mercoledì 1 ottobre 2014

Un po' di "Profondo Porpora"



Per chiunque, come me del resto, ama i Deep Purple non può lasciarsi sfuggire questo stupendo album live, rimasterizzato (ottimamente) quest’anno ma registrato (molto bene) nel 1972 in occasione del tour promozionale del nuovo lp: Machine Head (cribbio guardando la mia discografia è “sparito”, qualcuno può aiutarmi con l’upload?). Il disco si intitola: In Concert 72  e presenta autentiche perle musicali immortali come: Lazy, Highway Star, Strange Kind of Woman, Space Truckin’ e un’ottima versione dell’eterna Smoke On The water. Per fortuna poi non è appesantito da lunghi assoli di batteria che è vero allora erano di moda ma che alla lunga vengono oggi un po’ a noia. Imperdibile!
Voto:  + + + + +

martedì 30 settembre 2014

Allucinante



Ci risiamo! Dopo la Ferilli sculettante, i Rolling Stones urlanti più altri eventi mondani succedutisi negli anni ecco è il turno dei Pentastellati occupare e bivaccare là al Circo Massimo. In qualsiasi altra parte del Mondo tale sito di elevatissima importanza archeologica e storica sarebbe mantenuto in grande considerazione e non in quella conca fangosa e derelitta che è oggi. Ristrutturato, scavato e messo in sicurezza, potrebbe divenire un bel giardino storico nel cuore della Capitale, magari con un museo e piantine didascaliche sparse qui e là. Nonostante questo vergognoso stato di abbandono merita di più di quell’imbecille, nevrastenico in andropausa e politicamente pericoloso del sig. Giuseppe Grillo che, per sponsorizzare l’evento, si aggirava colà su una sorta di biga moderna. Il tapino va cianciando di correre con il suo penoso trabiccolo là ove correvano le romane bighe; non sa l’ignorante che se mai erano per lo più quadrighe (cioè carri a 2 ruote trainati da 4 cavalli) o cavalieri singoli (senza contare le naumachie) e dove lui imperversa in realtà si trova sopra di ben 7 metri all’antico campo di gara (ciò a causa di alluvioni, frane e smottamenti nonché il sedimentarsi del tempo e dei mai avvenuti scavi archeologici). Possibile che noi italiani dobbiamo, dai tempi del Duce, sopportare le varie adunate oceaniche? Gli adepti del Gabibbo genovese non hanno altro posto per ritrovarsi e sentire le farneticanti bugie del vecchio rincitrullito? (p.zza S. Giovanni o allo stadio Olimpico, per esempio). Non so se fra i miei lettori ci siano dei romani; faccio, nel caso, un’ implorazione a loro, inviate al Sindaco dell’Urbe un appello per trovare i fondi (anche privati come avvenne per il Colosseo) per riportare a quella dignità che meriterebbe il sito archeologico. So che Roma ha bisogno di molte cose (le buche, meglio voragini, che costellano le sue vie, ne sono un esempio, per non parlare delle sue squallide periferie e delle varie alluvioni) ma vivaddio vogliamo mantenere e preservare anche per i nostri “eredi” i tesori d’arte e di storia che i secoli ci hanno regalato?
Per vedere l’allucinante filmato su youtube ciccate qui.

Una (piacevole) sorpresa



Non sempre (per fortuna!) quello che proviene dagli anni ’80 è tutto da buttare. E’ questo il caso dell’album che vi propongo oggi. Esso è opera di artisti americani che vanno sotto il nome di Everfriend (in realtà si tratta di un certo Bill Rodhes aiutato in alcune canzoni da dei suoi valenti amici musicisti) che nel 1981 realizzarono questo lp intitolato: Sphere Of Influence. Vorrei qui suggerirvi di ascoltare con attenzione le canzoni, poche sfortunatamente, ove si cimenta il bravissimo batterista M. Jacoby (a me prima totalmente sconosciuto) che mi ricorda molto (scusate il paragone!) il grande Giles. Quanto al sound del disco si può tranquillamente ascrivere al genere sinfonico progressivo.
Si tratta di un riproduzione da vinile con purtroppo un po’ troppi fruscii fra un pezzo e l’altro. Solo per questo il mio
Voto:  + + +

lunedì 29 settembre 2014

Un po' di "spirito"



