martedì 1 luglio 2014

Un po' di buon rock




Questo talentuoso chitarrista, made in USA, di nome Randy Holden, sebbene forse poco conosciuto al grande pubblico, è, tra l’altro, autore di questo bel album rock intitolato Population II uscito nel remoto 1970. Nei 16 brani, di cui ben 10 di bonus, da sfoggio della sue qualità di valente strumentista e virtuoso della chitarra. La musica è un rock duro (a volte un rock blues) ma abbastanza originale e così d’acchito non trovo altri artisti a lui simili (forse un po’ il grande Jimy). Una musica non difficile che aiuta a stare svegli specie se siamo alla guida notturna e se amiamo il rock… ;-)
Voto:   + + +

lunedì 30 giugno 2014

E quindi in Germania


Dopo la Scozia e il Galles non potevo esimermi dal proporvi l’ascolto di una band tedesca. Infatti questi Temple provengono dalla Germania (nella zona di Cologna) e propongono con il loro unico (credo) album intitolato con lo stesso nome del gruppo, uscito nel 1976 (ma con registrazioni anche del ’75) un buon krautrock che schiaccia più di un occhiolino ai grandi Amon Düül II (quelli di Yeti per intenderci). Certo l’originalità non è il loro forte, comunque il disco si fa ascoltare con molto piacere soprattutto agli appassionati del genere.
Voto:   + + +

Il vino Lambrusco


Il vitigno Lambrusco

Non molto tempo fa, l’amico Edulms mi disse, in una sua e-mail, che stava per assaggiare un vino italiano: il Lambrusco, così, nonostante sia passato un certo tempo, ho pensato di inaugurare una nuova rubrica giusto sui vini e pertanto parlare oggi di esso. La zona di produzione è nell’Emilia e in una porzione della bassa Lombardia (a sud di Mantova) il vitigno è il lambrusco. Si distinguono queste sottovarietà (ognuna leggermente diversa dall’altra):Lambrusco Reggiano, L. Salamino, L. di Sorbara, L. Grasparossa, L. Mantovano, è una DOC. Il suddetto prodotto si presenta con un rosso rubino vivace, profumo vinoso e con sentori di bacche rosse (ciliegia), solitamente frizzante (la diversità dallo spumante è nelle atmosfere, qui una) con bollicine medie ed evidenti, buona acidità e viene commercializzato anche nella versione amabile. Il vino non si presta ad invecchiamento e risulta di pronta beva (quindi non complesso né particolarmente elaborato o difficile né per palati fini), nonostante questo (o forse anche per questo) è fra i vini italiani più esportati e conosciuti. L’abbinamento (da me consigliato) e con i primi piatti regionali (tipo tagliatelle al ragù, meno con le lasagne), i secondi come lo zampone o il cotechino oppure con i salumi a pasta grassa (salame o mortadella, per intenderci, ma non con il prosciutto crudo a cui rigorosamente va abbinato un bianco). Nella versione amabile ovviamente va con i dolci tipo la crostata di frutta (con marmellata di ciliegie). Un vino simile (sebbene di certo diverso per certi aspetti) è la Bonarda dell’Oltrepò Pavese.

domenica 29 giugno 2014

Ora siamo in Galles...




Dalla Scozia con questi Quicksand siamo passati al Galles. Detta band incise il suo unico disco (almeno credo) nel 1973 e lo intitolò: Home Is Where I Belong. Formazione è composta da un quartetto di musicisti (basso, batteria, tastiere e chitarra) che suonano un discreto prog con qualche riferimento ai Procol Harum, certi cori che potrebbero ricordare i Beatles e certe sonorità pinfloydiane (di Animals) a cui si aggiungono anche brani che farebbero propendere per certa musica made in USA. Detto album non è certo un capolavoro ma si fa ascoltare e il mix di quanto detto sopra genera pure una certa piacevole originalità.
Voto:  + + +

sabato 28 giugno 2014

Anche in Scozia fanno musica




Oggi vi propongo l’ascolto di una brava band scozzese i Captain Marryat la cui storia e le curiosità del nome sono contenute nelle note (in inglese) interne al file. Questo gruppo che ricorda molto gli Uriah Heep e un po’ anche i Beggars Opera suona un buon hard rock con sentori di prog. Questo album, uscito nel 1974 con lo stesso titolo del gruppo è rimasto il solo della loro non lunga carriera musicale forse perché, alla fine, difettano di originalità sebbene come strumentisti mi sembrano assai validi.
Voto:   + + + e forse anche qualcosa in più…

venerdì 27 giugno 2014

Ancora sul Circo Massimo ed altre considerazioni

A Proposito dell’ultimo assurdo concerto tenuto dai Rolling Stones nel Circo Massimo di Roma ci siamo mai fermati a considerare cosa potremmo ottenere in termini di posti di lavoro se avessimo la volontà di valorizzare, almeno in parte, il nostro immenso patrimonio artistico e culturale? Prendiamo ad esempio Roma. Se finalmente potesse sparire quell’  obbrobrio fascista di via dei Fori Imperiali e al suo posto si potesse avere un unico parco archeologico che comprendesse il colle Palatino, il Foro Romano, i Fori Imperiali (anticamente non c’era una divisione fra di loro), il Colosseo e i Mercati Traianei, dotandoli tutti dei più moderni media cosicché il turista, anche solitario, possa conoscere di cosa si tratta. Tutto questo sarebbe il più importante e grande parco archeologico del mondo al cui interno potrebbero lavorare guide regolari (penso ad un biglietto d’ingresso sui 30/40€, non credo esagerato se quello per la storica band inglese era di 90€), chioschi di ristoro, ristoranti (non invasivi), souvenir legalizzati, insomma un po’ come fanno altre Nazioni con un centesimo di quello che potrebbe offrire l’Urbe. E se a questo aggiungessimo la messa in sicurezza e la riapertura al pubblico della Domus Aurea neroniana, la sistemazione della zona archeologica, facendola fruibile al pubblico (a pagamento come per i Fori), di Largo Argentina (fu lì presso la curia di Pompeo che Giulio Cesare venne ucciso dai congiurati), un Circo Massimo degno della sua storia e per attuare questo ampio programma attingere anche a sponsor privati cosi come fu fatto per l'Anfiteatro Flavio; quanti persone giovani o meno potrebbero trovare impiego e rendere così anche un servizio al Paese? E invece ecco le orde dei novelli barbari per 8000€ invadere il sito. Questo è come sarebbe affittare la stanza dove c’è (nel Castello Sforzesco di Milano) la Pietà Rondanini di Michelangelo per un pugno di Euro e intorno ad essa far esibire una ballerina di lap dance; che dite, prima o poi non succederà davvero?

Ottimo album di hard psichedelic rock music


Il disco in questione fa parte di quella serie di musica americana alternativa ed underground spesso autoprodotta che sbocciò verso la metà degli anni ’60 e poi continuò per un buon decennio (poi si trasformò nel genere punk, garage ecc). Questa rara perla vide la luce nel 1970 ad opera dei Bulbous Creation e si intitolò: You Won’t Remember Dying. La musica di quest’ottimo album si snoda in un interessante hard-psichedelic-blues-rock originale e ben eseguito. I temi delle canzoni vertono sul Vietnam, droghe e satanismo il tutto tipico di quei turbolenti anni. Bello.
Voto:   + + + +