giovedì 8 gennaio 2015

Lo rammentate?



Forse a molti sorge una domanda: ma chi è ‘sto Gordon Haskell? Per gli amici smemorati ricordo che divenne noto alla corte di Fripp prima come cantante in Cadence and Cascade nell’lp In The Wake Of Poseidon e poi, dato che il genio inglese aveva la fissa che il cantante fosse anche il bassista, dovette imparare ad usare questo strumento e fu così il basso e la voce di Lizard. In realtà egli ha poi avuto una lunga storia di cantautore prog folk rock e la musica proposta in quest’album solista, uscito nel 1972 ed intitolato It is and it isn’t pochissimo ha che fare con i mitici King Crimson. Però forse un po’ sì… anche per la presenza, fra gli altri strumentisti che l’aiutarono nell’impresa, di John Wetton (basso, voce e tastiere). Non un capolavoro ma interessante.
Voto:  + + +

mercoledì 7 gennaio 2015

Il "nostro" settimanale appuntamento zappiano



La mia proposta odierna di Frank Zappa ci porta ad ascoltare questo anche per lui inusitato album, uscito nel 1999, ed intitolato: Everything Is Healing Nicely. Anche per chi, come me, ama l’artista ci troviamo qui di fronte ad opera un po’ difficile che strizza più volte l’occhio alla musica contemporanea come Stockhausen e Varese (e forse a molti un po’ ostica) non tralasciando però la sua componente ironica e sbeffeggiante. Moltissimi i musicisti che l’aiutarono nell’impresa e fra questi numerosi quelli di ceppo tedesco (comunque all’interno del file troverete i loro nomi) e così non vi stupite se vi sembra di essere stati catapultati in un sperimentale e d’avanguardia krautrock, non è così… tutti i brani sono di Frank! Sublime!

martedì 6 gennaio 2015

Penne ai 4 formaggi e mio Cenone



Durante queste festività mi è capitato di dover anche (ma non sempre, per fortuna!) cucinare per un consesso di amici. Così fu per il Cenone di S. Silvestro. Ecco il mio menù proposto: antipasto: insalata russa, gamberi in salsa rosa su un letto d’insalata, pane casereccio appena abbrustolito con tris di salumi: Prosciutto di Parma Dop, Salame Felino Dop e Testa in Cassetta. Come primo una veloce ma buona pasta ai 4 formaggi (Parmigiano Reggiano Dop, Mozzarella di Bufala Campana Dop, Gorgonzola Dop e Fontina Valdostana Dop) al forno e gratinata (poi qui sotto vi allungo la ricetta). Sia gli antipasti che il primo furono accompagnati da Prosecco di Valdobbiadene Superiore Spumante Docg. Come secondi: gamberoni saltati in padella e flambati con grappa trentina su cui abbinai un Franciacorta Spumante metodo champenoise Docg e a seguire il “classico” zampone con lenticchie stufate e per chi voleva ancora vino un ottimo Gutturnio (vino rosso) frizzante Doc. Arrivati al dolce servii i classici dessert natalizi: panettone genovese (di pasticceria), torrone di Cremona (morbido), panforte di Siena e pandoro di Verona (rivisitato da me con strati di panna montata) e per vino un più che dignitoso Asti Spumante Docg. Per chi poi non era ancora stufo: frutta fresca e secca con un’ottima grappa monovitigno come digestivo (alle donne un liquore al miele). Questo menù mi ha permesso di non essere sempre ai fornelli e potermi così godere anch’io la festa.
Ricetta per “la mia” Pasta ai 4 Formaggi: Calcolate circa un etto abbondante a persona di pasta (io trovo che la più indicata siano le penne lisce). L’ho cotta in acqua salata al dente e scolata, poi subito l’ho adagiata in un teglia rettangolare (antiaderente), dove prima avevo fuso qualche noce di burro, aiutandomi con un cucchiaio di legno (ma va bene anche di plastica) l’ho rimescolata. Fatto questo ho aggiunto, a pezzetti, i formaggi Mozzarella e Gorgonzola e una generosa spolverata di Parmigiano grattugiato. Ho mescolato il tutto facendo attenzione che i formaggi si siano distribuiti in maniera uniforme e poi sopra a chiudere ho posto la Fontina di cui prima, grazie ad un’affettatrice, ne avevo ricavato fette sottilissime (ma ve le potete far fare anche dal vostro negoziante di fiducia). Alla fine ho posto la teglia nel forno preriscaldato a 190°. Ora a seconda del tipo di forno che avete dovete aspettare 10-15 minuti. Comunque controllate e quando tutto il formaggio risulta fuso tirate fuori la teglia, grattateci sopra un po’ di noce moscata e rinfornatela accendendo la funzione grill. Sarà pronta quando la Fontina risulterà perfettamente dorata (a me piace anche con qualche parte leggermente bruciaticcia). Servite in mattonelle (non grosse… è molto sostanziosa!) aiutandovi con una paletta. Chi vuole ci aggiunga anche un po’ di pepe nero macinato.

