lunedì 15 settembre 2014

Il Castelmagno

Il Santuario di Castelmagno
Il formaggio DOP

Come vi avevo promesso oggi vi parlo di Castelmagno e del suo noto (spero!) formaggio. Il nome deriva dal latino: castrum magnum (grande castello, appunto) ed infatti vi sono dei ruderi di un castello medioevale su un rilievo nei pressi del paese. La valle e quella detta Grana e si trova in provincia di Cuneo. Io ero in una valle adiacente (Val Macra) e quindi ho potuto farci agevolmente una scappatina. Il paesino di Castelmagno è dominato da un Santuario (vedi foto) posto ad un’altezza di circa 1750m slm e che per altro è l’unica vera attrattiva monumentale del posto, detto luogo sacro fu frequentato già in epoca imperiale romana in quanto scavi del XIX sec hanno rinvenuto un antico altare pagano e monete risalenti al periodo (alcune conservate lì in una teca). Ma torniamo al formaggio (una DOP), esso è a pasta semidura ed erborinato e viene prodotto in forme semicilindriche. Ha vari gradi di stagionatura e si conserva bene anche a casa. ‘E prodotto da latte vaccino (con piccole quantità a volte di caprino e/o ovino), ha una crosta consistente e dentro la pasta è giallognola, risulta essere molto profumato. A seconda del grado di stagionatura si può consumare così da solo (o con aggiunta di miele di castagno, o una confettura di lamponi, una prelibatezza), grattugiato come un comune (si fa per dire) pecorino o parmigiano, oppure nei noti gnocchi di patate al Castelmagno (dove esso viene fuso con un po’ di burro, meglio se alpino). Penso che lo possiate trovare anche da voi ma andarlo a comprare (ed assaggiare) sul posto è di certo un’altra cosa; del resto nel piccolo paese si trovano botteghe che ve lo vendono e che sono quasi sempre aperte (almeno nel periodo estivo). Gli assaggi sono gratuiti.

Dalla Germania agli USA



Il disco, da me oggi proposto per l’ascolto, è stato realizzato da una band americana ma registrato in Germania e credo solo lì uscito. Il gruppo in questione si chiamava Fine Wine ed era composto da due elementi degli ex Moby Grape e di cui per altro non ho nessun loro lp (comunque tutta la storia è spiegata in modo esauriente, sebbene in Inglese, nelle info contenute nel mio file). Questi realizzarono codesto omonimo album nel 1976 e musicalmente parlando è un buon folk-rock psichedelico con echi di country elettrico assai ben suonato. Tranquillo ma bello. E’ una riproduzione (valida) da vinile.
Voto:  + + +

domenica 14 settembre 2014

Un bel album



Un altro più che discreto lavoro proveniente dagli States, a svolgerlo furono gli Hot Flash che nel 1977 registrarono forse l’unica loro opera intitolata: First Attack! They’ll Never Take Us Alive qui riprodotta egregiamente da vinile. Dato il titolo ci si aspetterebbe che la band suonasse un tipo di cosmic music americana e invece no! L’album si snoda in un buon soft prog (a volte sembrerebbe anche leggermente pop) che spesso pare sconfinare nell’hard rock (un po’ facendo il verso agli Uriah Heep). Devo essere sincero il disco, pur non particolarmente impegnativo, a me è piaciuto e oltre che essere registrato bene è pure eseguito ad opera d’arte. Bella ma leggermente ingenua la copertina dell’lp.
Voto:  + + + +

sabato 13 settembre 2014

Un baby? ;-)



Rieccoci negli USA per ascoltare quest’opera frutto di una band locale: i Baby che nel 1975 registrarono quest’album, adesso riprodotto da vinile, ed intitolato con lo stesso nome del gruppo. Ad essere sincero ho poche e nulle notizie sugli artisti qui impegnati se non che suonano un discreto (ma nulla più) rock americano sulla falsariga (ma in tono minore) dei Poco o dei Doobie Bros; quindi con poca originalità. Riescono però a sopperire a questo grazie alla loro brava tecnica strumentale. Da sentire comunque.
Voto:  + + +

venerdì 12 settembre 2014

Mea culpa

Zaza festeggiato dopo il gol

Mi sono preso alcuni giorni di meditazione prima di recitare il mea culpa riguardo al nuovo CT della Nazionale: Antonio Conte soprattutto dopo la bella prova conseguita dalla squadra prima in amichevole con l’Olanda (con una vittoria netta anche se in Italia) e poi con il 2 a 0 rifilato alla Nazionale Norvegese (credo ad Oslo) nella prima partita di qualificazione agli Europei. Nonostante il nuovo selezionatore avesse avuto per le mani gli Azzurri da pochissimo tempo si è visto, in entrambe le partite, il suo gioco e il suo carattere profuso nella squadra. Squadra che per ora è composta di buoni calciatori ma scevra di veri fuoriclasse. Zaza forse lo diventerà (e se avesse avuto l’accento sulla a si penserebbe a un oriundo dai piedi buonissimi, invece, per fortuna è della Basilicata) e Verratti che per ora sembra escluso nonostante l’assenza di Pirlo e nonostante la grande classe. Credo che per diventare più competitiva abbisognerebbe di un difensore di valore mondiale (un Cabrini o un Maldini per intenderci e Santon che fine ha fatto?) e di un altro centrocampista di valore alla tedesca. Comunque sia lasciamola crescere tanto più che il vivaio è quello che è e speriamo nel futuro e nelle mamme italiche. Concordo poi con Conte nell’aver lasciato a casa (o meglio in Inghilterra) Balotelli e le sue paturnie. Infine rimango però scettico sul nuovo Presidente Federale.

Una nota band inglese



Sul finire degli anni ’70 e un po’ anche negli ’80 in Gran Bretagna e fuori dalle isole risultò abbastanza famoso il gruppo dei Foghat autore anche di alcuni successi commerciali. Quello che oggi vi propongo è un’antologia intitolata The Best Of che uscì su supporto digitale nel 1989. Detta raccolta può essere utile per conoscere (specie chi ignorava la sua esistenza) questa band e nel caso (io non sono tra questi) trovare e collezionare i suoi lp. Come sound presentano un discreto rock (a volte anche roll a volte un po’ heavy) con tanto di chitarra distorta e wah-wah ma sinceramente niente di speciale o di particolarmente originale (almeno questo è il mio parere). Comunque sia data anche la semplicità della loro musica, che in ogni modo rimane ben eseguita, si può ascoltare senza storcere…gli orecchi…
Voto:  + + +

giovedì 11 settembre 2014

Due in uno


Questa volta, nel caso, non prendetevela con me ma con la casa musicale che riunì in un unico cd due album degli statunitensi Earth Quake, cioè il primo, uscito nel 1971, con lo stesso nome della band, e la loro seconda (ed ultima, credo) opera, registrata nel 1972, ed intitolata: Why Don’T You Try Me? Secondo me non c’è molta differenza fra i due dischi, entrambi infatti si rifanno a quel sound tipico del periodo là in America, cioè ad un hard blues rock assai psichedelico, un po’ sull’onda dei mitici Jefferson Airplane ed anche dei britannici Rolling Stones. Tutti e due gli lp sono ben registrati ed ottimamente eseguiti seppure l’originalità lascia a desiderare. All’interno del file c’è una lunga storia (in inglese) del complesso.
Voto (per tutti e due le opere): + + +