giovedì 4 dicembre 2014

Roero Arneis DOCG

Uva Arneis
Il Piemonte (vedi cartina nel post) non è solo principalmente terra di grandi vini rossi. Presenta infatti interessanti bianchi sebbene altre regioni (penso al Friuli, al Trentino Alto Adige e alla Campania, per esempio) siano più attrezzate in questo campo. A fianco dei cosiddetti vitigni bianchi internazionali (fra tutti qui predomina lo Chardonnay Piemonte Doc, ma vi si trova anche il Sauvignon Blanc e il Pinot Blanc) secondo il mio modesto parere primeggia il Roero Arneis DOCG.
Esso viene prodotto al 100% dal vitigno omonimo solo nella provincia di Cuneo e presenta una gradazione (normalmente) intorno ai 12 gradi o poco più. Alcuni produttori ne affiancano anche un tipo che ha avuto un leggero passaggio in barrique. E’ un vino secco, dal profumo intenso e persistente in cui si riconoscono note floreali, fruttate ed erbacee, ha un bel colore giallo paglierino intenso e in bocca è un vino di corpo dal sapore caratteristico (retrogusto di mandorla ed erbe), ovviamente secco e piacevolmente amarognolo. Ha una più che buona persistenza ed intensità gustativa (relativamente ai bianchi ovvio). Si presta ad abbinamenti con pesci di mare (tipo orate alla griglia o branzini), con lo stoccafisso alla ligure, con formaggi stagionati e con carni bianche cucinate in maniera importante. Ricordo che i bianchi vanno serviti ad una temperatura compresa fra gli 8° e i 10° centigradi in bicchieri o da degustazione o a tulipano (ma sempre a calice!).
Altri vini che trovo interessanti in Piemonte (nell’ambito dei bianchi secchi) sono il Cortese di Gavi DOCG e l’Erbaluce di Caluso DOC. Ve ne parlerò…

mercoledì 3 dicembre 2014

Una buona band tedesca



Rieccoci in Germania per ascoltare un interessante primo album omonimo, uscito nel 1971 ad opera del gruppo chiamatosi: Epsilon. Essi furono autori di almeno altri due album che presto posterò. Il loro sound è un buon krautrock con sonorità progressive e un certo jazz-blues di sottofondo che non guasta affatto. Se vogliamo trovare una band di riferimento inglese penso che essa sia i Colosseum. Buon ascolto!
Voto:   + + + +

martedì 2 dicembre 2014

Un monumento dell "drumming"



Quasi lo stesso discorso che feci sull’ultimo disco dei Colosseum lo si può fare per questo recentissimo album di Billy Cobham intitolato Tales From The Skeleton Coast. Sebbene dei distinguo sono d’obbligo. Va infatti ricordato che l’ex grande batterista della Mahavisnhu Orchestra nei suoi lp da solo non ha poi molto brillato. Questo infatti è sulla stessa falsa riga… Un discreto jazz-rock fusion ben eseguito ma non particolarmente originale. Per fortuna qui e là il vecchio leone ruggisce ancora ma i tempi con J. McLaughin sono lontani (e passati purtroppo). Di certo l’album si fa preferire a quello della band inglese. All’interno del file ci sono le note relative ai musicisti qui impegnati.
Voto:   + + +

lunedì 1 dicembre 2014

Un altro Zappa



Altro bellissimo album di Frank Zappa di cui so poco se non che uscì (ufficialmente? Come bootleg?) nel 1973 (poi rimasterizzato sul finire degli ani ’90) e che si intitola Piquantique. Alcune discografie lo scrivono anche così: Picantique. E’ evidente che si tratta di un live (credo a Stockholm, Svezia) e che la registrazione è buona per non dire ottima. Le proposte musicali dei 5 brani (alcuni lunghi) sono in linea con la sua musica di quel periodo. Fra gli interpreti spiccano i nomi di: Jean-Luc Ponty (violino), George Duke (tastiere), Ian Underwood (sintetizzatori) e Ruth Underwood (percussioni). Buon ascolto!

domenica 30 novembre 2014

Un po' di Re Cremisi



Il discorso che feci riguardo all’ultimo album da me postato di Zappa lo si può pari pari fare anche per i King Crimson e di quel genio assoluto che fa di nome Fripp. Anche lui è ed è stato assai prolifico (seppure campa ancora, meno male!) e così in certe discografie (Va detto che in altre no… mistero!) appare questo disco intitolato: Happy With What You Have To Be Happy With registrato o meglio assemblato nel 2002 e che contiene brani inediti fra cui spicca Larks Tongues In Aspic (part IV). La formazione vede: A. Belew (chitarra e voce), R. Fripp (chitarre), T. Gunn (warr guitar, rubber bass), P. Mastellotto (percussioni). Eccellente lavoro e interessante copertina.
Voto:   + + + + +

sabato 29 novembre 2014

Blanc De Morgex et La Salle Doc

Viti di priè blanc
Vigna e Monte Bianco
Come promesso oggi vi parlo di un interessante vino bianco prodotto in Val D’Aosta (nei comuni di Morgex e di La Salle): Blanc De Morgex et La Salle Doc (appunto…) . La sua peculiarità e che le uve provenienti dal vitigno priè blanc (al 100%), forse autoctono della valle, vengono, uniche in Europa (e incredibile per la vite che normalmente non sopravvive ad altezze superiori ai 700 m slm) coltivate fra i 900 e i 1200 m nell’alta Valdigne (in pratica ai piedi del Monte Bianco). Il fatto di resistere alle rigide temperature ha fatto sì che possa essere coltivato senza l’innesto di vite americana (questo lo si fa  dalle altre parti per combattere la filossera che a quelle altitudini però non attacca) e si dice pertanto di franco piede. Ha una gradazione intorno ai 12 °. Si presenta di un brillante color paglierino tendente con i riflessi al verdolino, limpido, dal profumo abbastanza intenso e persistente con note floreali ed erbacee (tipo l’erica e altre di alta montagna). In bocca il sapore è secco, leggermente acidulo con una discreta persistenza gustativa ed intensità, delicato, fine. Ne viene prodotto un tipo fermo, un altro spumante (col metodo classico). Il primo si presta ad abbinamenti con i pesci (tipo la trota), carni di pollo, formaggi come la fontina valdostana, mentre l’altro con il lardo e da aperitivo. A fianco di questi due tipologie di vino viene prodotto anche un eiswein (in inglese icewine) denominato Chaudelune Vin de Glas, amabile, quindi da dessert o da meditazione, di grado alcolico più elevato e dal sentore di confetture di frutta, di solito in bottiglia da mezzo litro (o anche meno); la cui peculiarità è che viene ottenuto da grappoli congelati, vendemmiati tardivamente all’inizio della stagione invernale, quando la temperatura scende sotto i -7 °C. Uno simile si fa in Canada nei pressi delle Cascate del Niagara e si chiama Niagara Falls Ice Wine.

Interessante opera tedesca



Nel 1971 questa band tedesca degli Eela Craig incise quello che forse (non ne sono sicuro e non ho voglia di fare ricerche…) è il loro unico album chiamandolo con lo stesso nome del gruppo. Va subito detto che la musica qui proposta è un interessante heavy prog psichedelico ma con spunti anche di jazz-rock e un sapiente uso del flauto. Al canto (sempre in inglese) mi ricordano talvolta gli italianissimi New Trolls. Come strumentisti li trovo poi validi e sufficientemente originali. Da sentire.
Voto:  + + + +