Un po' di tedesco...;-)



Con oggi voglio completare la mia proposta (e i miei post) su questo ottimo gruppo tedesco chiamatosi: Joy Unlimited che nel 1974 incise la sua ennesima opera e la chiamò Minne. Essa contiene anche ben 9 brani bonus che secondo il mio parere, invece di arricchire l’opera la snaturano un po’; del resto se l’lp aveva “solo” 12 canzoni una ragione ci sarà stata pure…o no? Nella mia critica voglio rimanere al disco originale e dico subito che è quasi un capolavoro. In esso si possono trovare sonorità da krautrock, folk psichedelico, cosmic music, jazz rock ed anche un po’ di elettronica, cioè tutto quello che ha reso grande la musica tedesca di allora. A nobilitare l’album anche il non pesante uso della lingua parlata a Berlino. Simpatica la copertina.
Voto:  + + + + + se ci limitiamo alle prime 12 canzoni, se invece vogliamo dare un giudizio sull’intera opera il mio voto è:   + + + +

lunedì 5 gennaio 2015

Quarto capitolo dell' Osso dei desideri



Siamo adesso giunti al quarto capitolo (ma in realtà al terzo mio post su questo gruppo britannico in quanto Ash, il terzo loro album, lo avevo già postato tempo fa) inerente la produzione degli Wishbone Ash. La loro fatica si intitola semplicemente: Wishbone Four e fu registrato nel 1973. Qui la band sembra aver perso molto del bello smalto iniziale e scivolare in un haevy prog senza particolare fantasia o originalità. Nonostante questo il valore dei musicisti è fuori discussione e qui e là fa ancora capolino il loro vecchio sound (meno male!). Resta comunque un’opera godibile.
Voto:  + + +

domenica 4 gennaio 2015

Sempre nell'orbita del Re Cremisi



Quest’oggi vi porto all’ascolto di una specie di cover band dei King Crimson. Dico specie perché oltre ad essere tutti veramente bravi, in realtà usare queste parole è un po’ riduttivo in quanto il talentuoso bassista e voce cremisi (che fu già alla corte di Fripp) Jon Wetton nobilita quest’album intitolato: One More Red Night – Live in Chicago uscito e registrato nel 2014. La band si chiama District 97 e all’interno del file potete trovare in info i nomi dei musicisti (ottimi) qui impegnati.
Veramente assai interessante. Le canzoni spaziano da Lament a Starless, da Easy Money a 21st Century Schizoid Man (e altre). Buon ascolto!
Voto:  + + + +

sabato 3 gennaio 2015

Rieccomi con Zappa (e ancora Auguri!)



Dopo l’abbuffata natalizia di pandori, panettoni, lenticchie e chissà cos’altro riprendiamo il “nostro” discorso su Frank Zappa (e a seguire nei giorni prossimi anche di altri artisti) invitandovi all’ascolto di quest’album uscito postumo nel 1998 ed intitolato: Mystery Disc. Anche questo contiene brani inediti del nostro eroe alcuni risalenti fino alla sue prime esperienze musicali. Inevitabilmente, avendo la casa musicale raschiato, come si dice, il fondo del barile, alcuni pezzi non sono il massimo né come qualità sonora né musicale (spesso finiscono in maniera brusca). Va detto che con probabilità ancora altro c’è da scoprire poiché per il buon Frank la musica era la sua passione e quindi passava almeno 8 ore ogni giorno a provare e riprovare nei vari studi di registrazione. Insomma, un altro anello (musicale) che ci fa comprendere meglio il grande genio italo-americano.