei questo file: prima cosa  una cartella “artisti americani” al cui interno un’altra: Jefferson Airplane che conterrà poi tutte le cartelle/album della band che possiedo o possiederò.

Ancora A Creta






Nei pressi di Festos (di cui parlai nel post precedente) si estende la fertile e ubertosa pianura di Messara al cui centro vi sono gli scavi (si fa per dire) archeologici della città greco-romana di Gorthina. Essa ne era una delle più grandi e popolose del medio oriente e di certo la capitale di Creta. Quello che si può ammirare oggi è il teatro (bouleterion = teatro coperto dove si riuiva anche il senato della città), una basilica poi trasformata in chiesa bizantina, qualche rudere del foro e nulla più; il resto (9/10) è ancora da mettere in luce, compreso il grande ippodromo. Infatti nell’Ellade erano preferite le corse ai giochi gladiatori (che comunnque si potevano tenere nei teatri). Un’orribile strada asfaltata divide a sinistra il foro ecc e a destra altre rovine (innumerevoli) lasciate all’incuria di pecore e capre o ai turisti che ci siedono sopra cercando refrigerio sotto a ulivi nel frattempo cresciuti un po’ ovunque.  Chiunque sia andato in Grecia, almeno una volta, si sarà sentito dire: “italiani-greci una fazza (nel senso di viso) una razza”; detto che sta a significare che apparteniamo entrambi alla stessa etnia (in parte vero se consideriamo la nostra Magna Grecia). Infatti, e qui faccio un inciso, siamo messi male quasi come la Grecia e come lei ignoriamo di tutelare il nostro patrimonio storico; basta vedere lo scempio vicino a me della romana Civitas Lunae (Luni) dove, (un domani ve ne parlerò) negli anni ’60. pensarono bene di costruire un edifcio in cemento armato, con lo scopo di museo, per metà coi pilastri aggettanti sull’antico foro e dove per mancanza di fondi i 6/10 sono ancora da scavare e il resto è lasciato ai rovi...
Il porto naturale di Messara fu fin dall’antichità la cittadina di Matala le cui caverne sul mare (vedi foto) furono abitate miglia e migliaia di anni fa e che (solo alcune invero)  a cavallo degli anni’60/’70 da un gruppo nutrito di yippies, tanto che Matala fu considerata, insieme con Formentera e Mikonos,  una delle mete ambite della hippy generation. Oggi ne sopravvivono alcuni con i capelli alquanto incanutiti che vendono souvenirs e danno alla cittadina un’atmosfera un po’ stantia. Lasciata la pianura e affrontati alcuni rilievi ove può capitare di imbattersi in stupende chiese bizantine (vedi foto) dirigendosi verso la città di Ierapietra possiamo ammirare distese di spiaggia scevre (almeno nell’anno in cui ci andai io: 1998) da qualsiasi brutto e deturpante insediamento turistico balneare.

lunedì 5 novembre 2012

AVVISO AI LETTORI

Da un po' di tempo pubblico i miei upload (invero pochi...) grazie al multiserver Multiupload. Se avete dei problemi nel fare il vostro download fate così: scaricatevi dal sito il file iLividSetup (file exe) e poi con il link sceglietevi fra i vari server di multiupload quello che preferite; fate quindi un copia ed incolla sul nuovo programma ed il gioco è fatto. Tra l'altro, per ora, il tutto funziona anche meglio.
Ciao!

 
I’m iust using Multiupload server for my uploads. If you are in trouble do in this way: you have to download the iLividSetup and after the program iLivid with this program open you go on Multiupload and chose a server that you prefer, after using an elementary “copy and paste” you paste the url on iLivid and so your download starts.
Bye!

sabato 3 novembre 2012

Siamo alle solite...








Una curiosità, o meglio, un esempio di come va l’Italia anche nelle piccole cose è ciò che mi è accaduto pochi giorni fa. Dovete sapere che ormai quasi ogni autunno la mia regione (la Liguria) è colpita da forti piogge, alcune delle quali hanno provocato (come quella dell’anno scorso) morti e distruzione. Orbene, giorni fa si è scatenato, nella tarda serata, un forte nubifragio (molto meno di quello di un anno addietro) che ha fatto sì che alcune linee elettriche saltassero (compresa la mia). Dopo mezz’ora di buio quasi totale (erano le 18 e con il nuovo orario è notte..) rischiarato solo dal tremolio di una quasi dimenticata candela mi decido di chiamare l’803 500 per segnalare il guasto. Premesso che vivo in campagna quasi isolato da altre abitazioni e che prima mi ero, ovviamente accertato che sia l’interruttore generale che il salva-vita fossero “on”. Non possedendo il telefono fisso usai il mio cellulare (con la batteria quasi scarica...rsss!|).  Nel quasi buio profondo e nero e dopo un po’ “la solita” vocina registrata disse: digitare il codice POD della sua ultima bolletta (chissà dove c..o l’avevo messa?) = a 13 numeri (scritti in minuscolo) e il suo numero presa (altri 13 numeri). Riagganciai e mi misi a cercare la “famosa” bolletta facendo luce (si fa per dire) con la tremolante candela,. Trovatala, rifeci il numero telefonico (ormai il mio cell segnava solo una tacca) Solita tiritera... digitai i famosi numeri ma ciò all’ENEL non bastava...”per favore digiti il prefisso telefonico della sua zona e resti in linea in attesa di un operatore... La candela stava ormai per spengersi ed il cellulare con lei. Dopo altri 10 minuti la linea cadde ed io rimasi al buio e senza telefono per tutta la notte. Solo verso le 13 del giorno dopo riebbi l’energia elettrica. Ma si può???

