mercoledì 9 luglio 2014

Interessanti




Al pari della Gran Bretagna (e forse qualcosa di più ) in USA dalla seconda metà degli anni ’60 ci fu un gran fermento culturale e musicale. La differenza sostanziale era forse da ricercare in un genere musicale le cui radici affondavano più sul rock blues e nella stesura dei testi certamente più politicizzati; del resto i giovani americani dovevano partire per quell’inutile  guerra del Vietnam (posto che una guerra sia mai stata utile). Fra i tanti gruppi interessanti, diciamo di seconda linea, vanno certamente annoverati questi The Glass Family con il loro album uscito nel remotissimo 1968 ed intitolato: Electric Band. La musica di questo buon lp è un interessante psichedelic rock e i gruppi di riferimento certamente i The Doors e i Jefferson Airplain ma anche certa musica britannica (penso al folk psichedelico). Nel complesso, seppure datato, è un ottimo album e per gli appassionati del genere, da sentire con attenzione.
Voto:  + + +

martedì 8 luglio 2014

Un buon rock americano




La band americana di cui vi propongo oggi l’ascolto era attiva negli USA sul finire degli anni ‘60 e inizio dei ’70. Era composta da cinque elementi di cui una donna al canto. Si chiamavano con un lungo nome: The Fort Mudge Memorial Dump e uscirono con l’lp omonimo nel 1969. Forse l’unico della loro storia. La musica  è un interessante rock psichedelico e grazie anche alla voce femminile, ove è presente, ci dice che il gruppo di riferimento sono i Jefferson Airplane. Hanno però saputo mantenere un discreta originalità e a livello di musicisti non sono niente male. Album interessante.
Voto:   + + +

Penne zucchini e melanzane



Zucchino
Zucchino tondo
Melanzana
Melanzana tonda

Questa ricetta che vi sto consigliando non credo la troverete in giro. Infatti è una mia invenzione dettata anche dall’abbondanza di raccolto di questi prodotti del mio orto nel periodo estivo.
Occorrente per 4 persone: 1 melanzana (tonda o lunga, la differenza è nel gusto: la prima è meno amara), 2-3 zucchini (o zucchine, se preferite, anche qui tondi o lunghi a voi la scelta, i primi sono più”dolci”), 3-4 spicchi d’aglio, un po’ di peperoncino (tipo calabrese) a vostro gusto, 250/300 gr. di pancetta a dadini affumicata, 4 etti (o più) di penne rigate (meglio se integrali), sale q.b., zucchero un pizzico, 5 generosi cucchiai di salsa di pomodoro, parmigiano o grana grattugiato q.b., olio evo q.b., qualche foglia di basilico fresco.
Preparazione: Mentre ponete a bollire una pentola d’acqua (salata) per la pasta, in un’ampia padella fate leggermente insaporire con l’olio il peperoncino (a pezzettini) e l’aglio (anch’esso a pezzi); contemporaneamente rendete a quadratini di circa 4cm sia la melanzana che gli zucchini e dopo poco metteteli nella padella, aggiungete la pancetta e lasciate cuocere per un quarto d’ora abbondante a fuoco dolce con un po’ di sale fino messo sopra (tenete conto di ciò quando andate a salare l’acqua per la pasta), rigirate ogni tanto, saranno a tiro quando sia le melanzane che gli zucchini avranno perso un po’ della loro acqua. Quando l’acqua della pentola bolle buttate la pasta e nella padella la salsa e il pizzico (generoso) di zucchero, rimescolate e lasciate cuocere finché non è pronta la pasta; se occorre allungate il sugo con qualche cucchiaio di acqua di cottura della pasta. Quando quest’ultima è al dente, scolatela e poi mettetela nella padella e fatela saltare insieme con il sugo per due minuti circa a fuoco vivo. Servite poi con una bella spolverata di formaggio. Guarnite infine con le foglie di basilico fresco.
Vino consigliato: Dato che è estate, un bel rosato tipo il Chiaretto del Garda DOC (poi ve ne parlerò a proposito dei vini) che va servito a circa 13/15 gradi, oppure un Grignolino del Piemonte (idem come sopra) fresco di cantina.

lunedì 7 luglio 2014

Imperdibile!




