venerdì 26 settembre 2014

Rieccoci in G.B.



Dopo il mio lungo peregrinare, musicalmente parlando, per gli States, rieccoci nel Regno Unito (giusto chiamarlo così dopo il referendum abortito per l’idiota indipendenza della Scozia, subito ripresa, la tematica, dagli imbecilli irredentisti veneti). Ascoltiamo quindi con piacere un discreto disco di rock jazz con qualche sonorità psichedelica opera degli Ambergris che nel 1970 registrarono il loro unico (credo) omonimo album. Il connubio fra le varie tipologie musicali si sposa abbastanza bene anche se certi riferimenti r & b lo fanno sembrare più commerciale di quello che in effetti è.
Trattasi di una buona riproduzione da vinile.
Voto:  + + +

giovedì 25 settembre 2014

Un sano e bel jazz-rock



Oggi siamo di fronte con questo artista statunitense, David Pritchard, ad un bel album di jazz rock.(A questo proposito se dico rock jazz vuol dire che è più rock che jazz, ovviamente viceversa è più jazz che rock). Il “nostro” eroe lo incise nel 1979 intitolandolo col nome di City Dreams. Il valente chitarrista (non so se è il suo unico disco) è aiutato nell’impresa da altri bravi strumentisti. Troverete comunque ulteriori informazioni all’interno del mio file. Trattasi di un buona riproduzione da vinile. Non certo un lavoro d’avanguardia ma un bel lp tutto sommato originale.
Voto:  + + + +

mercoledì 24 settembre 2014

Ferrara

Castello Estense
Il centro storico
Piazza del Municipio
Il Duomo

Al contrario di molte città italiane Ferrara ha una storia relativamente più recente. Venne infatti fondata nei pressi di una torre bizantina del VI sec da genti provenienti da altri più antichi insediamenti, questo a causa del perdurare delle invasioni barbariche. Si ha notizie del villaggio a partire dal VII e VIII secolo. Data la sua posizione ben difendibile (da una parte c’è il ramo destro del Po) e senza problemi di rifornimento idrico, anzi aiutata dal grande fiume nel trasportare merci verso Ravenna e Venezia o Milano, crebbe. Fu poi longobarda e quindi franca ed infine donata da quest’ultimi al Papa che la infeudò. A partire dal XIII sec fu Ducato degli Estensi ma poi ritornò sotto la Chiesa fino a che non ritornò nel XIV sec di nuovo sotto agli Estensi che la mantennero a lungo (3 secoli) tanto che è detta la città estense, prima dell’Unità d’Italia fu, per un certo periodo, di nuovo domino dello Stato Pontificio. Da rimarcare gli interventi urbanistici passati sotto il nome di Addizione Erculea perché voluti nel XV sec dal Duca Ercole D’Este (furono i primi interventi in qualche modo, diciamo, moderni d’Europa). I Duchi si insediarono nel noto (e bello) Castello Estense che più volte fu rimaneggiato nei secoli fino a farne una sontuosa dimora. A Ferrara soggiornarono fior di artisti ed intellettuali come: Piero della Francesca, Mantenga, Tiziano, Ariosto, Tasso e molti altri. Oggi la città è patrimonio dell’UNESCO. Come musei ne ha ovviamente ma non di particolarmente famosi. Il suo fascino sta in tutto il centro storico quasi intatto da girarsi con la calma che permea tutto il borgo. Da assaggiare certamente la Salama da Sugo con polenta o purea di patate, i cappelletti in brodo e se avete voglia di pesce le anguille della vicina Comacchio. Come vino, nei pressi si coltiva una Doc: Bosco Eliceo riferito soprattutto ai bianchi, mentre con la Salama un bel Sangiovese.

Un'altra perla



Il buon Johnny Winter, fra i migliori chitarristi (tecnicamente parlando) di blues rock di sempre, se un difetto aveva era nella troppo freddezza delle sue esecuzioni. Probabilmente invecchiando il crinodotato albino ha migliorato anche sotto questo aspetto. Il suo virtuosismo è rimasto inalterato ma la voce, leggermente incupitasi, ha acquisito un certo fascino e personalità. A testimonianza di quello che vado affermando basta ascoltare questo Step Back, uscito quest’anno. Ad aiutare il nostro eroe sono intervenuti musicisti del calibro di Eric Clapton, Dr. John, Ben Harper, tanto per citarne alcuni. Il risultato è un ottimo disco di blues rock, imperdibile per chi ama il genere.
Voto:  + + + + e forse anche qualcosina in più…

martedì 23 settembre 2014

Imperdibile!