Siamo di fronte ad un eccellente album live degli Spirit (prestigiosa rock band americana)  che lo registrarono nel 1971 ma che è stato rimasterizzato in tempi recenti così che possiamo apprezzare tutte le doti degli artisti qui impegnati. Certo se lo paragoniamo ai moderni dischi dal vivo riusciamo a trovare difetti evidenti nella registrazione ma se facciamo mente locale a quello che erano gli lp live di quei tempi non possiamo non sentirci soddisfatti. L’album ha un titolo chilometrico: Paramount Theatre, Seattle, Washington 1971 ed è un doppio cd dove ci sono i migliori brani della band, improvvisazione e una chicca: la loro versione di Hey Joe di hendrixiana memoria. Meraviglioso, specie per chi come me ama questo gruppo. Di certo fra i migliori lavori della band.
Voto:   + + + + +

domenica 28 settembre 2014

Sempre da vinile



Oggi vi voglio parlare di questa band americana che si chiamava Wiggy Bits e che era attiva intorno alla seconda metà degli anni ’70. A quanto ne so (ma posso anche sbagliarmi, ci mancherebbe!) fu autrice di un unico lp, uscito nel 1976, ed  intitolato con lo stesso nome del gruppo. Era formata, leggendo i nomi degli artisti lì impegnati, da italo-latino-americani che prima suonavano in altre band discretamente famose. La musica che esibiscono è un buon hard rock che strizza però l’occhiolino ai Black Sabbath ed a altri complessi inglesi simili e quindi non ha molti connotati originali.
Trattasi di una buona riproduzione da vinile.
Voto:  + + +

sabato 27 settembre 2014

Il Barolo

Colline di Barolo
Una cantina

Quando vi parlai del vitigno Nebbiolo vi dissi che con esso si facevano degli eccellenti e rinomati vini italiani, uno di questi è il Barolo DOCG. Esso viene prodotto solo da uve coltivate principalmente intorno ai comprensori di Barolo, La Morra, Serralunga D’Alba, Grinzane Cavour ed altri, tutti in provincia di Cuneo. Le sottovarietà di esso sono dette Michet, Lampia e Rosè e le viti sono allevate col sistema a gujot. Obbligatoriamente deve invecchiare per almeno 3 anni e qualche mese (un anno in più per la Riserva) di cui gran parte del tempo in botti di rovere.
Ha (quando è pronto) un bel colore rosso granato con riflessi violacei. Profumo molto intenso ampio, elegante, speziato (sentori di cuoio, bacche rosse fermentate, asfalto, nel senso buono ovvio, più altri a seconda dell’annata e della zona), molto persistente ed elegante. In bocca è di corpo con tannini armonici, morbido, alcolico, molto persistente ed intenso e retrogusto tipico. Accetta l’invecchiamento in cantina. Si abbina a brasati (noto è il piatto tipico piemontese detto appunto brasato al barolo), selvaggina e cacciagione, arrosti di carne rossa, tartufo e formaggi a pasta dura e dal sapore intenso. E’ anche vino da meditazione nel senso che è bello aprire una bottiglia con amici e degustarlo magari insieme a dei salumi e/o formaggi in un pomeriggio (o sera) autunnale o invernale vicino ad un caminetto scoppiettante, chiacchierando amabilmente. Ha una gradazione superiore ai 13,5 gradi.
Se ne produce anche una varietà aromatizzata detta Barolo Chinato. Si fa con aggiunta di zucchero (ammesso dalla legge) e alcol etilico più aromi fra i quali spicca la china (la sua corteccia), il rabarbaro, la genziana (le loro radici). Viene fatto macerare con questi ed invecchiato un anno. Lo si usa come digestivo, nel vin brulè; grazie poi al sapore dolce amaro è usato anche da dessert (nei dolci in cui la componente della cioccolata amara è predominante) o da meditazione (vedi sopra). La gradazione si aggira sui 17 gradi… Prosit!

Un bel "Sabba Nero"



Di solito non ho molta fiducia nei bootlegs in quanto spesso sono di qualità sonora scarsa. Per fortuna non è così per questo dei Black Sabbath, certamente rimasterizzato, ed intitolato: Live At Worcester Centrum del 1983. Anche se il periodo d’oro della band volgeva forse al termine qui hanno saputo mantenere inalterato il loro carisma e la loro bravura strumentale (specie la chitarra e il canto). Certo la qualità non è eccelsa (ma buona sì) e penso che ci si possa accontentare senza troppa fatica. Sul finale del disco interessanti le tre canzoni: Black Sabbath con un sound sempre affascinante, la loro versione di un successo dei Deep Purple: Smoke On The Water e l’intramontabile  e stupenda Paranoid.
Questo è il primo di molti live (di altri artisti) che conto di postare in un futuro prossimo, del resto avevo già iniziato con quello degli Allman Brothers Band. ;-)
Voto:  + + + + e forse anche qualcosa in più…