Cari amici lettori, grazie allo storico e grandissimo gruppo rock dei The Who (immensi nella storia di questa musica), che quest’anno hanno inciso un fantastico album live: Quadrophenia (Live in London), siamo di fronte ad un capolavoro di questo tipo di musica dal vivo, pari ai mitici dischi Live in Japan (dei Deep Purple) o al The Soundtrack From The Motion Picture (dei Led Zeppelin) e allo stesso Tommy Live, per intenderci.  Questo sia per la bravura degli interpreti che per la qualità audio dell’incisione. La band è composta dai due quarti rimanenti di quella storica. Infatti, purtroppo, sia prima Keith Moon che più recentemente John Entwistle sono scomparsi. Per fortuna i rimpiazzi non fanno assolutamente rimpiangere chi non c’è più, in special modo il bravissimo batterista Scott Devours ma anche il bassista Pino Palladino non è affatto male. Poi ci sono loro, intramontabili: Pete Townshend (qui aiutato anche dal figlio Simon) e Roger Daltrey… unici! Se l’album in studio era già bello la dimensione live ne fa acquistare un ulteriore fascino e poi a chiudere il secondo cd potete trovare gemme assolute come: Who are you? O Pinball Wizard o Won’t Get Fooled Again. Fenomenale!
Voto:   + + + + + + …una in più del massimo le merita tutte.

domenica 6 luglio 2014

Toh chi si rivede...



Ebbene sì, l’antico gruppo di hard rock, gli Uriah Heep, a mio parere secondi solo ai grandi Deep Purple e Led Zeppelin, e al pari dei mitici Black Sabbath, sono tornati sulla scena musicale quest’anno ed hanno inciso un buon disco (ma nulla di più) intitolato Outsider. Le undici canzoni dell’album si snodano in un classico rock duro supportato da una buona base composta dalle tastiere (in evidenza) e da una chitarra elettrica mai fine a se stessa. Intendiamoci siamo lontani dalla bellezza degli antichi lp come Very’eavy…Very’umble o Salisbury, comunque, tenendo conto che siamo nel 2014, il loro lavoro non è niente male e sono nettamente meglio delle varie anonime e tutte uguali band di metal-prog che pullulano ai giorni nostri. Da sentire…
Voto:  + + +

La Bonarda


Il vitigno Bonarda
Parlandovi del Lambrusco nell’ultimo (e primo) post sui vini accennai al fatto che simile ad esso c’era la Bonarda. Esso è un vino ricavato da uve (io dico di vitigno omonimo, altri di un particolare clone di uva croatina) a bacca nera che producono due distinte doc: Bonarda Colli Piacentini e Bonarda dell’ Oltrepò Pavese; in ogni caso, per chi conosce un po’ di geografia italiana, la zona è l’ovest dell’ Emilia e il sud della Lombardia (il territorio che si estende appunto oltre il fiume Po verso sud). Il vino viene per lo più commercializzato frizzante (secco o amabile, ma anche fermo con qualche grado in più) e presenta un bel colore rosso rubino cupo e intenso, sapore asciutto e odore vinoso con sentori di bacche rosse e lieviti. Ovviamente la differenza fra le due doc è minima. Il nome sembrerebbe provenire dall’antico longobardo misto al latino tardo medioevale, bono = buono (da bonus-a-um) e dalla parola germanica ard (o hard, se preferite) che voleva dire forte. Se prodotto invece che in pianura sulle colline ha qualche grado alcolico in più (meglio!) e il suo abbinamento è per carni rosse non troppo elaborate in cucina e ai bolliti, altrimenti a primi con sugo di carne, insaccati e alla “milanese” casseouela. Non si presta a lungo invecchiamento. Oltre che in queste zone doc si può trovare un po’ in tutto il Piemonte e parte della Lombardia come IGT.

sabato 5 luglio 2014

Un po' di buon rock




Ogni tanto ascoltare un buon disco di rock (che sconfina anche nell’hard rock) non può che fare piacere. E’ questo il caso dell’incisione della band britannica dei Hookfoot che nel 1972 uscirono con questo bel album intitolato: Good Times A’ Comin’. Nel gruppo spicca la figura di Dave Glover al basso (fratello del più famoso Roger, già bassista dei Deep Purple). La musica, come ho detto, è un piacevole rock che nei cori ricorda un po’ quelli della West Coast (ma che ci sarebbe mai di male in ciò?) Non un capolavoro ma un lavoro ben eseguito.
Voto:  + + +