Rispolverando la discografia




Da un po’ di tempo mi sono messo “di buzzo buono” a mettere in ordine la mia discografia situata sui vari dischi rigidi del pc. Detto computer ha visto, negl’anni, traslocchi e manomissioni di parenti ed amici vari e così alcuni files sono andati persi ed altri messi là dove capitava... E’ il caso di questo Eberhard Weber e del suo album databile 1976 ed intitolato Yellow Fields riemerso da dentro un altro file musicale e fino ad ieri per me dato per perduto.
A questo proposito vi voglio segnalare come mi comporto: Creo una cartella con il nome dell’Autore, all’interno di essa una o più cartelle a seconda dei suoi album da me posseduti, col nome del suo disco e possibilmente la data relativa, all’interno di ciascuna poi il nome della canzone (con il numero progressivo ed eventuali altre informazioni), il suo numero progressivo, titolo di essa, il nome dell’artista ed infine quello d’album di riferimento, a queste aggiungo la front cover e se ce l’ho il retro. Sembrerebbe tutto facile ma mi sono accorto che il 50% dei miei files sono incasinati e così ecco il lavoraccio... Quando faccio un upload basta che comprimo la relativa cartella di riferimento ed il gioco è fatto e credo che ciò faciliti anche il vostro download.
Ritornando al disco postato esso è un buon jazz/fusion di godibile fattura.
Voto: + + +

sabato 27 ottobre 2012

Ancora a Creta

Dopo un lungo perigrinare per le tortuose strade dell’interno ove però ci si può imbattere in pittoreschi paesini bianchi (vedi foto), in cui, se il tempo lo concede, consiglierei di soffermarsi un po’ per respirare l’autentica aria cretese, lontani come sono anni luce dagli albergoni (orribili!) della costa nord. Qui in una taverna potete gustare la vera cucina locale a base di stufati di pecora, coniglio e agnello, gli immancabili suvlaki (spiedini di carne mista), le ottime verdure, l’originale formaggio Feta, la dolcissima uva moscato, lo yogurt (nostrale) con il loro particolare miele e un passabile vino bianco. Sul mare soggiornate, se potete (io feci solo un fly and drive), nelle molte piccole locande che spesso vi offrono una cena di pesce (orate e polpi alla griglia su tutti e anch l’immancambile suvlaki ittico però!). Qui, anche se non avete tutti i confort degli innaturali villaggi vacanza (tipo l’aria condizionata che però nonostante le temperature alte dato il clima secco spesso non serve), e se siete appassionati di pesca (con la canna, in apnea o semplicemente andando ad un fornitissimo mercato ittico locale) potete chiedere al gestore di cucinarvi le “vostre prede”.
Ma ritorniamo al “nostro percorso”... la prima cittadina che si incontra sul mar Libico è Sfakia che tra le cose interessanti ha un bel castello veneziano affaciantesi sugli scogli della marina. Da lì la strada ridiventa interna e ci porta nella Pianura di Messara e agli scavi archeologici (italiani) di Festos e della vicinissa villa coeva di Agia Triada. Festos è un enorme edificio palazziale simile a Knossos e a lui coevo ma con il fatto che lì non è intervenuta la mano cementificatrice di Evans e così gli scavi sono molto più originali. Da notare che ben più di 1500 anni prima di Cristo i Minoici avevano già un sistema quasi moderno di tubature per portar l’acqua e per far defluire le acque nere.


martedì 23 ottobre 2012

Infornando in v. Marconi




La proposta musicale di oggi ci fa fare una salto nel passato di ben 40 anni! In quel tempo, dalle ceneri del complesso (già si diceva così allora...) beat de I Quelli nasceva un nuovo gruppo che, per anni, avrebbe segnato indelebilmente la musica progressiva italiana: la Premiata Forneria Marconi più tardi abbreviata con l’acronimo di P.F.M.. Essa ebbe anche un discreto successo all’estero. più forse di fama che di lp venduti. Le basi su cui si sarebbe fondata la loro musica furono i primi King Crimson e i Jethro Tull e da lì elaborarono un loro originale suono. All’inizio però, non avendo ancora pronto un album e per “farsi le ossa”, nei concerti, suonavano (direi bene) brani dei suddetti gruppi inglesi. Ascoltando quindi questo PFM L’Inizio Tour Italiano 71-72 non c’è da stupirsi se i 2/3 dell’lp siano covers anglosassoni. Va detto che sia Mussida (chitarre) che Di Cioccio (batteria e percussioni) non sfigurano con il raffronto dei vari Fripp e Giles un po’ più acerbi invece sono gli altri strumentisti specie quando Pagani imbraccia il flauto traverso o i giri di basso di Piazza o i limiti tecnici di Premoli. Va detto poi che le registrazioni, seppure live, non sono male grazie anche al moderno remixaggio digitale.
Voto: + + +