Ogni volta che mi capita per le mani un album degli Allman Brothers Band, specie se esso è dal vivo, dimensione dove ritengo diano il meglio di sé, risulta per me un vero piacere. Del resto essi sono forse la miglior band rock-blues degli States insieme ai Canned Heat. Questo live intitolato: Live At Ludlow Garage del 1970 sia per la qualità sonora (è stato di sicuro rimasterizzato) sia per la bontà dei musicisti risulta essere uno dei migliori del gruppo. Insomma siamo a livello del noto Live At Fillmore East del ‘71. Spero con questo post di essermi “riappacificato” con i miei lettori dopo i due precedenti secondo me un po’ deludenti, musicalmente parlando.
Voto:  + + + + +

lunedì 22 settembre 2014

Un "mito" forse un po' in ribasso



Penso che chiunque ami il rock non possa sapere chi sia Robert Plant (indimenticata voce dei Led Zeppelin) ed ascoltando questo suo nuovo album non possa che rimanerne deluso e di molto. Infatti da un artista come lui ci si aspetterebbe un disco di rock o ad esso assimilabile, invece no! Nelle 11 canzoni che compongono il cd, intitolato Lullaby…And The Ceaseless Roar compare un po’ di pretenziosa elettronica, un po’ di rock acido, un po’ di country (sic ?!?), il sitar (?!?) e un po’ di volgare ed insulso pop; il tutto, e si sente, con ambizioni di erudizione. Personalmente non mi ha conquistato e l’ho trovato francamente noioso ed insulso a parte qualche rara canzone. Verosimilmente è perché mi aspettavo un sound di tutt’altro genere. Forse ad alcuni probabilmente piacerà pure…
Voto:  + +

domenica 21 settembre 2014

Il Nebbiolo

Il Nebbiolo

Nell’ultimo mio post culinario accennai, parlando dei gnocchi al Castelmagno, del vino Nebbiolo D’Alba. Orbene detto nettare di Bacco proviene dal vitigno Nebbiolo che, autoctono italiano, è un vanto dell’enologia del Bel Paese. Da esso in purezza (cioè non mischiato con altre uve) provengono, oltre al sopra citato D’Alba, prelibatezze come il Barolo, Barbaresco e Carema (tutte DOCG) e in uvaggio (cioè con una percentuale di altre uve, ma sempre a bacca rossa) anche vini prelibati come il Gattinara, il Sizzano, il Roero, lo Spanna, il Bramaterra, tanto per citarne alcuni. Nella Valtellina una sua sottovarietà prende il nome di Chiavennasca e da il Valtellina Superiore e lo Sforzato. La differenza fra le varie tipologie vinicole è dovuta alle particolari cultivar (variazioni di coltivazione e terreni) presenti nei vari luoghi e a tipiche sottovarietà (come nel Barolo le varietà di Nebbiolo Lampià, Michè e Rosè). A differenziare poi un vino dall’altro intervengono anche i produttori e relativi enologi e il piccolo posto ove c’è la vigna (questo è detto con un nome francese di cru). Comunque sia, tanto per generalizzare i Nebbiolo è un vino che si presta ad invecchiamento (gli anni sono diversi da tipologia e tipologia), risulta essere, quando è pronto, dal profumo ampio, aromatico e persistente con note di frutta, fichi e spezie. Morbido al palato  per i tannini bene svolti, alcolico (siamo sui 13 gradi abbondanti) con una giusta acidità e dal sapore pieno e persistente. Come abbinamenti siamo sulla cacciagione (carni scure tipo il cinghiale), formaggi saporiti, secondi importanti e salumi (tipo di cervo o di cinghiale). Non vi fidate se il prezzo è inferiore ai 12/15 €.
Una curiosità: il nome sembrerebbe derivare dal fatto che l’uva viene vendemmiata tardivamente quando nella Langhe ormai con l’estate alle spalle sale la prima nebbia.