giovedì 26 giugno 2014

Risiamo in Germania




Oggi vi propongo l’ascolto di un discreto album made in Germany. L’autore di questo lavoro è Thomas Dinger che ha fatto parte della nota band teutonica: La Dusseldorf autrice di ottimi dischi di krautrock. L’incisione di questo autore si intitola Für Mich ed uscì nel 1982 quando forse un certo tipo di musica stava andando (purtroppo!) fuori moda. La musica che scaturisce dall’ lp è come ci si potrebbe aspettare da un siffatto autore, cosmic ed elettronic mista a krautrock. Sfortunatamente però, a parte il bel brano intitolato E-605, il resto scivola troppo spesso in una banale (almeno a mio giudizio) musichetta alquanto orecchiabile.
Voto:  + + +

mercoledì 25 giugno 2014

Considerazioni sull'Italia pallonara e sui Mondiali

Come per altro avevo predetto (non  per vantarmi) nel post di alcune settimane fa, l’Italia del calcio è miseramente uscita dal Mondiale in Brasile. Meno male! Già che secondo me non dovevamo neppure andarci (ricordate il caso Battisti) come dovremo evitare di aderire ad eventi organizzati dall’India (per i nostri marò); adesso possiamo concentrarci (senza i soliti politici che salgono sul carro del football a farsi belli) sui veri problemi che affliggono il Bel Paese (che fu). Per fortuna non vidi la partita ma leggendo i giornali credo che ciò sia accaduto giustamente. Detto questo mi chiedo però delle cose: Quanto è costata alla Federazione Italiana Gioco Calcio (e quindi a noi) la fallimentare spedizione? Non era meglio destinare quei soldi per aprire scuole di calcio per giovani e toglierli quindi “dalla strada”? E poi, ho saputo che nel ritiro della Nazionale erano presenti mogli, fidanzate, amanti e “tegami” vari dei super pagati (e troppo valutati) calciatori azzurri. Queste erano lì a loro spese (o dei rispettivi compagni milionari) o a carico del “solito Pantalone”? Il Campionato la finirà ora d’importare bidoni esotici a scapito del nostro vivaio? Onore senz’altro agli uomini Abete e Prandelli, che in un Paese dove nessuno si dimette, hanno rassegnato subito le loro dimissioni, molto meno considerazione sul C.T. che fu già fallimentare due ani fa  nella finale europea con la Spagfna dove sbagliò completamente formazione e che nella sua carriera di “mister” non ha mai vinto nulla (o quasi).
Detto questo, mi rivolgo anche agli amici brasiliani. Ho letto che il Mondiale è costato loro l’astronomica cifra di 11 miliardi di Dollari (e c’è chi dice anche 15) e che il loro selezionatore prende ben 8 milioni di equivalenti Euro netti all’anno (il più pagato dei Mondiali); non era forse meglio destinare quella montagna di danaro per sistemare alcune Favela, fare scuole, ospedali, strade, porre mano al disastro idro-geologico e via dicendo piuttosto che appuntarsi una stella (!??) nella maglietta; posto poi che ci riescano. Vale più un Mondiale o dieci o una vita umana? Delle partite ho visto (ma è stato solo il caso, ero da amici con il televisore acceso) quelle del Brasile e a parte Neymar (per certi versi ancora acerbo) non mi è sembrata una squadra di fenomeni (anzi!) e prevedo che se non avranno sfacciati aiuti arbitrali (ingiustamente dovutogli, nel caso, per aver organizzato la manifestazione ed essere il Paese ospitante, si dovrebbe essere sportivi a prescindere!) non andranno oltre, se va bene, alle semifinali. Del resto chi l’ha detto che automaticamente l’organizzare un Mondiale comporta per forza la vittoria. Basta pensare a quello che successe a Italia ’90 (vinse la Germania) o a Germania 2006 (vinsero gli Azzurri).
Come consiglio spassionato: per il futuro lasciamo e lasciate che Olimpiadi, Mondiali, Expo ed altre amene manifestazioni le organizzano Paesi che hanno soldi da buttare dalla finestra come gli Arabi o i Cinesi. E alla fine ricordarsi sempre che è un gioco e solo un gioco.

Un buon jazz-rock




Ogni tanto ascoltare un buon album di jazz-rock credo non possa che far bene. Se poi è abbastanza originale (anche per l’uso della madrelingua) e ben eseguito non può darci che piacere. E’ il caso di questa band teutonica: Firma 33 che nel 1979 diedero alle stampe questo Se Forst. Molto curioso il brano (notissimo nella versione originale) stille nacht qui rivisitato in chiave jazz-prog. Aggiungiamo poi che gli strumentisti sono bravi e talentuosi e quindi… Buon ascolto!
Voto:  + + + +

martedì 24 giugno 2014

Sarà...



Da qualche parte ho letto che quest’album di John Lodge, intitolato Natural Avenue ed uscito nel 1977, fino a che era su vinile fu di abbastanza rara reperibilità. Come purtroppo spesso accade il fatto che sia raro non è detto poi che sia per forza bello ed interessante. E’ questo infatti il suo caso, nonostante la presenza di Chris Spedding, di Mel Collins e di Gary Osborne, il disco si snoda in un banale soft-prog, quando non nel pop e con forti riferimenti ai The Beatles (ma erano ormai passati 7 anni da quando il gruppo di Liverpool si era sciolto) e un pesante (ed inutile, nonché datato) arrangiamento soprattutto di archi. Insomma di interessante c’è solo la copertina ma anche lei con alcune pecche tipo il suo faccione nel tondo fra i titoli.
Voto:   + +

lunedì 23 giugno 2014

Rolling Stones a Roma


Il Circo Massimo oggi


Il Circo Massimo veduta aerea

Il Circo Massimo com'era
Ho saputo l’aberrante notizia che la strafamosa band rock inglese dei Rolling Stones ha tenuto ieri sera il suo unico concerto italiano a Roma ed esattamente nel Circo Massimo, importantissima vestigia dei tempi dei Cesari, affittata al gruppo per la misera cifra di 8.000€ (ma non sarebbe stato giusto neppure per un milione, o più!) a cui avrebbero assistito circa 70.000 e passa persone. Sarebbe l’ora di smetterla di utilizzare i nostri (o meglio dell’intera Umanità) monumenti per siffatte manifestazioni. Già abbiamo dato, anni addietro, con Venezia deturpata dagli spettatori per il concerto dei Pink Floyd (ci vollero più di 3 giorni per ripulire la città e chissà i danni che i decibel arrecarono alla fragile meraviglia lagunare) e adesso ci mancava solo che il gruppo rock si esibisse addirittura o al Colosseo (forse troppo piccolo per la bisogna) o nei Fori Imperiali o magari alle Terme di Caracalla. Se, putacaso, detto monumento fosse stato dei tedeschi, i teutonici lo avrebbero tenuto in siffatta maniera e vi avrebbero fatto accampare orde di fan urlanti? Penso di no. Noi Italiani abbiamo l’obbligo di preservare e se possibile restaurare i nostri tesori archeologici e d’arte per le future generazioni e non farne bivacco o scempio o incuria. Possibile che a Roma non c’era altro posto? E se le Pietre Rotolanti insistevano su di esso altrimenti niente tappa italiana, pace; credo che se ne potesse fare a meno e sopravvivere comunque… Già detto sito vide le orde urlanti e becere di quando la Roma vinse lo scudetto (con Sabrina Ferilli mezza nuda e sculettante) e se non bastasse, pure i tifosi scalmanati allorché nel 2006 l’Italia del calcio si aggiudicò il Mondiale. Adesso basta! Ormai il Circo Massimo, causa negligenza sia del Comune che delle Belle Arti, giace in uno stato di semiabbandono. Altro che gonfiarsi il petto (da sciocchi) per la Nazionale e i vari Pirlo, Balotelli o Cassano (oltretutto con la pessima figura rimediata contro la Costarica e la probabilissima altra brutta contro l’Uruguay)! Pensate che l’arena dove correvano le bighe (cocchi trainati da due cavalli, quadrighe se i cavalli erano quattro) risulta essere a otto metri sotto l’attuale piano (che quando piove si riduce a marrana acquitrinosa). Scomparsa pure sotto metri di fango quello che resta della spina centrale più, immagino, altre strutture. Non sarebbe meglio reperire i fondi necessari e dare una sistemata al sito archeologico, magari implementandolo con piante ornamentali (penso a alti cipressi dove erano gli obelischi, per esempio) così da far capire anche al turista più profano di cosa si trattava e ridare dignità al posto?
Il Circo Massimo, opera di forma rettangolare, nell’antichità poteva contenere nei suoi spalti quasi 150.000 persone (più l’imperatore che facilmente e con un passaggio e poi una tribuna a lui riservata, scendeva lì dalla vicinissima e sovrastante reggia sul colle Palatino). In età repubblicana era fatto di mattoni e sovrastrutture in legno poi, sotto l’impero, fu ampliato e rivestito di marmo (dopo che subì l’incendio in epoca neroniana, anzi dai suoi pressi esso partì) ed opere d’arte e obelischi portati dall’Egitto. In esso non si svolgevano solo le corse dei carri ma anche battaglie fra gladiatori e allagandolo parzialmente le naumachie (scontri navali gladiatori). Era il più grande di tutto l’impero e sopravisse ancora per qualche secolo dopo la caduta di Roma; poi lentamente scese in disuso e come molti monumenti divenne una cava di materiale per l’Urbe medioevale. Fino ad oltre la metà del secolo scorso era lo stadio (o circo, se preferite) con la possibilità di ospitare più spettatori del mondo. Una curiosità: il noto romanzo e poi colossal cinematografico hollywoodiano Ben Hur era ambientato lì. Speriamo che il nuovo governo ponga rimedio presto a questo ennesimo “disastro”.

Rock band americana




Negli anni ’70 questa band americana dei Nazareth era abbastanza nota nell’ambito della musica rock; intendiamoci niente da “strapparsi i capelli” ma suonavano una buona musica con le chitarre (niente male invero) in evidenza. Parteciparono pure ad alcuni festival pop. Oggi, nel 2014, sono ritornati (posto che abbiano mai smesso) ad incidere un disco, questo: Rock ‘n’ Roll Telephone. Ne risulta un discreto lavoro che si barcamena fra il rock blues e l’hard rock con spunti interessanti. Non è certo un capolavoro ma diciamo che potrebbe aiutare se messo sulla nostra auto quando dobbiamo guidare stanchi o siamo in una lunga e noiosa coda evitando così di addormentarci…
Voto:  + + +

domenica 22 giugno 2014

Storica band americana


Fra i grandi della musica rock americana vanno senz’altro annoverati gli Steppenwolf autori di indimenticabili canzoni (prima fra tutte Born To Be Wild) di cui molte troverete in questo bel album dal vivo intitolato Live At Fillmore West San Francisco 1968-08-27; per l’occasione dell’uscita di questo cd (prima giravano dei bootleg inascoltabili o quasi) è stato rimasterizzato cosicché la musica che ne scaturisce è più che udibile. Certo che se avessero avuto le tecniche di registrazione attuali oggi potremo parlare di un capolavoro assoluto ma purtroppo nel 1968 i live erano quello che erano; comunque sia è da non perdere!
Voto:  + + + +